di Olga Mascolo 3 Febbraio 2014
Eataly World

Il Fatto Quotidiano attacca ancora Oscar Farinetti, questa volta per il Fico di Bologna, acronimo di “fabbrica italiana contadina”. Si tratta dell’Eataly World, il parco destinato a ospitare il meglio delle produzioni agroalimentari italiane e che aprirà nel 2015. Sarà enorme: 72 ettari. Grande il doppio del Vaticano. A 10 km dal centro di Bologna.

Farinetti, forse perché renziano, forse perché  era stato additato come possibile ministro alle politiche agricole, continua ad essere preso di mira.

L’attacco avviene su più fronti: non si è convinti del progetto che richiede svariati milioni di euro. Ci si meraviglia che ovunque chieda, a Farinetti venga dato: Eataly a Bari, Eataly a Firenze e adesso Eataly World a Bologna. Mentre si parla già del complesso museale di Santa Maria della Scala, per Eataly Siena, decisamente niente male.

Per Fico il comune di Bologna ha contribuito con 55 milioni di euro. Inoltre, la location del parco sarà il CAAB, i mercati agroalimentari, proprietà pubblica al 90%. Dall’utilizzo di questi spazi il comune non ricaverà utili così come riporta Wu ming Foundation “CAAB parteciperà agli utili dell’Operating Company costituita ad hoc, che però raccoglierà solo quanto necessario a compensare i costi di funzionamento”.

Eataly WorldEataly WorldEataly World

Il progetto, che verrà presentato in conferenza stampa il prossimo 11 febbraio a Milano, viene così descritto da un comunicato del comune di Bologna.

80.000 metri quadrati per un grande parco destinato alla produzione orticola, ortofrutticola, all’olio di oliva e cereali, passando attraverso gli allevamenti,  sapori liquidi “vino, birra, grappe” e quelli dolci (mele, nocciole, castagne e cioccolato), fino alla tostatura del caffè: parco agroalimentare, laboratori, vendita di prodotti, ristorazioni, visite didattiche, divulgazione eventi”.

I numeri promessi: dai 5 ai 10 milioni annui di visitatori, 1000 nuovi posti di lavoro diretti – probabilmente a 8 euro lordi all’ora – e 5000 indotti. Tutta l’enogastronomia italiana mostrata nella sua logica sequenza: dalle stalle (e acquari e campi e latterie… ecc) ai grocery, alla bistecca al sangue servita nel piatto.

La risposta di Farinetti all’attacco del Fatto Quotidiano? Questa: “Che brutto lavoro dovere sempre parlare male delle cose belle”.

[Crediti: Link: Dissapore, Il Fatto Quotidiano, Wuming Foundation, Libero, Immagini: Quotidiano.net]