di Rossella Bragagnolo 11 Novembre 2012
fettunta, pane

All’inizio di ogni weekend Diario di una ricetta propone un piatto buono e sano a chi ha poco tempo a disposizione, un’ora massimo, con in più la disponibilità dei lettori di Dissapore a condividere dosi, trucchi, ansie e soddisfazioni. Oggi è di scena Sua Maestà la Fettunta, con il cavolo nero, o per dirla con Pellegrino Artusi «cavolo con le fette (…) piatto da Certosini o da infliggersi per penitenza ad un ghiottone». Servono concentrazione, gesti precisi e 4 soli ingredienti:

PANE: pane sciocco toscano, nessun dubbio.
CAVOLO NERO: ci credereste? Dalle mie parti è una verdura così bistrattata che al mercato il contadino me la regala ogni volta perché in Veneto nessuno vuole la rugosa crucifera.
AGLIO: obbligatorio. Se avete in progetto una serata romantica trovate un partner che condivida la passione odorosa passione perché senza non si può proprio fare, è fuori questione.
OLIO: extravergine di prima spremitura, preferibilmente toscano e nuovo, anzi novo.
Ai magnifici 4 si aggiunga solo acqua, sale grosso e pepe nero macinato al momento.

Colazione alternativa, pranzo al volo, merenda estemporanea, aperitivo o cena completa se affiancata da un pezzo di pecorino (affiancato, non sovrastato!), la fettunta col cavolo risolve ogni occasione.

preparazione, fettunta

Ore 12.10: mezzogiorno passato? Oh cavolo! (è giusto il caso). Metto a bollire l’acqua e nel frattempo lavo le foglie di cavolo, elimino la costola centrale più dura e le taglio a grossi pezzi.

Ore 12.19: tuffo il cavolo nell’acqua bollente salata, taglio una fetta spessa di pane e la metto ad abbrustolire sulle braci, sempre sveglie nel mio caminetto da ottobre a marzo.

Ore 12.26: lo stomaco già urla “Cibo. Presto”, ma ormai ci siamo, è tutto pronto, siamo all’assemblaggio degli elementi: fetta di pane abbrustolita ben sfregata con l’aglio, sopra il cavolo nero lessato, qualche cucchiaio di acqua di cottura tenuta da parte, macinata di pepe e olio in dose generosa. Molto generosa.

Ore 12.30: minuto di silenzio prima di godere con tutti i sensi: il profumo dell’olio nuovo ha la sua esaltazione massima sul pane caldo; il verde scuro e umido del cavolo è uno spettacolo, il suono scrocchiante del pane sotto ai denti melodia, il sapore commuove nella sua ingenuità disarmante.

Cosa aggiungere? Vogliamo berci sopra un mezzo bicchiere di novello? Vogliamo.

Questa volta niente varianti sul tema perché la fettunta è perfetta com’è. Però mi permetto di suggerire un sottofondo musicale per rendere mistica l’esperienza. E chi meglio di Puccini?

PRIMO MORSO: una dichiarazione di fede – Un bel dì vedremo.
SECONDO MORSO: un assolo – E lucevan le stelle.
PER FINIRE: tramontate stelle – Nessun dorma.

fettunta

E voi? Quali sono i vostri sentimenti davanti a questo monumento di toscanità?

[Diario di una ricetta: (1) Vellutata di zucca (2) Gratin di patate e porri (3) Torta di zucca o Pumpkin pie (4) Risotto alle castagne]