A Bernardo Caprotti di Esselunga non piace Oscar Farinetti di Eataly

A Bernardo Caprotti, come noto, non piace Coop. Per la proprietà transitiva dell’astio, al fondatore di Esselunga non piace nemmeno Eataly e il suo guru Oscar Farinetti, da sempre vicino a Coop e da questi spalleggiato nelle sue attività imprenditoriali. L’ultima dimostrazione di questa proprietà arriva da Il Fatto Quotidiano, cui Caprotti ha rilasciato un’intervista.

E non le manda a dire al suo concorrente piemontese, inframezzando le critiche ad altre considerazioni di vario genere.

Caprotti parte a testa bassa quando Alessandro Ferrucci de Il Fatto Quotidiano traghetta la discussione verso Expo 2015, che teoricamente avrebbe potuto essere una buona occasione per Esselunga.

Infatti “Avremmo voluto far qualcosa, ma anche lì è entrata la Coop con Oscar Farinetti, e siamo stati rifiutati” dice fuori dai denti, sottolineando poi l’assenza di infrastrutture adeguate per l’Expo 2015. Forse il meno: visto lo stato di avanzamento dei lavori, sarà tanto se ci sarà un Expo 2015, aldilà delle infrastrutture.

Ferrucci capisce di aver trovato terreno fertile e innaffia bene la discussione, facendo uscire allo scoperto l’opinione ironica che Caprotti ha di Farinetti: “Lui è l’uomo che sa tutto, viene qui a Milano e ci insegna cos’è il food. Sa tutto di food. Vendeva frigoriferi e televisori, ma ora è un grande esperto, è l’oracolo. È un chiacchierone formidabile”.

Che l’ex venditore di tv e lavatrici fosse un chiacchierone l’avevamo capito; poi basta andare a vedere quello che dice e probabilmente sarebbe meglio soprassedere sul “formidabile”.

Non può mancare il confronto diretto fra Esselunga ed Eataly, con tanto di comparazione dei prezzi “Una melanzana da noi costa 2,28 euro al chilo, da Eataly 3,90 euro, il 40% di differenza; per l’insalata riccia è meno 42%. This is money, questi sono soldi”, afferma, negando che possano esserci differenze qualitative fra i prodotti Esselunga e i prodotti Eataly: “arrivano 300-400 tir di frutta e verdura al giorno, vogliamo scherzare”.

L’opinione di Caprotti è abbastanza definita e rientra in quel pensiero che affibbia a Eataly una semplice funzione di “aristocratizzazione” per fighetti del cibo semplice e tradizionale, senza particolari differenze dal punto di vista qualitativo. In questa prospettiva, in un centro Eataly il cibo è più buono perché costa di più, e non il contrario.

L’imprenditore lombardo ammette le doti comunicative di Farinetti che – quando prese un tanto al chilo – consentono al fondatore di Unieuro di emergere dalla massa, ma non senza qualche aiutino politico ottenuto da amicizie altolocate, che gli hanno permesso di ottenere molto, dando in cambio molto poco (o nulla):

A Torino il sindaco Chiamparino gli ha dato la sede della Campari, gratis e per sessant’anni; a Verona entra in una struttura splendida, con la ristrutturazione a spese della Cassa di Risparmio della città. Lui deve solo piazzare i suoi quattro scaffali. Un grande…” conclude Caprotti, forse con un pizzico di rammarico misto a sarcasmo, chiudendo il capitolo Expo 2015, Eataly e Farinetti.

Il resto dell’intervista scorre liscia fino alla fine, con alcuni guizzi tipici caprottiani (Romano Prodi e Rosi Bindi, loro due insieme per me sono il massimo del terribile) qualche commento sulle ultime abitudini d’acquisto degli italiani (Comprano più pollo e meno manzo, più acciughe e sardine, piuttosto del branzino. E poi tutti sono diventati più attenti a non buttare il cibo e più preparati sulla qualità dei prodotti) e sull’oscuro futuro di Esselunga quando il suo fondatore probabilmente dovrà passare a miglior vista, vista l’età inoltrata i contrasti con i figli (Non posso parlare di questo… non voglio. È difficile. È triste.).

Ora un domanda sorge spontanea. Per Oscar Farinetti, il suo concorrente Bernardo Caprotti sarà un COSTRUTTORE o un CONTROLLORE?

[Crediti | Link: Dissapore, Il fatto quotidiano]

Avatar Riccardo Campaci

31 Marzo 2015

commenti (61)

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  1. Avatar Filippo ha detto:

    Perfettamente d’accordo con Caprotti. L’esselunga è davvero quello che dice di essere, un isola di qualità, convenienza, freschezza e varietà in una mare della gdo di prezzi alti, promozioni farlocche e scarsa scelta.

  2. Avatar Carola ha detto:

    Farinetti ha 19 punti vendita worldwide, Caprotti 149 in Italia.
    Farinetti fattura 212 milioni di €, Caprotti 6,9 miliardi di €.

    Sicuri che siano concorrenti??

    1. Avatar Paolo ha detto:

      La cosa è un filo più complicata delle semplici comparazioni di fatturato, Carola. Almeno a mio parere.
      LA cosa ha a che fare con le nicchie di mercato, e con la capacità di spesa sulle referenze che generano redditività.
      Una cosa che pochi forse ricordano, è un’altra intervista di Caprotti, dove sostiene che il 40% del fatturato è sui prodotti in promozione. Promozione significa margini ridotti o nulli. Dal suo punto di vista il prezzo conta poco, contano i margini sulle due insalatine.
      Ma c’è ben altro, e nell’intervista viene accuratamente omesso: sebbene il simpatico baffetto sia la faccia che rappresenta di un certo “modo modaiolo” di proporre referenze di (presunto) lusso, basterebbe andare a vedere come è composta la c.d. galassia Eataly, e vedere chi sono i soci di questo mirifico castello finanziario.
      Ad esempio leggere chi detiene il 40% di Eataly Distribuzione, i supermercati; questo rendrebbe evidente le ragioni di una presa di posizione così dura da parte di Caprotti.

    2. Avatar Donna ha detto:

      Non sono concorrenti ma Farinetti passa per chissà quale oracolo. Non ama il cibo, lo smercia. Ha visto un opportunità, una nicchia di mercato e immagine e l’ha preso, niente più niente meno. Anche se di cibo non sa questo granché. In più, avendolo conosciuto, ha l’arroganza di una persona di poco stile:parla esclusivamente con chi gli può essere utile. Le altre persone non sono neanche sul suo radar; sono solo buone per incassare.
      Se andate da Eataly, di fatto questa mirabilia di prodotti non c’è. C’è di meglio, almeno a Milano. Enorme, impersonale, ci si sente in un circo.
      Sono andata per dovere di cronaca. non vedo o sento motivo di tornare.
      Purtroppo è diventato di moda per la presentazione dei libri. Ecco, magari per un libro di un mio amico o amica ci andrei. Poi basta.

  3. Avatar Mauro ha detto:

    Quanto c’è di vero e quanto c’è di personale piacerebbe saperlo.
    Caprotti lancia accuse pesanti, dicendo che la verdura vendita ad Eataly è della stessa qualità di quella di Esselunga.
    Esselenga qualitativamente si piazza bene nella galassia dei supermercati (basta poco, direte giustamente voi, in una gara tra cechi l’orbo vince) ma restano prodotti ben lontani dall’eccellenza, che Eataly dovrebbe invece trattare sempre.

    A Eataly non ho comprato verdura, voi si? È vero quello che dice Caprotti? Basta fare un test per smentire o dargli ragione.

    PS va comunque detto che per molti prodotti (quasi tutti) Eataly è molto meglio di Esselenga.

    1. Avatar Emanuela ha detto:

      Concordo.. Tra l’altro conosco abbastanza bene sia una realtà che l’altra. E non si può paragonare la qualità di una con la qualità dell’altra. E’ vero, Eataly è più cara e spesso anche di molto ma da li a dire che i prodotti sono gli stessi no.. Esselunga è un supermercato rivolto alla grande utenza con una qualità di prodotti che tra l’altro negli ultimi anni , a parer mio,è scesa.
      Eataly in compenso a Milano non si la si percepisce cosi tanto come a Roma. A Milano è più facile trovare i prodotti di nicchia , lo spaghetto quello giusto , il verduraio buono e cosi via.. E’ piazzata in un contesto gia bello di suo e gli spazi interni sono più stretti, quasi soffocanti.
      Mentre a Roma Eataly ha fatto la differenza, ha rivalutato completamente la zona Ostiense aprendo una realtà che ha portato ragazzi e famiglie in zona anche solo per fare un giretto da Eataly per prendere un gelato o bersi una birra. E’ spazioso e divertente, si trovano prodotti ottimi che non sempre è scontato trovare a Roma.
      Va anche detto che se solo Esselunga aprisse a Roma farebbe il botto. La qualità dei prodotti a Roma è buona ma si ha sempre un po’ la sensazione che il pezzo migliore se lo siano tenuto loro.. E’ come se mancasse sempre quel pizzico in più che ti farebbe felice.

    2. Avatar David ha detto:

      Ad Eataly qualche prodotto particolare lo si trova, è vero. Ma la maggior parte l’unico che hanno di diverso e proprio quello, che l’hai presso li. Ma non hanno differenza coi prodotti che trovi all’Esselunga od alla Coop…

  4. Avatar Hamburgese ha detto:

    L’Esselunga non è il mio supermercato ideale, ma quello che dice e scrive Caprotti dovrebbe essere insegnato nelle scuole. Ha ragione da vendere.

  5. Avatar paolo c. ha detto:

    Sino a quando ci saranno persone disposte a pagare le stesse melanzana a 3,90 al kg. anziché´a 2,28,farinetti fa bene.Penso che se le vendesse a 20 euro al kg. troverebbe comunque tante persone disposte a comprarle.A noi italiani piacciono tantissimo i “chiacchieroni”.Ci piace sentirci raccontare delle balle;ci rassicurano,non vogliamo che ci raccontino la verita´´.Basta guardare chi e´al governo del paese;farinetti e´la fotocopia del pdc.

  6. Avatar Chiara ha detto:

    Probabilmente per Oscar Farinetti Caprotti sarà un Controllore Invidioso

  7. Avatar Mcop ha detto:

    Conosco molto bene Esselunga, non conosco Eataly. Quindi parlo solo di Esselunga. Buon supermercato, non dico di no. Ma se qualcuno pensa che comprando frutta e verdura lì si fa una cosa saggia è un pazzo. Oppure non ha la più pallida idea di cosa sono frutta e verdura. Vorrei ricordare a tutti che i prezzi “ottimi” di Esselunga sono garantiti sulla pelle degli agricoltori italiani. Vorrei ricordarvi a tutti che la gdo, di cui Caprotti è un bell’esemplare, con la complicità della politica italiana, massacra i nostri agricoltori imponendo loro prezzi indegni. Tanto è vero che buona parte di quella fgrutta e verdura non è italiana. La melanzana di Eataly costa il 40% in più? Mi piacerebbe tanto sapere se quel 40% finisce nelle tasche di Farinetti o in quelle degli agricoltori. Nella seconda ipotesi mi sia consentito dire 10mila volte viva Farinetti.

    1. Avatar Donna ha detto:

      Ecco. Prima bisogna sapere chi incassa la differenza. Ho grossi dubbi che sia Farinetti. Già paga male gli impiegati meglio, le persone con il contratto a termine.
      Sono d’accordo su quello che dici di Esselunga, ma chi paga veramente gli agricoltori il prezzo giusto?Mi piacerebbe tanto saperlo.

    2. Avatar Paolo ha detto:

      La tua seconda ipotesi, Mcop, è semplicemente irrealistica, di un altro universo. I margini, come ricorda Donna, non sono mai, assolutamente mai, al vertice della catena.
      I dati sulla ripartizione del valore aggiunto parlano chiaro, e la tendenza (trend, detto in linguaggio hipster-metropolitano) non è mai stata volta all’insù negli anni.
      I produttori più accorti, anche di nicchia, devono barcamenarsi tra incudine e martello: vendere alla GdO con i contratti che questa impone, con gli intermediari che impone, o legarsi mani e piedi a entità lobbystiche come quelle che sostengono Eataly. Siccome l’attività di lobbying costa, la quota non cambia in misura sostanziale.
      P.S. nessun giudizio su nessuno; semplicemente qualche ricerchina e qualche dato sulla catena del valore, di quelli che vengono accuratamente tenuti riservati, non pubblicati sui giornaloni de tendenza.

    3. Avatar Mcop ha detto:

      Caro Paolo, io non so se quell’ipotesi è irrealistica. Dico soltanto che è sbagliato giudicare Eataly sui parametri di un qualsiasi altro supermercato. Esselunga (che a mio avviso, nel suo settore è tra i migliori) è gdo. Eataly no. Per questo avanzo l’ipotesi che i suoi prezzi nascano in maniera diversa. E ribadisco che se quel 40% in più va, almeno in parte, al produttore, Eataly va lodata. Quello che voglio dire è che Esselunga e gli altri l’agricoltura italiana la stanno ammazzando. Eataly non lo so e non mi sembra giusto sparare sentenza senza saperlo. E da quello che leggo qui da gente che la verdura l’ha comprata da Eataly la qualità è incomparabilmente migliore rispetto a Esselunga. Questo qualcosa, credo, possa dirlo.

    4. Avatar Paolo ha detto:

      Mcop, se scrivo che ho qualche dato, non lo scrivo a caso

    5. Avatar giovanni ha detto:

      sono dati di cui è vietata la divulgazione? Se non lo sono, perchè non pubblicarli?

    6. Avatar msimone ha detto:

      Eataly é GDO e non capisco come si posda sostenete il contrario. Ha una centrale acquisti come le coop. Non si capisce per quale ragione non bisogna cpnsiderarlo per quello che è. Le patatine kettle le vende esselunga e eataly costano uguali? Credo siano 40 anni che il prezzo ha una relazione relativa con il costo di acquisto. Eataly vende prodotti di nicchia civetta come fa esselunga tipo le passate gennaro esposito. Tipico prpdotto indistriale rimarchiato pet attirare quelli che vogluono fare i fighi ma di cibo non capiscono niente.

  8. Avatar gag ha detto:

    Conosco bene Esselunga (è il mio super preferito) e conosco abbastanza bene Eataly; vogliamo dire che la qualità dei prodotti ortofrutticoli di Esselunga non è eccelsa? Ho comprato, per caso, dell’insalata da eataly ed era di buona qualità, simile a quella che compro settimanalmente al mercatino della coldiretti. Aggiungo, comunque, che i formaggi particolari che compro da eataly non li trovo da esselunga!

    1. Avatar Mau ha detto:

      Infatti la frutta e verdura da Esslunga è bella da vedere e da mostrare in una vetrinetta. Guai a mangiarla….non sa di nulla.
      Negli altri supermercati (Condad, Coop, Panorama) benché sempre grande distribuzione, mi sembra di sentire qualche vago sapore.

  9. Avatar gumbo chicken ha detto:

    Ma secondo voi il fatto che da Esselunga arrivino 300-400 tir di frutta e verdura al giorno è un aspetto positivo in assouto? Per i miei parametri no.
    Può significare senz’altro che ciò che si trova sugli scaffali è fresco e non stantio, e questo va benissimo. Ma per quanto riguarda la qualità…per me non significa nulla!
    Comunque, per frutta e verdura anch’io non so fare un confronto al volo fra i due; ma Eataly su carne, pesce, formaggi e ovviamentissimamente pane (che da Esselunga fa schifo come in tutti i supermercati italiani) a me pare tendenzialmente superiore come selezione e qualità.