di Carlotta Girola 16 Settembre 2014
Paura in cucina

Nella guerra tra il cuoco casalingo e la quotidiana razione di rancio famigliare, la preparazione del pranzo può anche trasformarsi in azione bellica dall’epilogo pericoloso. Non stiamo parlando di un blando svarione nell’atto di mantecare il risotto, né dell’abbinamento azzardato di un vino, ma degli errori che fanno alzare il numero dei piccoli, a volte meno piccoli, incidenti domestici.

Fior fior di ingegneri e designer ci vengono in soccorso creando cassetti che rallentano la corsa nel momento preciso in cui ci schiaccerebbero un dito, progettando copri-lame per coltelli molto glamour, nonché lattine con linguetta anti cicatrice.

L’industria legata alla cucina cerca in tutti i modi di preservarci, ma, hai voglia a dire che i migliori utensili da cucina sono le mani, l’oggetto pericoloso è ancora nascosto tra i nostri aggeggi di cucina, in fondo ai cassetti, dentro la lavastoviglie da svuotare…

Per non trasformare la cucina in un ospedale da campo, ecco 5 oggetti dall’alto potenziale di pericolosità ai quali prestare la massima attenzione.

1. Mandolina, altresì detta “mangia falange”.

Non mi spiego come qualche regista coreano non abbia ancora pensato di dedicare una trilogia dell’orrore all’oggetto creato dal demonio. Una vera, infidissima nemica delle nostre cipolle, ma anche dei nostri teneri polpastrelli. Allo stesso modo indispensabile e odiata da tutti universalmente.

Dovrebbero dedicare una giornata mondiale alle sue vittime. E, diciamocelo, siamo in tanti.

2. Forno.

Funziona come l’abbacchio, nel senso che scotta le dita, ma anche gli avanbracci, le gambe, o peggio. Brucia gli strofinacci, sprigiona vapori provenienti direttamente dall’inferno. Se qualcuno di voi é anacronisticamente ancora affezionato al suo vecchio forno a gas, sappia che anni fa ho assistito al rogo istantaneo del sopracciglio destro di un mio ex intento ad accenderlo.

Memorabile istantanea con faccia di cemento e cerino spento tra le dita.

3. Mannaia.

Di recente un’amica di ritorno dall’Oriente mi ha omaggiata di una mannaia che in Cina usano in particolare per il taglio della verdura. Non sono veggente, ma posso con assoluta sicurezza chiudere gli occhi e contare minuti e secondi che mi separano dalla inevitabile tragedia.

Dicono che sia questione di polso, spero di poterlo raccontare anch’io un giorno, sempre con l’uso di due mani.

4. Coltelli in ceramica.

Negli ultimi anni hanno invaso i cassetti della nostra cucina, travestiti da martedì grasso con mille colori. Se non ne avete ancora “preso le misure”, sappiate che il rischio é altissimo.

Quelli che vi ssembrano giocattolini innocui hanno un’anima terrorizzante e riescono a infilarsi letteralmente dove non vi aspettate. Non sottovalutateli.

5. Apriscatole e lattine affilate.

Di per sé l’oggetto apriscatole (di vecchia generazione) risulta un marchingegno da tortura cinese, anche se col tempo é diventato più sicuro e più ergonomico. Le lattine di tonno o quelle di fagioli, invece, continuano ad essere delle potenziali armi di distruzione di massa-ia.

Sono quasi certa di essermi dimenticata qualcosa. Voi come vi siete fatti del male in cucina o mentre stavate mangiando? Aiutatemi. Non vale l’arma impropria del soffocamento tramite cupcake.

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