di Prisca Sacchetti 2 Maggio 2013
Bruno Barbieri

Tra uscite inopportune e decaloghi dozzinali il Barbieri style al di fuori di Masterchef è bocciato: troviamogli un badante.

In realtà è da quando si è chiusa la seconda stagione del talent culinario che il tarlo sullo stile di Mr Mappazzone, ci scava do­mande nella testa. Però ce ne sia­mo rimasti zitti convinti del fat­to che la vittoria degli ascolti giustifica tutto.

Non a caso l’unico giudice cooptato per la versione junior di Masterchef, dodici aspiranti cuochi tra gli 8 e i 13 anni che da dicembre si sfiderano ai fornelli su Sky Uno, è proprio lui, scelto probabilmente per il profilo più morbido dei colleghi Cracco e Bastianich.

Poi però Bruno-non-più-giudice-­di-Masterchef è ricomparso appoggiando l’intenzione farlocca del Senatore Francesco Maria Amoruso (Pdl) di creare l’Albo Nazionale dei cuochi professionisti e ci siamo fatti uscire tutto ciò che da tempo ci fer­mentava in gola.

E ora il decalogo di un Masterchef per chi non sa come orientarsi in cucina.

Barbieri ai fornelli è un cuoco tosto fin dai tempi del Trigabolo, i suoi consigli d’autore sembravano promettenti. Ora, se avete cinque minuti da perdere leggeteli con noi.

Cucina. Prima di tutto, dotarsi dell’attrezzatura necessaria: forno con cotture differenziate, piano di cottura con piastre o fuochi.

Coltelli. “Non devono essere necessariamente in ceramica – dice lo Chef – consiglio le aziende di coltelleria del Mugello“.

Attrezzi. Pentole, un wok, un cestello cinese di bambù per le cotture a vapore e un robot multifunzione.

Spesa. Barbieri raccomanda: “andate sempre a stomaco pieno, così non vi farete tentare da cose inutili”. È importante avere dei punti di riferimento sotto casa, “ad esempio chiedete al pescivendolo di sfilettarvi il pesce secondo il piatto che avete in mente di preparare: vi darà sicuramente suggerimenti extra per la preparazione e la cottura

Dispensa. I must have sono: olio extravergine di oliva, pasta di Gragnano, aceto balsamico (meglio se extravecchio), aglio, cipolla, prezzemolo, rosmarino, farina 00, farina di mais, uova, latte, riso carnaroli, passata di pomodoro.

Ingredienti base a cui aggiungere, se si è già al livello successivo della fooditudine, riso thai, cous cous, estratti di fiori in sciroppo (da usare come vinaigrette o per aromatizzare l’acqua da tavola) e tisane varie “anche per fare marinature”.

Ma gli ingredienti fondamentali, puntualizza Barbieri, sono “fantasia e un pizzico di passione”. Dài Bruno, smettila, non puoi pensare che la gente ti legga come un Moccia qualunque, senza un minimo di messa a fuo­co, è un’impru­denza inaccettabile.

Ma è proprio quando pensi non possa andare peggio di così, che, sorpresa, scopri che va peggio così.

Mai, mai, mai mettere il coperchio alla pentola dove sta cuocendo la pasta: per una corretta cottura gli amidi devono poter evaporare”. Quando invece si serve a tavola si deve “disporre sempre quantità ridotte della pietanza nei piatti, sistemandola piuttosto in un piatto a centro tavola, per potersi servire una seconda volta”.

Troviamogli un badante per gestire il successo di Masterchef, si diceva all’inizio. Un amico, un santo oppure quel tipo perfido e americaneggiante del programma su Sky Uno, quello che senza guarda­re in faccia nessuno tuona indi­gnato: “il problema con questo decalogo è che mi a blocato la gola come una palina di catrame, e devo andare all’ospitale, adeso! …

[Crediti | Link: Panorama, Dissapore, Style, immagine: Panorama]