di Carlotta Girola 26 Agosto 2014
cani, carrello, supermercato

Il mio cane, ovviamente, è il cane più bello del mondo, come la storia degli scarrafoni, delle mamme e della cofana scarmigliata di Pino Daniele ai tempi d’oro. Si parte da questo intoccabile dogma.

Si continua dicendo che una delle piaghe sociali da terzo mondo è quella di dover lasciare il cane fuori dal supermercato durante la spesa.

L’ingresso dei cani nei negozi, come nei ristoranti, è garantito dalla legge regionale 59 del 20 ottobre 2009, ma in quanti di voi (me compresa) hanno ascoltato imbarazzati cassieri declamare veti ispirati all’arrampicata sui vetri? (Per non parlare degli altri clienti che storcono il naso). (Per non parlare dei gestori quando il cane entra al ristorante).

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La missione “Fido in corsia” si fa ancora più complicata (anzi impossibile) d’estate. Poi ci credo che si parla di crisi. Come fare a fermarsi anche solo un attimo per prendere il latte, se in macchina c’è il cane? Alla faccia di chi dice che un peloso a quattro zampe sia meno impegnativo di un figlio.

Ecco allora che scattano le staffette chilometriche per riportare il cane a casa e poi tornare a fare la spesa, sconfitti dalle imposizioni naziste delle grandi catene di distribuzione, che di norma per vietare davvero l’ingresso dei cani dovrebbero dare previa comunicazione al sindaco di turno.

In effetti, a pensarci, perché al mercato sì e al supermercato no?

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Ma oggi è un giorno felice, uno di quelli da incorniciare nella bacheca canina. Uno di quei giorni in cui ti viene voglia di trasferirti in Toscana (cosa che apprezzerebbe anche il mio cane che non sarebbe costretto ad accontentarsi dei resti delle puntine, ma si potrebbe concedere l’osso della fiorentina.)

Alla Conad Massetana di Siena, ma a ruota seguono altre sedi come quella di Grosseto che si stanno attrezzando, hanno brevettato un carrello-cuccia e, finalmente, per chilometri non si sentono ululati di cani legati fuori dalla porta scorrevole.

Un piccolo passo per il mondo, un grande passo per l’umanità.

Lo immagino già, proteso come un pilota di jet con le orecchie al vento, nella corsia dei detersivi.

I miei migliori auguri ai possessori di San Bernardo: chissà se stanno progettando dei carrelli XL…

[Crediti | Link: Il Tirreno, Dissapore]

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