di Francesco Bruno 10 Agosto 2015
Chef Express

In un articolo sul mangiare in autostrada per il Corriere Motori dello scorso 20 Luglio, purtroppo non online, il critico arcinoto o se preferite l’arcinoto critico –tanto sempre di Valerio M. Visintin stiamo parlando– non ha lesinato giudizi negativi e aspre critiche all’area di servizio della catena Chef Express, Gruppo Cremonini, situata sull’autostrada A22.

Lo scorso anno era toccato a Princi, Identità Golose, Fishbar de Milan, ma anche Lievito Madre, filiazione milanese delle pizzerie di un mostro sacro come Gino Sorbillo, non era stata risparmiata dalle sue pungenti critiche.

Insomma Visintin, cui abbiamo dedicato persino una compilation, continua a mietere vittime, spesso illustri.

Stavolta però il rituale è stato sconvolto dalla reazione inaspettata della società attraverso un comunicato dell’Ufficio Stampa creativo e divertente indirizzato sabato scorso al Corriere della Sera.

Ma andiamo con ordine.

La stazione di servizio Chef Express sull’A22 si divide in un bar/caffetteria e in una sezione self service dove poter consumare i pasti principali.

Visintin ha individuato diverse carenze.

Per quanto riguarda il self service, sostiene di aver trovato aperto solo al terzo tentativo, dopo di che lamenta che la sala è “affocata dal caldo” e il servizio “privo del minimo garbo“.

Passando alla parte mangereccia non esita a definire “cartonate” le patatine fritte, e dichiara di non aver osato prendere l’hamburger.

Sala Interna Chef Express

E se i latini si chiedevano “Quis custodiet ipsos custodes?”, in questo caso ci ha pensato l’ufficio stampa della Chef Express ad assolvere questo compito.

Luca Macario, l’intraprendente responsabile dell’Ufficio Stampa, ha rilasciato un comunicato in cui difende a spada tratta l’onore di Chef Express, dando il proprio punto di vista su ogni accusa mossa da Visintin.

In primis ritiene irrealistico il fatto che qualcuno possa trovare chiusa l’area di servizio (a meno di gravi inadempienze del personale), in quanto il bar/caffetteria è aperto 24 ore su 24, mentre la zone self service chiude soltanto dalle 17 alle 18.

Passando alle critiche sulla qualità di patatine e hamburger, Macario assicura la bontà delle materie prime impiegate, rimandando poi ai gusti personali eventuali giudizi, comunque solo dopo aver assaggiato.

Infine c’è anche spazio per ironizzare sul termine arcaico “affocata” usata dal critico per indicare la temperatura rovente della sala, sottolineando come lo stesso vocabolo fosse stato usato da Santa Caterina da Siena nel XIII secolo per descrivere i suoi impeti d’amore.

Poi «la sa­la è af­fo­ca­ta dal cal­do»: un ag­get­ti­vo non pro­prio usua­le, ca­ro a S. Ca­te­ri­na da Sie­na per de­scri­ve­re le sue mi­sti­che pas­sio­ni amo­ro­se nel XIII se­co­lo. Sia­mo nel XXI se­co­lo, nei gior­ni più cal­di de­gli ul­ti­mi 50 an­ni, ma que­sto evi­den­te­men­te non im­pe­di­sce al vi­si­tato­re (pro­ba­bil­men­te af­fo­ca­to da tan­to gi­ro­va­ga­re sul­le au­to­stra­de) di in­si­ste­re nel­la ma­le­vo­len­za“.

Come ha scritto Il Post:

“Il lavoro degli Uffici Stampa è quasi sempre condannato alla scrittura di testi promozionali e poveri: sia che si tratti dei quotidiani comunicati sull’”attesissimo” qualunque cosa, sia che si debba rivendicare le proprie ragioni senza urtare troppo la sensibilità dei preziosi giornali.

Ecco perché, quando un Ufficio Stampa scrive invece con senso dell’umorismo e spirito polemico originali, è una rarità, e il testo pubblicato su un giornale può diventare assai più divertente (e aiutare meglio le ragioni aziendali)”. 

Questo è successo sul Corriere della Sera venerdì, una prima assoluta: sapersi destreggiare con umorismo non è cosa da ufficio stampa, tanto meno quando a farti tremare le vene ai polsi è nientemeno che il critico in incognito del Corriere, in uno dei suoi più spietati giudizi. 

Direi Ufficio Stampa di Chef Express – Valerio M. Visintin 2 a 1, se siete d’accordo. 

[Crediti | Dissapore, Corriere della Sera, Il Post. Immagini: ChefExpress, TripAdvisor]