di Riccardo Campaci 18 Febbraio 2015
Cracco patatine san carlo

“In cucina ci vuole audacia” affermava perentorio Carlo Cracco nel famigerato spot delle patatine Rustica San Carlo. Sì, la fortuna aiuta gli audaci, ma l’AGCM no, visto che ha deciso di affibbiare una bella multa da 350 mila euro a San Carlo per pubblicità ingannevole.

Oltre a San Carlo, la multa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato arriva anche per altri tre produttori di patatine in busta, Amica Chips, Pata e Ica Food, con cifre rispettivamente di 300.000, 250.000 e 150.000 euro. Le motivazioni dell’Antitrust sono abbastanza articolate ma nel complesso l’autorità ha deciso di sanzionare le aziende perché:

Attraverso diciture e immagini suggestive, venivano attribuiti a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette oppure si fornivano informazioni, in merito alla composizione e agli ingredienti o alle modalità di trasformazione o cottura, attribuendo ai prodotti anche “vanti di artigianalità” nonostante la loro natura industriale.

Scegliere Carlo Cracco e Rocco Siffredi fra i testimonial della patata fritta sembra non aver portato molta fortuna ai produttori, che sono riusciti a inanellare una serie di gaffe comunicative sufficienti a giustificare sanzioni che nel complesso vanno oltre il milione di euro.

Innanzitutto tutti i quattro produttori vantavano per le loro patatine un ridotto contenuto di grassi, senza però sfruttare un’adeguata rappresentazione comunicativa che fosse in linea con le normative; in pratica millantavano e basta.

Cinque prodotti, “Eldorada patate cotte a mano” e “Alfredo’s” di Amica Chips, “La patatina artigianale” e le “Da Vinci chips” di Pata e “Le contadine – fatte a mano” di Ica Foods, pubblicizzavano una lavorazione artigianale vista probabilmente con il binocolo e che non corrispondeva evidentemente alla realtà per un prodotto industriale che più industriale non si può.

Ancora “Autentica trattoria all’olio di oliva” di San Carlo, “Eldorada la tradizionale con olio d’oliva” di Amica Chips e “Da Vinci chips: con olio extra vergine d’oliva” di Pata davano eccessiva enfasi sulla presenza di olio extravergine di oliva, equivalente invece ad una goccia in un mare di oli vegetali.

L’accusa per La Rustica, la famigerata patatina ondulata pubblicizzata da Chef Cracco, è quella di aver “presentato in maniera ambigua e omissiva – a giudizio dell’Antitrust – le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti, ingenerando così nei consumatori l’erronea convinzione che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base o dalla variante aromatizzata”.

“A giudizio dell’antitrust” la Rustica di Cracco… altro che audace, è una patatina come tutte le altre, tale e quale.

Ora forse capiamo cosa intendeva chef Cracco quando, nello spot che ormai conosciamo bene, ripeteva ossessivamente “di più, di più… ancora di più…”: forse si riferiva all’importo della multa che stava per cadere sulla testa del gruppo San Carlo.

[Crediti | Link: Il fatto alimentare, Agcm, Dissapore, YouTube]