Birra artigianale | Baladin: Teo Musso presenta il nuovo birrificio

Perché dovrei dire a Teo Musso che non ho mai bevuto birra? Perché dovrei fermarlo mentre con il sorriso stampato continua a esclamare “molto figo“, “troppo bello“. Perché dovrei fermarlo nel mezzo della corsa per raccontargli questo trascurabile particolare? Forse perché –so perfettamente che lo state pensando– partendo da Piozzo, un paesino di 1.000 abitanti in provincia di Cuneo, ha creato Baladin, azienda che oggi tra società di distribuzione e gli Open Baladin, i locali sparsi per l’Italia, fattura 13 milioni di euro. O forse perché la birra artigianale in Italia l’ha inventata lui?

Titolerei volentieri l’intervista “Quello di cui le persone si vergognano”, ma proprio non posso dirglielo adesso che confessa di avermi raccontato cose “sconosciute anche ai i miei dipendenti”.

La prima è che Teo Musso ha già riempito il futuro, da qui al 2022.

Il nuovo birrificio Baladin

C’è un nuovo birrificio Baladin

Entro il 2018 il birrificio Baladin si trasferisce nella più antica cascina di Piozzo (CN), 80.000 metri quadri con edifici del 1700, tre fonti d’acqua e una colonia di caprioli. Da irriducibile della green economy spiega che anni fa, con il cemento fatto nella cascina del 700, avevano costruito un ecomostro di 3000 metri quadri. Adesso giace incompleto nel mezzo della tenuta.

Già a settembre 2016, dentro al nuovo birrificio si trasferirà il corso di laurea specialistica in tecnologia birraria dell’Università di Scienze Gastronomiche, quella di Slow Food con sede a Pollenzo, che avrà a disposizione un vero micro birrificio. A oggi, chi esce con la laurea specialistica in tecnologia birraria, non ne ha mai avuto uno a disposizione per studiare.

Il Nuovo Birrificio Baladin

Dalla primavera 2016 si metteranno alla prova nuovi macchinari per raccogliere il luppolo e separarne i fiori, in modo da rendere il processo più economico e poter usare solo luppolo in fiore. Di conseguenza è venuta anche la nuova sala di cottura, altro progetto originale Baladin, per usare solo luppolo in fiore.

Ma il sogno vero si chiama autarchia, prevista nel nuovo birrificio per il 2022. Ha anche ufficializzato la sua idea, presentandola al progetto europeo Horizon 2020 [già oggi Le Baladin produce da sé l’85% della materia prima e il 50% dell’energia necessaria alla produzione]

Il Nuovo Birrificio Baladin

Dal 2017 la tenuta diventerà “un parco nazional popolare” aperto al pubblico ogni domenica. Con i coltivatori della zona che “all’ora di pranzo venderanno la loro mercanzia, mentre due chef aiuteranno le persone a cucinare”.

In altre parole, verranno messe a disposizione cucine industriali e barbecue per cucinare sul posto i prodotti del mercato. Le Baladin venderà il pane, prodotto da un mulino interno con una macina in pietra, e, ovviamente, la birra.

Cosa succederà al il birrificio attuale una volta dismesso? Verrà portato a Durban, in Sudafrica, per riprodurre il progetto Le Baladin partendo da materie prime africane. Gli utili finanzieranno il progetto Cola di sostegno degli agricoltori in Sierra Leone, e la costruzione di una scuola per l’infanzia.

Teo musso, birra baladin

Poi c’è questa cosa della qualità della vita dei lieviti

Gli brillano gli occhi, capisco che siamo arrivati al punto cardine dal moltiplicarsi del “figo” e del “bello”. Sulle prime non capisco e incolpo la mia ignoranza. Poi mi rendo conto che si tratta di un’idea sopra le righe: Teo Musso e Duccio Cavalieri (ricercatore del Centro Ricerche di Firenze) hanno fatto ascoltare “vibrazioni sonore” ai lieviti per renderli più felici.

Il mio sguardo rasenta la resa, Mr Baladin ne approfitta e aggiunge senza smettere di sorridere: “Facciamo in modo che le cellule dicano: che figo, andiamo a mangiare!”.

Obnubilata dalle immagini di piccoli lieviti cullati dalla musica chiedo che musica preferiscono. “Niente musica, solo vibrazioni sonore”.

Il premio per aver mantenuto i nervi saldi è l’invito a Piozzo, nel luglio 2016, quando il Cirque Bidon che ha dato il nome a Le Baladin, arriverà a piedi per festeggiare i 30 anni del birrificio.

Sarà la volta buona per dire a Teo Musso che non ho mai bevuto birra. Ma ho più di un anno per iniziare a farlo.

[Crediti | Link: Dissapore, immagini: Rossella Neiadin]

Rossella Neri Rossella Neri

16 Giugno 2015

commenti (14)

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  1. Avatar Maddalena ha detto:

    Conviene iniziare presto l’allenamento, Cara Rossella, posso assicurarti che ne vale la pena.
    Come mai fino ad ora restia?

    1. Rossella Neri Rossella Neri ha detto:

      Ciao Maddalena, sinceramente non ho spiegazioni razionali. Forse non mi piace l’odore.

    2. Avatar Maddalena ha detto:

      Non è la prima volta che lo sento dire, probabilmente per alcune persone l’odore della birra è realmente repellente.
      Potresti iniziare direttamente con una birra non convenzionale (insomma non la classica lager o pils). Del birrificio Baladin mi viene in mente la Nora, non conosco le sue produzioni più recenti.

    3. Avatar Paolo ha detto:

      No, non è l’odore. Son cose più profonde.
      Mai, e dico mai, riuscito ad apprezzare un goccio di vino in vita mia. Al massimo bagnarmi le labbra ai brindisi istituzionali, non oltre. Ma davvero il vino non è nelle mie corde, e non dipende dall’odore (che apprezzo con grande piacere).
      Ciò non mi ha impedito una onesta carriera da alpino, e di sopravvivere al circolo ufficiali, dove le bottiglie si svuotavano alal velocità della luce.

  2. Avatar Paul ha detto:

    Teo – piaccia oppure no – è “avanti”.
    Nel senso che non cavalca i trend, li scavalca del tutto, spostandosi su traettorie imprenditoriali che funzionano in virtù del loro intrinseco aspetto innovativo e perchè lui, Teo, ci mette parecchia anima per far si che vadano a buon fine.
    Il che mi ricorda che devo tornare per un weekend a Casa Baladin. Altra idea ed esperienza indimenticabile.

  3. Avatar exno ha detto:

    Mi piace perché ha molto coraggio e tante nuove e interessanti idee.

    1. Avatar Nino ha detto:

      bè, dai, questa è una cattiveria :-). Sono d’accordo che in Italia ormai c’è di meglio, ma questo è anche (molto) merito di Teo e di pochi altri che hanno fatto da apripista.

    2. Avatar Roberto ha detto:

      Concordo.

      e poi ‘sti atteggiamenti un pò hipster hanno stufato parecchio

  4. Avatar luca63 ha detto:

    Birre belghe tutta la vita,qualche secolo di storia ed ormai costano meno delle “creazioni” della rockstar italica di turno.Tutto quello che e’da/ per gastrofighetti e’ ormai una colossale fregatura.

    1. Avatar Maddalena ha detto:

      Bah, non è che una birra buona escluda un’altra birra buona. Si possono bere, per fortuna, arf!, entrambe.
      Per le birre Baladin classiche ho un’affezione che è più legata all’inizio del locale quando era una birreria un po’ diversa di un paesino fra paesini legati al vino, che proponeva anche musica dal vivo.
      Ottima birra alla spina, ottimi panini e ottima musica raggiungibili dalla Liguria senza fare troppi km.
      Mi dimentico volutamente del fenomeno attuale che in effetti trovo un po’ ingombrante e onnipresente.
      Lo ritengo comunque un genio, ha fatto cose che, per il posto in cui era, nell’epoca in cui ha iniziato, erano da autentico visionario.

  5. Avatar Nome ha detto:

    Giustissimo Maddalena. Una buona Poretti 5 luppoli 5 non esclude la nuova Moretti Baffo d’ Oro, e, quando si vuole esagerare, si può fare un blend con la Guinness Original. Eccezionale

  6. Avatar Marco ha detto:

    Vorrei raccontare un storia, fatta da un veggente che ha avuto la forza e il coraggio, no scusate, ha avuto il genio di creare qualcosa che prima non era immaginabile, una linea di birre che prescindono da uno stile, che rappresentano oggi è nel mondo il concetto più semplice di libertà. Oggi questa storia si ripete ogni giorno negli oltre 1000 birrifici italiani nati con e dopo di lui. Ha aperto gli occhi a molti e ancora oggi con i fatti continua a farlo. Grazie Teo

  7. Avatar James ha detto:

    ” la birra artigianale in Italia l’ha inventata lui?” … mah, ci sarebbe molto da commentare, eh… prima di Musso, il nulla? Forse il nulal a livello di “grande pubblico, di esposizione mediatica.. ma non è che non si facesse birra.