di Giorgia Cannarella 4 Febbraio 2014
McDonald's

Una cosa resterà di noi: le petizioni. Per il ritorno di un gelato, per la ripresa di una serie tv, o per non fare aprire i negozi la domenica. Dovremmo essere più selettivi, probabilmente. E se la liberalizzazione della marijuana è diventata mainstream, firmare la petizione per ottenere un hamburger vegetariano da Mc Donald’s lascia un po’ sgomenti.

Succede negli Stati Uniti, dove Kathy Freston, autrice di libri su alimentazione e vegetarianesimo, ha lanciato una petizione sul sito Change.org chiedendo a McDonald’s di mettere l’hamburger vegetariano sul menu. Freston chiede una meatless option, un’opzione senza carne, ma chiarisce che l’ideale sarebbe un panino completamente privo di prodotti animali e plant-based, a base di vegetali.

Non ditele che le insalate ci sono già, altrimenti si offende. Lei vuole qualcosa con le proteine, vuole che i vegani abbiano pari opportunità di scelta rispetto agli onnivori. Forse dimenticando che McDonald’s aveva già proposto un hamburger vegetariano. E  –sorpresa– era stato un fallimento.

Comunque, il suo appello non è rimasto inascoltato, anzi, in breve ha raccolto novantamila firme – famosi inclusi, vedi la bellona Pamela Anderson o l’attrice Ellen Degeneres.

Non è la prima volta che una grande catena di fast food propone un’alternativa vegetariana: Burger King ha sul menu l’hamburger vegetariano, Subway diversi panini, perfino KFC propone delle alette di pollo vegano (potrei giurarlo). Lo stesso Mc Donald’s ha aperto alcuni locali meat-free in India per le esigenze religiose locali. E in altri paesi il veggie burger esiste già.

Ora, le posizioni da prendere non sono tante, anzi, essenzialmente due.

1) Partito massimalista: “Chiedere l’hamburger vegetariano a McDonald’s è come fare petizioni perché ci siano prostitute appartenenti a categorie protette nei bordelli”, commenta caustica la nostra editor Sara Porro. Se la nota catena di hamburger viene prudenzialmente evitata da molti carnivori, mi pare buffo che i vegetariani vogliano sensibilizzarli al tema.  Abbiamo davvero bisogno di un altro panino molliccio ripieno di soia e lenticchie, malamente assemblato e cotto in modo discutibile?

2) Partito del riformismo silente: “Oggi Mc Donald’s, domani il mondo”. Inutile fare gli snob e chiudersi nelle proprie enclavi di kebab al seitan. Per fare una rivoluzione bisogna portare le masse direttamente nei luoghi della sua perdizione. Gli impuniti divoratori di Crispy Mc Bacon vanno stanati a suon di crocchette di tofu.

Le due vie sono tracciate, ora è tempo di schierarsi. Riformisti o massimalisti?

[Crediti | Link: Change.org, Just Food, Jaunted, Dissapore. Immagine: Gawker]