di Massimo Bernardi 7 Febbraio 2013
bambini, ristorante, bambini sotto il tavolo

La prima reazione genitoriale di fronte alla superiorità di altri genitori è di solito molto equilibrata, per nulla denigratoria: che droga danno quelli ai loro figli. Perché nel guardingo mondo dei genitori, niente è più frustrante di constatare che gli altrui bambini al ristorante si portano meglio dei propri. Non si buttano per terra in preda alle convulsioni se la risposta è “no”, non cominciano a litigare per l’assegnazione dei posti reclamando isterici patatine e ketchup, non tirano i tovaglioli e il pane per terra costringendo a spropositate mance riparatorie. No, ma quando mai, quei piccoli lord inglesi, non griffati e senza capelli intrisi di gel, stanno tranquillamente seduti in attesa del cibo, aspettano che mamma e papà abbiano finito una conversazione fra adulti prima di pretendere attenzioni, mangiano di tutto mentre i genitori parlano tra loro.

Come i figli di quella coppia americana, Laura King e marito, che l’altro giorno, al termine di una cena familiare in un ristorante italiano di Poulsbo, nello stato di Washington, hanno scoperto quanto vale la buona educazione dei loro bambini, né drogati, né infelici, anzi piuttosto allegri e svegli. Quattro dollari di sconto con menzione d’onore direttamente sullo scontrino consegnato da un inorgoglito cameriere: “well behaved kids”, bambini beneducati.

Al di là della geniale trovata del ristorante, roba da annali del recession marketing ©, cosa significa questa storia, forse che un altro mondo è possibile?

Forse che la madre di tutte le tesi neo-intolleranti (“i bambini non sono costruiti per stare a tavola delle ore”), in fondo è sbagliata? Che sebbene il cameriere del ristorante americano abbia portato insieme allo sconto una “scodella” di gelato gratis da dividere tra i bambini, per loro non è come per i cani? Cioè, che se abbaiano a tutte le ore la colpa è del padrone, metafora canina per sottendere che fra estrema rigidità e permissivismo scioccante i genitori non sono altro che bambini cresciuti.

Può darsi che lo sconto al ristorante per i well-behaved kids riuscirà a salvare il mondo nonostante i mille ostacoli, le crisi economiche, le guerre, le dittature e la sfortuna, ma fino ad allora, se un piccolo appunto personale è concesso, e senza con questo voler legare i bambini strepitanti con lo spago da arrosti né ammutolirli con il proverbiale limone in bocca, proviamo a non imporre i nostri figli agli altri. Perché va bene la Montessori, ma noi, probabilmente, eravamo commensali migliori.