di Rossella Neri 4 Agosto 2014
Cucina vintage

Anche se finora abbiamo superato poche volte la soglia dei 27 gradi, arriva un momento nell’anno (di solito con l’avvicinarsi di luglio) in cui smetto di fare il pane in casa, e in cui il mio concetto di preparare la cena si riduce alla scelta della mozzarella migliore e dei pomodori più maturi per comporre una caprese.

E’ quando mio marito proditoriamente fa qualche invito indiscriminato a pranzo o a cena che mi ricordo che gli invitati si aspettano da me che sfoderi il mestolo e mi affaccendi tra i fornelli. Potrei reagire portandoli al RoadHouse o da McDonald, come pena per aver pensato di sottopormi alla tortura dell’ebollizione estiva, ma all’improvviso emerge la mia magnanimità e opto per una riduzione della pena.

In questi momenti mi arrampico sulla scala per tirare fuori dagli angoli reconditi dei pensili più alti quegli elettrodomestici che abbiamo tutti in casa: frutto di liste nozze, vincite alle pesche di beneficenza o acquisti scellerati ai “fuori tutto” dei supermercati.

Con questi attrezzi (una volta tolta la polvere) si può allestire un pranzo in breve tempo, e gioia delle cuoche sfaccendate come me, si possono costringere gli ospiti a prepararsi da soli la cena.

Bourguignonne.

bourguignonne

Il problema dell’attrezzo per la bourgugnonne è solo uno: quando ti ricordi di averlo e lo tiri fuori dalla scatola per usarlo ti accorgi che ti manca il combustibile per la fiammella e cominci a cercare in tutti i cassetti.

Una volta recuperato il gioco è fatto: cubetti di manzo, qualche buona salsa, magari una maionese fatta in casa giusto per mantenere un minimo di dignità, e la cena è servita.

Fonduta.

fonduta

L’unico inconveniente è quello di doverci pensare un po’ prima per mettere i formaggi a bagno nel latte prima di scioglierli. Ma fatto questo vivrete di rendita: io non mi prendo nemmeno la briga di fare il pane a cubetti.

Do l’incombenza al marito, reo di aver invitato dieci persone a cena.

Tigelle.

tigelle

Un po’ più laboriosa, in pieno stile italiano, la faccenda delle tigelle prevede comunque che per nutrire una montagna di invitati sia sufficiente fare un impasto.

Se però avete la padella di ferro e non la piastra elettrica vi sconsiglio di affaccendarvi: vi ridurrete tutta la sera a sudare sull’aggeggio rovente e a scottarvi le punte delle dita.

Bagna cauda.

bagna cauda

L’importante è che gli ospiti non si fermino anche a dormire, o la casa avrà bisogno della disinfestazione.

Ma un grande trucco per le cene estive è preparare la bagna cauda da portare in tavola con un bel cesto di verdure da pinzimonio.

Raclette.

raclette

Uno dei motivi per cui la Lydl è più famosa degli altri supermercati è che a volte ti vende elettrodomestici, introvabili altrove, per una cifra che non supera mai la soglia dei 19,99 euro. E’ questo (se escludiamo l’e-commerce) l’unico motivo per cui voi o i vostri amici potreste avere in casa un arnese da raclette.

Per trovare il fromaggio giusto invece potreste imbarcarvi in traversate chilometriche, ma ormai anche questo è risolto dalla presenza costante di catene di grande distribuzione francese in ogni periferia commerciale.

Io a volte, dio mi risparmi dalla sua ira, sostituisco il formaggio da raclette con la fontina. Imprescindibile invece, e lo ritengo un sostanziale miglioramento, la sostituzione della charcuterie con il prosciutto e con il salame.

Fonduta di cioccolato.

fonduta di cioccolato

Se nessuno si prende la briga di portare il gelato, un modo per svincolarsela anche col dolce è quello di rispolverare il tegamino per la fonduta al cioccolato (il mio l’ho vinto con una partita di Trivial Pursuit a Capodanno).

Il massimo della pigrizia è servirla coi frutti di bosco che non hanno nemmeno bisogno di essere pelati e tagliati a pezzetti.

[foto crediti: cultura salentina, giallozafferano, mangiare buono, osteria come una volta. amico besi, heartofavagabond, guidacucina]

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