di Olga Mascolo 12 Febbraio 2014
Fi.Co Eataly World

Massimo Bottura è l’art director di Fi.Co, expo permanente dell’eccellenza italiana che aprirà appena fuori Bologna nel novembre 2015. Art director = consulente e ideatore dei piatti. “Sarà un posto fichissimo, sostituiremo al senso del dovere quello del piacere” dichiara Farinetti nella conferenza stampa di ieri, a Milano. E poi Eataly, con ogni probabilità, sarà quotato in borsa entro il 2017.

Queste sono le novità dal fronte Eataly e Farinetti (ci sarebbero anche le quotazioni come ministro delle Politiche Agricole, decisamente in rialzo nelle ultime ore). Nello specifico, Massimo Bottura sta già pensando a un menu di 100 piatti della tradizione italica che verranno proposti da Fi.Co, la Disneyworld dell’italico cibo.

*AGGIORNAMENTO: Massimo Bottura dirà presto aDissapore qual è il suo ruolo e come intende coinvolgere i cittadini di Bologna.

Il progetto della Fabbrica Italiana Contadina (F.I.CO), sviluppata al  Caab-Centro  Agroalimentare di Bologna, prevede 70mila metri quadri  di spazi, 27 mila di area produttivo-espositiva, 10600 per la ristorazione, 9300 per la commercializzazione dei prodotti, 2000 per il centro congressi.

Ci sono fondi stranieri interessati a investire nel progetto, tra Cina Hong Kong e Singapore: Central group, New world development, The Link, Jen Capital. Il coinvolgimento di investitori stranieri ha come finalità (anche) quella di creare contatti per le vendite. Sul fronte Bologna invece, possiamo dire che Fi.Co vedrà la luce non senza polemiche. Si stanno già mobilitando collettivi, come Labas, per fare chiarezza sugli interessi speculativi dietro al parco alimentare. Qualcosa è spiegato dalla Fondazione Wu Ming.

Molto sinteticamente: Bologna ha messo a disposizione un 55 milioni di spazi, senza un ritorno diretto (anche se immaginiamo ci saranno dei ritorni indiretti in termini di turismo, ma a favore di privati).

Quanto alla quotazione in borsa di Eataly, il patron vuole prima aspettare di diventare più internazionale, e siamo sulla strada giusta: le esportazioni per l’agroalimentare nel 2013 hanno raggiunto il record di sempre, anche considerata la crisi.

(Crediti: Il fatto, Il Sole 24 ore, Dissapore)