di Rossella Neri 16 Gennaio 2015
Beer Shop di Venezia

Dopo diversi guai, alla fine, nel tuo beer shop preferito, incontri un birrofilo spavaldamente sorridente. Con l’aria di chi sa scegliere liberamente, tra le promesse e le seduzioni degli scaffali, la birra artigianale che gli si addice. Sceglie rapido e sciolto, come avresti sempre voluto fare tu, e guarda ogni bottiglia attentamente, ma senza pregiudizi. Poi saluta sorridendo di tutto cuore come desideri salutare e sorridere tu. Che lo invidi come non mai. Poi ti svegli, era un sogno, capisci che il birrofilo del sogno sei tu.

Puoi essere tu.

E hai voglia di uscire, ti è sempre piaciuto entrare in un beer shop, aggirarti tipo segugio tra gli scaffali, e soprattutto comprare.

Buone compere cari i miei lettori, prima però leggete. Scelti 4 tostissimi beer shop italiani ho rivolto ai titolari le stesse domande imparando che i negozi di birra artigianale italiana si fondano su 2 postulati:

1) le Ipa (India Pale Ale) sono e restano le birre più vendute,
2) esiste un meccanismo automatico per cui quando nomini a un rivenditore la parola “lambic” questo ti risponde:“Catillon” “Cantillon”, anzi a volte nemmeno ti lascia finire la frase.

L’altra grande verità è che per estorcere il nome preciso di una birra a un rivenditore ci vuole l’abilità maieutica di un inquisitore. Loro argomentano che son tutte buone, ma noi non ci caschiamo, anche se li perdoniamo.

La buona notizia è che hanno tutti un animo molto local, e sostengono i birrifici artigianali della loro zona.

Per tutto il resto ecco cosa mi hanno detto.

*Mini glossario
IPA
APA
LAMBIC
BARLEY WINE
TRAPPISTA
PILS
WEISS

grand cru

GRAND CRU

Via Giovanni da Serravalle 4, Santarcangelo (RN)
Presente anche a Rimini, Cesena, San Marino, Pesaro

Circa 850 etichette di grande birra artigianale a Santarcangelo, beer shop essenziale con somministrazione non assistita; nel 2011 Le tavole della birra, guida dell’Espresso, gli assegna il titolo di beer shop dell’anno. Dal 2013 Grand Cru è un franchising, con sede a Rimini, Pesaro, Cesena e San Marino.

La più venduta.
Risposta secca: la Ipa.

Quella da provare.
Mi dice una cosa giusta: “Se vieni da me ti faccio l’identikit prima di darti una birra”. Mi arrendo perché ha ragione. Gli chiedo allora la sua birra preferita, mi risponde che non c’è (a questo punto penso che non se ne esce proprio) ma poi devo averlo mosso a pietà perché gli ho estorto almeno il suo stile preferito, la Barley Wine.

Quella col prezzo migliore.
Una birra trappista, la WestMalle bionda o rossa: la bottiglia da 75 cl costa 8 euro.

La più cara.
La Samuel Adams Utopias che costa 230 euro per mezzo litro.

La più strana.
Voodoo di Rogue prodotta in Oregon con Pretzel, lamponi e cioccolato.

Un lambic.
La Oudbeitje di Hanssens perché è una lambic vecchia maniera, quindi molto acida, ma con un aroma di fragola che la rende eccezionale.

a tutta birra

A TUTTA BIRRA

Via Lazzaro Palazzi, 15 – Milano

La gestione di A tutta birra a Milano è la stessa da 20 anni, e ci tiene a sottolineare che sono stati uno dei primi beer shop in Italia. Oltre a 500 etichette hanno una lunga serie di merchandising delle case produttrici.

La più venduta.
Ecco la risposta che mi aspettavo: le più vendute sono le Ipa. Con una precisazione però: “In generale funzionano bene tutte le birre fresche e beverine con una bassa gradazione alcolica”.

Quella da provare.
Per l’inverno una Christmas Beer la Carolus Christmas di Het Anker, molto speziata e forte. “Oltre a scaldare ha un profumo di spezie che emoziona”.

Quella col prezzo migliore.
La pils Naturtrüb non filtrata e non pastorizzata che costa 1,80 euro a bottiglia.

La più cara.
Le birre Dog A B C del birrificio BrewDog, un micro birrificio scozzese che fa maturazioni lunghe in botti che sono servite a maturare il whisky.

La più strana.
La danese Mexas Ranger di Mikkeller, maturata in botti di tequila con aggiunta di peperoncino e spezie messicane

Un lambic.
Cantillon Manouche Mamouche con fiori di sambuco, perché è più profumata delle normali lambic, che normalmente odorano di “cantina” e che un naso non abituato fa fatica ad apprezzare.

domus birrae

DOMUS BIRRAE

Via Cavour 88, Roma

La bottega di Domus Birrae è la vetrina di un grande distributore laziale. Interessante che il 90% delle birre distribuite sono artigianali e italiane. Nel negozio si trovano 500 etichette e più di 30 birrifici.

La più venduta.
Parte con una risposta generale: le più vendute sono le IPA (Indian Pale Ale) o le APA (American Pale Ale). Cerco di estorcergli un nome e se la faccio: la più venduta è la Zona Cesarini di Toccalmatto.

Quella da provare.
Beerbera di LoverBeer aromatizzata con mosto di barbera al 30%. Piace perché è una birra complicata.

Quella col prezzo migliore.
La Zinnerbier Zinnebir di Brasserie de la Senne (4 euro)

La più cara.
La Bzart (una lambic) a 60 euro per 75 cl.

La più strana.
L’Equilibrusta L’Equilibrista del Birrificio del Borgo, con mosto di Sangiovese e fermentazione con metodo champenoise.

Un lambic.
La Rosè de Gambrinus de Cantillon che è la migliore lambic in assoluto.

arbiter bibendi

ARBITER BIBENDI

Via Conte di Ruvo, 40 – Pescara

450 etichette, tra queste tutte le artigianali abruzzesi, somministrazione non assistita ma corsi di degustazione e di homebrewing. Il riferimento abruzzese dell’Associazione Italiana dei Birrai e punto Slow Food.

La più venduta.
Non c’è niente da fare, la birra più venduta a quanto pare secondo i rivenditori non esiste. Ma la più venduta in Abruzzo è la Weiss, seguita dalla sempiterna Ipa.

Quella da provare.
Nemmeno qui arrivano nomi ma solo a grandi categorie: le birre da provare sono le agricole (per profani: quelle che vengono da una fattoria che si produce da sé la materia prima).

Quella col prezzo migliore.
La Gutmann da mezzo litro a 2,2 euro.

La più cara.
La Westvleteren (trappista) da 33 cl a 15 euro.

La più strana.
Qui invece lo invito a nozze, le birre strane piacciono. Mi nomina quella al cactus (di Crabbies) e poi la Noviluna del Birrificio Maiella alla lavanda e camomilla.

Un lambic.
La Cantillon Kriek. Va sul modaiolo, ma, mi dice: “non esiste una birra migliore di un’altra, esiste solo una birra più conosciuta di un’altra”. E credo abbia ragione.

[Crediti | Link: Dissapore, Wikipedia]

commenti (40)

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  1. Avatar Maddalena ha detto:

    Me ne dolgo, ma non riesco più a bere birre artigianali, meno che mai alla spina, mi provocano immediato gonfiore abnorme e problemi (facilmente immaginabili) il giorno dopo. Sarà la maggior quantità di lieviti presenti, immagino. Lo stesso accade con i bollicine, che adoro. Le Waiss non le bevo da anni, sono state le prime ad avermi dato problemi.
    Segnali da non ignorare.
    Son sempre le cose buone a dar dei problemi, mai che si venga intolleranti alla cicoria!

  2. Avatar Paolo ha detto:

    Dalla lettura di quanto scrivi, Maddalena, si direbbe un problema dovuto alla presenza di lieviti. Analoghi sintomi si riscontrano in certe pizzerie, dove si dice “ha finito di lievitare a notte fonda”.
    Nelle birre artigianali, come nelle weiss, la presenza del “fondo” è una caratteristica intrinseca del prodotto, e nulla si può fare se non pasare alle birre filtrate&pastorizzate

    1. Avatar Maddalena ha detto:

      Infatti anche la pizza mangiata in pizzeria di recente mi dà analoghi problemi. Zero problemi se la pizza la faccio io (con farina integrale bio, poco mastro fornaio, lievitazione max due ore) e se bevo le pils/lager commerciali (anche quelle più maffe) evidentemente pastorizzate.
      E pensare che ero una damina da 4 pinte di inglesi ogni sabato sera…

    2. Avatar Msimone ha detto:

      Come se in una pizza cotta a 500 gradi per 3 minuti in un forno i lieviti fossero ancora vivi.

    3. Avatar Maddalena ha detto:

      Non è questione di vivi o morti, i cibi lievitati danno problemi a parecchia gente, mica solo a me!

    4. Avatar Nome ha detto:

      Giusto, i lieviti sono carbonizzati…come tutto il resto della pizza 🙂

    5. Avatar Gillo ha detto:

      “anche la pizza mangiata in pizzeria di recente mi dà analoghi problemi”.

      Premessa:
      1 Parlo da “appassionato” non da “esperto”.
      2 Non sono un esperto, quindi posso sbagliare e vi invito a correggere (possibilmente senza insultare).
      3 E allora, non è meglio che stia zitto? Ma ce anche il “piacere” di “discutere” con altri di argomenti che appassionano.

      Pizza e birra “possono” provocare “disturbi” digestivi.Analoghi e diversi.
      Anche se sono prodotti “lievitati” lo fanno per motivi diversi.
      D’altronde Maddalena usa il lievito(in minima dose) nella pizza e non ha alcun problema.
      Detto questo, lo scopo principale del commento è un altro:
      cercare di capire perché la pizza(o meglio alcune pizze)danno problemi digestivi
      Questi problemi sono essenzialmente: digestione lenta, gonfiore, sete.
      Si dice, volgarmente, “si è messa sullo stomaco ecc…”.
      Gli ESPERTI(ed ormai anche la gente comune) danno questa spiegazione:
      c’è stata una SCARSA MATURAZIONE DELL’IMPASTO.Cioè gli Enzimi non hanno avuto “abbastanza TEMPO” per attaccare CARBOIDRATI E PROTEINE e scinderli in composti più semplici: e, quindi, più facili da digerire.

      Da CIO’ si è arrivati, negli ultimi anni, ad un uso, sempre più diffuso, di aumento del TEMPO DI MATURAZIONE,
      Con l’aiuto del FREDDO si arriva a 24 36 ed anche 72 ore.
      Molte pizzerie lo propagandano sui siti, nei menù, ecc…

      Detto questo, siccome moltissimi usano questa metodica, il problema delle pizze indigeste, TEORICAMENTE, dovrebbe essere risolto.
      Ed invece NON E’COSI’.
      PERCHE’?

  3. Avatar Jade ha detto:

    e Mamouche, non Manouche.
    Scusate le precisazioni, ma e’ una questione d’amore.

  4. Avatar Mobbasta ha detto:

    Equilibrista, non Equilibrusta. Il lambic, non La lambic. Vado avanti?
    Ma perché non spendi cinque minuti in più e scrivi una cosa corretta? Basta castronerie birrarie.

  5. Avatar MAtteo ha detto:

    Io direi piuttosto perché non risparmi 5 minuti in più e non scrivi proprio.

  6. Avatar Colonna ha detto:

    “Westmalle bionda o rossa”…Ma ve possino cecavve…