Inflessibili con Nutella più di Tata Lucia. Perché non ci riusciamo?

Inflessibili con Nutella più di Tata Lucia. Perché non ci riusciamo?

Tra le donne più qualificate al mondo per prendersi cura dei nostri figli c’è Tata Lucia, star del programma di La7 S.O.S. Tata. Eppure oggi, se la celebre Mary Poppins d’Italia fosse al servizio degli italiani rischierebbe il licenziamento. Mannò, ma uffa! Cos’ha fatto Lucia Rizzi (vero nome della dolce ma inflessibile tata) per meritarsi tutta questa caciara?

Si è prestata a uno spot di Nutella dove afferma perentoria “A colazione servono delle regole – bisogna farla bene! Per esempio, una fetta di pane e Nutella, latte e un frutto danno la giusta quantità di energia per una colazione equilibrata”.

Apriti cielo. All’Istituto di autodisciplina pubblicitaria è arrivata una furente richiesta di intervento da Altroconsumo e altre associazioni in difesa dei cittadini.

“Sulle reti televisive va in onda la pubblicità che spaccia Nutella come un alimento ideale a colazione. Peccato che l’apporto calorico consigliato sia eccessivo, specie per i bambini. L’utilizzo di un testimonial considerato un esperto di educazione è un’aggravante, soprattutto per il target cui si rivolge lo spot”.

Peraltro, non è il solo grattacapo che preoccupa Ferrero, produttore della leggendaria crema di nocciole, colpito in questi giorni dal cosiddetto “Emendamento Nutella”. Per scoraggiarne l’uso, in quanto ricco di grassi saturi nocivi per la salute, il governo francese ha imposto una sovratassa di 3 centesimi sull’olio di palma, uno degli ingredienti base della crema di nocciole.

Ma torniamo alla colazione equilibrata. A quanto pare Ferrero non ha imparato la lezione. Solo pochi mesi fa negli Stati Uniti aveva pagato una multa da 3 milioni di dollari per pubblicità ingannevole. Più volte è finito sotto accusa per le etichette di Nutella, sia in Italia che all’estero. Non sono chiare nel riportare i valori nutrizionali: vitamine e sali minerali vengono indicati per 100 g, zuccheri e grassi per porzione.

Porzione? Un’idea evidentemente flessibile. In Italia sul barattolo c’è scritto 15 grammi, sul sito di Nutella 30. E le porzioni cambiano a seconda del paese e delle normative: in Canada 19 g, in Svezia 21, in Messico 18, in Usa ben 37.

Un momento però, cerchiamo di usare l’intelligenza. Qualcuno di noi si è mai messo a pesare le cucchiaiate di Nutella con il bilancino? Nutella è fatta per affondarci il dito dentro e leccarlo in preda a una libidine vertiginosa, non per spalmarne un velo sulla fettina del pane. Altrimenti non si compra. Sappiamo che una barretta di cereali è uno spuntino più sano, sappiamo che una mela darebbe più vitamine, ma lei è lì per altro, non per entrare nella piramide della dieta mediterranea.

Perchè allora Ferrero si ostina ai far passare Nutella come un alimento sano e nutriente, e in particolare come una colazione equilibrata?

Io questa stramba scelta salutistica ce l’ho qui, non ne posso più di tartarughe uscite da flaccide pancette, mi assale un moto di nostalgia per i Nutella Party di una volta, dove farcivamo chilometriche baguette intonando in coro “Che mondo sarebbe senza Nutella”. Rincoglionimento?

[Crediti | Link: Altroconsumo, Dissapore, Il fatto alimentare, YouTube]