di Carlotta Girola 28 Ottobre 2014
I RE DELLA GRIGLIA

Si intitola I re della griglia, la nuova trasmissione di Dmax con Chef Rubio partita ieri sera, dopo che per un mese ci hanno bombardato con promo in puro stile Sergio Leone. Scende dal gradino più patinato della ristorazione di MasterChef per incontrare il mondo spartano e sudaticcio del BBQ.

Al posto del grembiule in misto lino abbiamo quello ignifugo color palude. Al posto di giudici in camicia e pantalone da hipster abbiamo cappellini con visiera americana e t-shirt che recitano “quando sarò morto affumicatemi”.

Chi è stato in America e ha un minimo di competenza capisce da subito che il protagonista non è l’italica salamella sulla griglia con la bombola a gas, ma quell’oggetto che assomiglia a un hamburger di metallo nero e che ritroverete nei giardinetti di periferia dal New England al Nuovo Messico.

Il format è praticamente identico a quello di MasterChef: uno squadrone di gente comune che cuoce sudando tantissimo della carne alla griglia, tre giudici che passano tra i Weber con finta nonchalance, un pizzico di provocatoria tirannia condita da frasi tipo “stai zitto, ora parlo io” e un concorrente che, alla fine della puntata se ne va a casa sconsolato e un po’ incazzato.

I RE DELLA GRIGLIA 1

CHEF RUBIO 2

PAOLO PARISI

CRISTIANO TOMEI

Oltre a Chef Rubio in versione Chef Rubio (non cambia espressione mai, nemmeno quando cambia format), a decidere le sorti dei 9 aspiranti Re ci sono Paolo Parisi, quello dell’uovo “perfetto” e Cristiano Tomei  padre della bistecca primitiva.

Se con la parmigiana di melanzane non si scherza, sappiate che i veri cultori della materia BBQ non scherzano mica tanto neanche quando si tratta di marinatura o salsiccia. E i nove non scherzano: tutti vogliono accendere la carbonella del successo.

I re della griglia, andrea

C’è Andrea, 26 anni, agente di polizia locale di Brescia. Pacioccone e bonaccione. Abbiamo già capito che è troppo buono per questo format. Buono nel senso di carattere, eh!

I re della griglia, angelo

C’è Angelo, 52 anni di Milano, manager. Parlata aperta aperta alla milanese, occhialetto ricercato e poco machoi davanti alla Weber.

I re della griglia, fabrizio

C’è Fabrizio, 49 anni assicuratore di Palermo. Per ora il mio preferito, quello che durante la sfida vuole talmente esagerare da riempire una salsiccia di pan grattato, in nome della sua sicilianità. Non si capisce perché.

I re della griglia, irupe

C’è Irupe, argentina trapiantata a Ferrara che lavora in un fast food. La aspetto sul banco di prova dell’asado.

I re della griglia, julien

C’è Julien, da Ferrara, che lavora nell’edilizia. Tratti caraibici e parlata emiliana, si definisce “fast and furious”. Bah. Non mi pare.

I re della griglia, luca

C’è Luca, operaio rockettaro con la passione per il BBQ. C’è qualcosa che mi disturba. Deve essere il cappellino.

I re della griglia, maria chiara

C’è Maria Chiara, psicologa, councelor, esperta di risorse umane. Che ci fa una che dice “ tra omoni sudati e carne cruda?

I re della griglia, mauro

C’è Mauro, papà e commerciante. C’è qualcosa che mi disturba. Deve essere il cappellino.

I re della griglia, venerando

E poi c’è Venerando, informatico ddi Scampia. Bistrattato nella puntata è già diventato il mio mito visto che lui trita col coltello, mica col tritacarne. Fustacchione.

La sfida della puntata si chiama salsiccia: classica e luganega. Il tutto accompagnato da una bruschetta. “Forse son capace anch’io” penso. No, intendono dire che bisogna fare le salsicce. Farle, partendo dalla carne.

Ecco, mi sono già appassionata.

Panico serpeggiante tra i BBQ, grandi disquisizioni sul finocchietto selvatico o la paprika, concorrenti che si trasformano in Jack lo Squartatore e chi gira la manovella del tritacarne.

Il risultato finale sono delle salsiccia dal gusto sconosciuto (a noi) e dalla forma a tratti improbabile. Ma hanno tutti il mio massimo rispetto, perché io con budello non sarei riuscita neanche a farci un elastico.

Maria Chiara fa la parte della Rachida di turno, facendosi pure scappare due lacrime. Sarà il peperoncino. Spero.

La puntata raggiunge il climax di ansia e terrore con piatti rotti, bruschette bruciate, sale caduto a terra. Da qui non si può che risalire.

E si risale con i tre peggiori che si sfidano a colpi di ribs e salsa BBQ. Sento il profumo dell’America. Sento il Bourbon, la laccatura delle costine, il blues del Delta del Mississippi. Se mi concentro sento pure il profumo del legno di ciliegio affumicato. Nulla, mi hanno conquistato di nuovo questi della televisione.

A casa se ne va Julien, perché lo sanno anche i sassi che le costine rosa non le mangiano neanche i cani. Ma io settimana prossima ci torno du DMax. E mi metto pure il cappellino da BBQ girl.

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