di Adriano Aiello 26 Maggio 2014
Renzi, brindisi, elezioni, europee

Sobrietà, eleganza e basso profilo: saper vincere è importante. Sono le parole che Matteo Renzi va ripetendo, come un mantra, da ieri sera e nella conferenza stampa di questi minuti. Ma non sarebbe italiano se non cedesse alla tentazione di manifestare l’entusiasmo tipico della torchida. Abbandonata l’idea di scrivere i ricercati tweet “Beppe Grillo baciami il culo ecologico” e “Berlusconi, ti saluto con l’altra mano (cit.)” si è scelto il campo gastronomico come vetrina del trionfo bulgaro. Anzi magiaro; le percentuali non sono più bulgare da ieri sera (cit. Platinette).

Lo scoop arriva dal Lussemburgo dove un criceto digitale ha registrato un’impetuosa video conferenza notturna avvenuta su Skype e dal titolo “Non sono un paninaro ma un paninaro gourmet”. Collegati con Renzi c’erano Oscar Farinetti, Bruno Barbieri, Simone Rugiati, una manciata di figli di Graziano Delrio, alcuni tifosi della Fiorentina, il lampredottaro Sergio Pollini e un riluttante Carlo Petrini di Slow Food. Invano si è tentato di rintracciare Chef Rubio, scelto come uomo immagine della catena. L’entusiasmo ha fatto dimenticare le quote rosa, ma si sa l’amicizia virile è fatta così.

La catena si intitolerà 40.8, sarà fortemente toscanizzata, ma ogni regione avrà il suo esercizio. La volontà è quella di aprire nei prossimi mesi. ma, consci che la burocrazia italiana non è più un problema nell’Italia renziana, si tenterà di aprire addirittura a giorni, con un’inaugurazione in grande stile agli Uffizi.

L’opulenza, faticosamente celata, viene subito tradita dal menù 40.8 special, composto da pane sciocco farcito con brasato di cinghiale, cipolle, fagioli, pecorino e finocchiona. In abbinamento spuma bionda o al cedro.

Ma sono stati concepiti i primi panini derisori, punto forte dell’offerta di 40.8 e concreta risposta al progetto Street Food del Movimento5 stelle.

grillo

Panino Grillo
Tre ingredienti semplici, schietti ed evocativi: burro, acciughe e pesto, ma con estratto di bollito. Provenienza: Coop marchiata sul pane.

Panino Travaglio
Panino di farro con bresaola, limone e uovo sodo. Il panino ha una forma geometrica molto marcata, vagamente spocchiosa.

Panino Bersani
L’ingrediente è talmente ovvio da risultate stucchevole: la coppia piacentina. Però viene servito con schiacciata toscana e un coltello in dotazione per aprirla e inserirci l’agognato companatico. L’incartamento porta la dicitura “Grandi poteri, grandi responsabilità”.

Panino Berlusconi
Pane arabo con cocktail di gamberetti, rucola, tonno in scatola, Lipovital e gocce di vodka.

Panino Vespa
Filone integrale a forma di lavagna con la lingua. Nessun condimento e nessuna bevanda abbinata.

Panino Monti
Non si spara sulla croce rossa, ma la tentazione del panino a forma di Merkel con pane azzimo, wurstel e crauti era irresistibile.

La rivoluzione gastronomica si estenderà anche all’Europa dove già dalla settimana prossima a Bruxelles spunteranno come funghi chioschi dedicati al Lampredotto, che nel frattempo prenderà l’IGP come il cacciucco e la torta fiorentina. Ai paesi del nord invece saranno dedicati numerosi spazi dove scaldarsi con la ribollita.

In Olanda, infine, l’obiettivo è di inserire dei distributori automatici griffati Eataly in tutti i Coffee-shop. La linea Fame Chimica sarà ovviamente quella dominante e sarà centrata su tramezzini a base di tonno, maionese e cantucci tritati. Presenti anche miniporzioni di salumi toscani.

[Crediti | Link: Dissapore. Immagini: Huffingtonpost.it]