Foie gras, Kobe, pesce e pizza: i migliori hamburger italiani tipo per tipo

Dentro la spudorata follia collettiva che ci fa mangiare hamburger un giorno sì e l’altro pure, noi che raggelavamo solo al pensiero, ci sono molte cose: il Lorenzo Jovanotti della cucina planetaria, capace di piacere sia all’hipster che al semplice, oggetto di un consenso generalizzato di portata imbarazzante, è riuscito nell’impresa di mettere insieme carne e pesce, pizza e panino, manzo e foie gras.

Quella che segue è una doverosa classifica dei migliori hamburger italiani, tipo per tipo. Calatevi nella parte, prego, e diteci se siete d’accordo.

m**bun panino mcbun

HAMBURGER MISTO (manzo+maiale)
NUMERO 1: Chiel (5,50€) da M**Bun , via Rattazzi 4, corso Siccardi, 8 – Torino / Corso Susa, 22 – Rivoli.

Dal Piemonte la prima Agrihamburgeria d’Italia che sfidato McDonald’s fin dal nome, propone carne cruda battuta al coltello e pure il “Chiel” (quello, in dialetto), panino simbolo del locale con un mix inedito di bovino (70per cento) e suino (30per cento) più insalata, pomodoro e salse.

Denzel Fish

FISHBURGER
NUMERO 1: Denzel Fish (13,50€ ) da Denzel, art burger fish & more, via Washington, 9 – Milano.

Prezioso indirizzo kosher milanese. Il “Denzel Fish” con filetto di branzino (oppure orata) in tempura, servito nella ciabatta insieme a insalata, pomodori, maionese fatta in casa e limone è piaciuto persino alla severa editor Sara Porro. Il ché esclude a priori ogni altra candidatura. 

pizza cheeseburger

PIZZABURGER
NUMERO 1: Cheese Burger a modo nostro (28€) da I Tigli Simone Padoan, via Camposolo, 11 – San Bonifacio (VR).

All’inventore della pizza gourmet (spicchi di focaccia ben lievitata come base per top raffinati) dobbiamo l’hamburger di manzo con provola affumicata, lattuga, cipolla e pomodoro confit. Alternativa nazionale e assai più godibile del pizza-burger Burger King.

nud e crud pidburger

PIDBURGER
NUMERO 1 da Nud&Crud, via Tiberio, 27 – Rimini.

L’hamburger in una piadina, chi lo avrebbe mai detto? Lo ha messo la piadineria chic Nud&Crud, a Rimini e dove sennò, con ottimi ingredienti locali: chianina del Montefeltro e Mora Romagnola macinata grossa, crema di squacquerone di s. Patrignano, pomodoro, insalata e cipolla stufata.

Foie gras burger

FOIE GRAS BURGER
NUMERO 1: Special Foie Gras (17€) da Al mercato, via Sant’Eufemia, 16 – Milano

L’azzardo poteva venire solo da due chef, Eugenio Roncoroni e Beniamino Nestor, l’ardito accostamento polpetta – foie gras si deve a loro. Dal successo di Al Mercato oggi è nato il Noodles bar omonimo con drink creativi e brunch domenicale.

argburger genova

LOWCARB LOWFAT BURGER
NUMERO 1: Argburger (3,50€) da Argburger, vico Salvaghi , Genova

Spinoff della catena Maxelà (macellaio in genovese), in questo piccolo locale tra i caruggi la carne condita con olio extravergine ligure viene cotta al forno per il più light dei risultati. A disposizione una ricca scelta di salse, tra cui un delizioso paté di olive.

Kobe beef burger

KOBEBURGER
NUMERO 1: Kobe beef burger da Trita tailor made burgers, piazza XXIV maggio, 6 – Milano.

Panini ultra-personalizzabili che arrivano a includere la carne dei leggendari manzi di Kobe o Wagyu, allevati come bebè da mani esperte che, vuole la leggenda, li massaggiano e li dissetano con libagioni di birra.

Hamburger vegetariano, romeo

VEGBURGER
NUMERO 1: vegetariano (13€) da Romeo, via Silla, 26 – Roma.

Ci voleva il tocco raffinato di Cristina Bowerman, chef del Romeo, per dare ai vegetariani, grazie a questa polpetta di fagioli neri con insalata, inserita in un delizioso panino e accompagnata dalle patatine, una vera alternativa gourmet alla carne.

Damburger

SERIOUS BURGER
NUMERO 1: Damburger (14€) da Damini macelleria e affini , via Generale Cadorna, 31 – Arzignano (VI).

Nati macellai, ora cucinano la carne nella ex macelleria ormai tempio del buon mangiare. Il segreto è una particolare razza di manzo, la limousine, e la frollatura da stato dell’arte. Il Damburger, composto da tre diversi tagli, grassa, marezzata e magra (cioè pancia, collo e spalla), viene servito con purè di patate.

HamburgHer

LOWCOST BURGER
NUMERO 1: hamburgHer (4€) da Burgheria, via delle Rosine, 1 / via del Carmine, 24 / via Baretti, 6 – Torino.

Molto buoni gli hamburger (3 fissi più una proposta che cambia settimanalmente) e le patatine alla belga con prezzi imbattibili. Carne piemontese di Alba e pane americano fatto in casa per un successo ormai seriale: siamo già a tre locali aperti a Torino.

Fuori classifica

gelato burger

ICEBURGER
NUMERO 1 (anche perché unico nel suo genere).
Visto al Sigep di Rimini 2013 (salone della Pasticeeria e Gelateria) dai Maestri della Gelateria Italiana, è rimasto un prototipo. Classico hamburger con insalata e pomodoro unito a un gelato al formaggio nella parte dell’elemento che provoca lo shock termico. Se non si è mai andati oltre il prototipo ci sarà un motivo…

[Crediti | Immagini: Andrea Soban, Passione Gourmet, Foodspotting/David Opera)

Andrea Soban Andrea Soban

28 Maggio 2013

commenti (21)

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  1. Non sono un espertissimo in materia, ma l’hamburger spatuss e la tartare franseisa di M**Bun li ho trovati ottimi. E a prezzi ragionevoli.

  2. Avatar ale ha detto:

    posso condividere una delusione? l’hamburger di eataly, provato nel locale di bergamo. la carne ok, il pane mi ha deluso: classica pagnottina alla mc-coso, niente di che. se il brand si basa sull’esperienza eat-alian, uno sforzo in più sul pane me lo attenderei. va bene il panificio a kmzero, va bene la farina bioloGGica, però: una ciabatta? una michetta? un pane-più-panoso? le patate fritte, a loro volta, niente di che, con l’asterisco ad avvisare che il prodotto è stato abbattuto (non “surgelato”, abbattuto è quel po’ più fico). ma le patate fritte con la buccia, per dire, che servono ad ogni angolo a NYC, osare troppo?

  3. Mtt,ti faccio i complimenti,perchè pure io immodestamente ho pensato la stessa cosa.Da una breve ricerca sembra che sia proprio un hamburgher ,anche se potrebbe essere scambiato,almeno in fotografia per un taglio non tritato.Cmq è quello che mi piace di più.Riesco a farli anche il doppio ,ma 1 e 1/2 è l’ottimale.
    In quello fatto da me in sezione,però,si vede la grana del tritato,alveolato.In più la cottura esterna è la stessa ma la colorazione varia delicatamente verso l’interno fino ad ottenere un sottile strato al sangue al centro.Lavoro esclusivamente con i tagli del quarto anteriore.

  4. LOw carb significa a ridotto contenuto di carboidrati. Se la carne viene cotta al forno, al massimo e’ Low fat!

    1. che poi cotta al forno, alla piastra o alla griglia non fa alcuna differenza… dipende da quanto condimento ci metti per cuocerla.
      p.s. magari era lowcarb per il tristissimo pane (pane?) che l’accompagna…

  5. No dai, Argburger è la peggiore hamburgeria in cui stia mai stata!
    Veramente un’occasione mancata.
    Il locale è un buco squallido e unto e le uniche opzioni sono con o senza fetta di un generico formaggio a cui aggiungere salse da dei dispenser che funzionano a malapena tanto sono intasati.
    Poi fra cuocere alla griglia e al forno c’è davvero differenza sostanziale nelle calorie?

  6. Lo so che batto duro, ma 28 € dei Tigli messi a confronto con i 5,50 di McBun fanno davvero ridere. E’ vero, una è una pizzeria, l’altro un fast food, ma è davvero un prezzo al limite del ridicolo. Ci mangi in due? Sono comunque 14 € per un hamburger in pizzeria. Contento chi ci va.

    1. Cristian,Ginger siete grandi ai miei occhi.
      @Sulla sciocchezza dell’hamburgher low fat Ciccio l’ha spazzata via.

  7. L’hamburger preparato con manzo di Kobe continua a sembrarmi un’immensa sciocchezza

  8. Damini e Affini non è un ex macelleria! Lo è tutto’ora! quindi la carne con cui fanno l’hamburger si può pure comprare

    1. beh, dai…non è più solo una macelleria,o almeno, detto così è fuorviante… ma molto di più..anche un negozio di ‘cose buone’…