A ogni edizione di Masterchef, se ne impara una nuova. Questa volta, già in un paio di occasioni, i concorrenti sono stati “sgridati” perché presentavano un tris: a detta dei giudici, non tre opportunità di sfoggiare le loro abilità ma, al contrario, tre possibilità di errore.
Eppure, ci sono cascata anch’io e, dopo avervi raccontato per filo e per segno come cucinare i carciofi senza errori, mi sono cimentata in tre ricette con i carciofi.
Così, per sfidare la buona sorte e sottopormi al vostro giudizio. Alla fine, mi direte se ho fatto bene e/o come fareste voi.
Carciofi interi
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1. Condimento.
Per cucinarli interi io seguo, con affetto, la ricetta della mia mamma, una sua versione dei carciofi alla romana che a menta, aglio e prezzemolo sostituisce le acciughe. Quindi, puliteli bene bene spuntandoli, scartando le foglie esterne ed eliminando fieno e spinette centrali. Non staccate il gambo ma pelatelo.
Al solito, man mano che li pulite tuffateli in acqua ghiacciata, o in acqua e limone (in questa ricetta l’acidità non guasta). Poi, sgocciolateli e fateli scolare qualche minuto a testa in giù.
Intanto mescolate insieme, per ogni carciofo, un cucchiaino di pangrattato e mezzo filetto di alice tritato, oppure una punta di pasta d’acciughe.
Allargate un po’ le foglie dei carciofi, salatele leggermente e infilateci qua e là questo miscuglio, che potreste arricchire con prezzemolo o, appunto, menta tritati.
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2. Cottura.
L’aglio preferisco metterlo, intero, nella casseruola dove sistemare i carciofi, coi gambi in alto.
Una spolverata di sale, un filo d’olio, poi versate tanta acqua da arrivare circa a metà delle corolle e portate sul fuoco: in questo modo la parte più coriacea delle brattee si lesserà, mentre quella più tenera, il cuore e i gambi cuoceranno a vapore.
Se vi è avanzato un po’ di miscuglio di pane e acciughe, versatelo nel liquido di cottura.
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3. Risultato.
Coprite e cuocete per circa 20 minuti dal bollore (tenuto leggero). Per saggiare la cottura, che dipende anche da qualità e dimensioni dei carciofi, infilate uno stecchino vicino al gambo: deve entrare con facilità. Tutto qui.
I carciofi sono pronti da servire caldi, tiepidi o freddi. A proposito, se lasciate il brodetto “neutro” (senza aglio e senza miscuglio di pane e acciughe), sarà perfetto per tirare a cottura un risotto.
Carciofi in pastella
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1. Pastella.
Sì, lo so, il carciofo fritto più buono del mondo è quello alla giudia. Ma trattasi di ricetta “pericolosa” perché: A) occorrono degli ottimi carciofi romaneschi e a Milano (dove vivo), come in buona parte d’Italia, non è facile trovarli; B) la doppia frittura del carciofo intero, compresa la spruzzatura finale d’acqua fredda, è fra quelle più a rischio di schizzi, e ho già dato in passato con ustioni varie, sicché mi astengo.
E preferisco una più tranquilla frittura in pastella.
Preparatela con un etto di farina, un uovo e tanta acqua fredda (circa un bicchiere) da ottenere un composto liscio e fluido, poi riponete per una ventina di minuti in freezer. Intanto, pulite i carciofi e tagliateli in quarti.
Attenzione a eliminare con cura le foglie esterne dure che, con la frittura, risulterebbero immangiabili. Infine, tuffate gli spicchi nella pastella ghiacciata, lasciandoli immersi qualche istante in modo che si rivestano bene.
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2. Frittura.
Nel frattempo scaldate l’olio di arachidi, abbondante, fino a circa 150°. Scolate i carciofi dalla pastella e via, nell’olio caldo, per una prima frittura di circa 5 minuti.
Quando iniziano a dorare, toglieteli dal tegame e lasciate che la temperatura dell’olio si alzi nuovamente, questa volta fino almeno a 170-180°, poi eseguite una seconda, rapida frittura.
Se la pastella era ben fredda e l’olio ben caldo, questo fritto risulterà croccante e leggero. Basta una presa di sale per essere felici.
Carciofi crudi
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1. Preparazione.
Sì, vabbè, questa è una non-ricetta. Diciamo che l’unico consiglio che posso darvi è di preparare l’insalata di carciofi crudi quando vi capitano fra le mani ortaggi belli freschi, con foglie chiare e tenere.
Via via che li pulite, tagliateli in quarti e poi a lamelle sottili (1-2 mm), quindi metteteli in una bacinella di acqua molto fredda con succo di limone (anche in questo caso, ci sta bene) e passateli in frigo, lasciandoli ammollo un quarto d’ora o poco più: così, diventeranno ben croccanti, che è il buono di questo piatto.
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2. Condimento.
Trascorso il breve riposo, scolate i carciofi e asciugateli molto bene tamponandoli con qualche foglio di carta da cucina (le insalate acquose sono orrende, no?).
Radunateli in una terrina e conditeli con poco sale, un filo d’olio e scagliette di parmigiano, grana, pecorino o ricotta salata, che è stata la mia scelta.
Buoni no?
[Fotocrediti: Cibotondo]