Quanto hanno guadagnato Cracco, Barbieri e Cannavacciuolo nel 2013? “Noccioline”, rispetto a Joe Bastianich

Partiamo da quello che guadagna di più: Joe Bastianich.

Con 25 ristoranti gestiti (11 solo a New York e uno, L’Orsone, a Cividale del Friuli, in provincia di Udine), i due Eataly americani in società con Oscar Farinetti (uno a Chicago e l’altro sempre a New York, con un incasso di 80 milioni nel 2013), cantine e aziende vinicole in Italia e Argentina, oltre a libri, guide, agenzie di viaggi, persino una linea di sughi e pasta, l’irresistibile Joe ha possiede un impero gastronomico vero, da quasi 3000 dipendenti, con un fatturato annuo di 250 milioni di dollari.

Per essere più dettagliato Il Fatto Quotidiano, che oggi racconta (non online, rimedia Menti Informatiche) “il passaggio dalle padelle a un impero milionario”, cita il sito Celebritynetworth secondo cui i guadagni personali netti di Joe Bastianich nel 2013 sono stati di di 15 milioni di dollari. 

15 milioni Joe, te possino  (a scanso, quelli di sua madre Lidia, telechef ormai affermata anche in Italia, sarebbero stati 3,75 milioni). 

Intendiamoci, nel parlare dei cuochi a cui il cortocircuito culinario ha ingrassato le tasche, oltre ai palinsesti delle tv, Il Fatto si è solo accodato alla moda imperante. L’anno scorso era toccato a Il Mondo, settimanale economico nel frattempo chiuso, svelare quanto guadagna la Cuochi spa da Bottura a Cracco, da Moreno Cedroni ai fratelli Cerea. 

Ma la scalata economica dei nostri idoli telechef, o come ha scritto oggi il perfido quotidiano, dello “chef stellato che è diventato famoso (e ricco) più per i reality show culinari che per i piatti serviti a tavola”,  è un tema che solletica la curiosità pruriginosa di noi seguaci, impossibile non darne conto.

Protagonista principale, manco a dirlo, il trio di Masterchef. Di Bastianich abbiamo detto. Fresco di apertura del diversamente illuminato gastro-bistrot milanese Carlo e Camilla in segheria, Cracco con la sua società (Cracco Investimenti) è passato dai 3 milioni dell’esercizio precedente a 3,93 milioni.

“Noccioline” le chiama Il Fatto, beato lui, rispetto ai guadagni del collega Masterchef Bastianich.

Bruno Barbieri invece è semplicemente azionista della finanziaria FIR e amministratore della Maranello Wines, cooperativa specializzata nella vendita di vini all’ingrosso, con un fatturato 2013 di 840.000 euro.

Scala diverse posizioni Antonino Cannavacciuolo, per cui, evidentemente, le Cucine non sono così da Incubo. La società Ca.pri che custodisce tra le altre cose il ristorante dell’Hotel Villa Crespi a Orta San Giulio (Novara), e di cui è azionista anche la moglie dello chef Cinzia Primatesta, ha chiuso il 2013 con 92.492 euro di utile e oltre 3 milioni di ricavi. Non basta.  

In aprile è stata costituita la Cannavacciuolo Consulting srl con capitale versato dal cuoco di 10.000 euro. L’oggetto sociale è “l’assunzione e gestione di partecipazioni, l’acquisto e vendita di immobili, nonché la consulenza e assistenza per nuove aperture, conduzioni, e gestioni nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione”.

Al gran ballo dei telechef milionari s’iscrive di diritto Sonia Peronaci, online dal 2006 con Giallo Zafferano, sito acquistato nel 2009 da Banzai, di cui la cuoca provetta è azionista. Dal novembre 2013 Giallo Zafferano è diventato anche un canale a tema di Fox Life su Sky.

Il Fatto si ferma qui, ma per completare il discorso su cuochi e guadagni un’analisi Fipe (Federazione Italiana pubblici esercizi) dice che in Italia i ristoranti top sono 4.465, con un fatturato medio di 651 mila euro all’anno, 12 addetti che diventano 17 nei locali con prezzi che superano i 100 euro.

Oltre l’ottanta per cento dichiarerà nel 2013 una flessione nel fatturato.

[Prevedibile, nei prossimi mesi, un’orda di chef impegnata a fare l’ospite d’onore nel party del celebre produttore di vino, l’attrazione della serata nel resort cinque stelle, la sorpesa più ambita al compleanno della soubrette. Su Dissapore i neologismi si sprecheranno: aristochef, starchef, telechef sino all’inedito Toy boy Chef, candidato unico Simone Rugiati] 

[Crediti | Il Fatto Quotidiano. Link: Eataly, Menti Informatiche, Dissapore]

Prisca Sacchetti

16 luglio 2014

commenti (7)

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  1. Piccolo dettaglio: si parla più di fatturati che di guadagni (come il titolo lascerebbe intendere).
    Ho inoltre un dubbio sull’accostamento di Bastianich agli altri: ammesso che fa parte della medesima compagnia di giro televisiva, mi sembra faccia in ogni caso un mestgiere diverso, cioè il manager di ristoranti, non lo chef, comunque lo si voglia aggettivare. Me lo confermate? Sarebbe, non picchiatemi per le imprecisioni, la distanza che separa Arnault (patron LVMH) dallo stilista che crea le collezioni Louis Vuitton.

    1. Fanno lo stesso mestiere in quanto tutti proprietari di ristoranti, la differenza è che Bastianich ne ha 25 più la partecipazione in Eataly, più le case vitivinicole mentre Cracco ne ha solo 2 e gli altri 1.
      Se poi si andasse sul guadagno netto il divario sarebbe ancora più grande visto l’abisso di tassazione che c’è fra USa e Italia sui dividenti societari

    2. Concordo, Bastianich è prima di tutto un imprenditore e con essi dovrebbe essere confrontato (oppure i vari Ramsay, Jamie Oliver ecc, che hanno superato la “massa critica”)
      Escludendo Bastianich, gli altri potrebbero ricevere anche un emolumento dalle loro stesse società, soprattutto se con capitale suddiviso fra più soci, piuttosto che incassare con i meno tassati dividendi, solitamente preferibili.
      Altrimenti, tolta una quota da reinvestire nella società, al povero Cannavacciuolo non rimane “molto”.

  2. Si,certo,lo vengono a dire a noi quello che hanno guadagnato…

    1. Sai, esistono degli antipatici stracciam@roni che si ostinano a fare… analisi di bilancio, anche quando si cercano di nascondere i conti 🙂 Oltre alle dichiaraizoni dei redditi, ca va sans dire 🙂

  3. Guarda Paolo,non voglio mettere in dubbio le tue opinioni,in quanto ho visto che intervieni su tanti argomenti,e quindi sei molto informato su molte cose.Avrai sicuramente ragione tu;ma se in Italia ci sono tanti milioni di”sommerso” e di nero,quelli che fanno analisi di bilancio e quelli che ci fanno pagare le tasse (politici e organi preposti),farebbero meglio a cambiare mestiere.

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