di Sara Porro 29 Gennaio 2014
Cioccosconcezze

La scorsa domenica mattina conducevo la mia solita routine indolente e senza dio e quindi non ho visto l’Angelus in diretta. La notizia – e le immagini raccapriccianti – delle colombe della pace “liberate” da Papa Francesco e immediatamente attaccate da un corvaccio nero e da un gabbiano mi ha dato, nonostante il mio incrollabile spirito razionalista  (che in altri tempi, insieme alla mia tendenza ai capelli crespi, mi avrebbe certamente condotto al rogo), un certo brividino.

La colomba, simbolo di purezza! Di Spirito Santo! (corrigetemi se sbaglio, non vado fortissimo in simbologia cristiana) brutalmente massacrata da feroci uccellacci. Scomodando la Bibbia (Geremia 12:9):

La mia eredità è stata per me come l’uccello rapace screziato; gli uccelli rapaci si gettan contro di lei da ogni parte. Andate, radunate tutte le bestie della campagna, fatele venire a divorare.

Le forze del male sono state chiamate a raccolta, mi sono detta. Oscuri presagi si addensano. Mi chiedo quale sorta di Apocalisse annuncino.

Poi ho visto questo e tutto è stato chiaro:

Fonzies Choco

I Choco Fonzies, chiaramente un prodotto del demonio. Ci sta anche la simbologia: i candidi Fonzies aggrediti e divorati dal cioccolato. Insomma: lo sanno le creature dell’aria e adesso lo sapete anche voi, la fine è vicina.

[comunicazione di servizio. Se siete l’ufficio stampa speditemeli, ieri li ho cercati al supermercato senza trovarli. Scommetto che alla fine mi piaceranno.]

Se ancora non foste convinti, proseguiamo nella disamina di altri spericolati crossover recenti tra prodotti dolci e salati. Avrete certamente notato che Milka, dopo aver lanciato il mio beniamino Milkadelphia, ha deciso, con hubris degna dello scienzato del film “La Mosca”, che nessun ibrido doveva restare intentato.

Quindi:

Milka popcorn

Popcorn ricoperti di caramello, ricoperti di cioccolato Milka. Non vado fiera di ciò che sto per dire, ma sono piuttosto buoni: il caramello ci mette quello sprint croccante che rende l’insieme tollerabile. Dove per “tollerabile” intendo sì, ho mangiato quasi tutta la confezione.

Chine più pericolose si prendono con:

Milka Tuc

Tavoletta di cioccolato Milka, su entrambe le facce cracker Tuc formato mignon. Il cioccolato è dolcissimo, i cracker salatissimi: invece di trovare un equilibrio, l’effetto è quello dei vecchi bidet in cui da un getto usciva acqua gelida e dall’altro acqua bollente, senza speranza di miscelazione.

Alla categoria “non credo di averne la forza” appartiene invece:

Milka Cranchito Snax

Croccanti snack di mais ricoperti di tenero cioccolato al latte. Il parere dell’esperto:

nope

Qui c’è una lezione per tutti coloro che immaginano l’alta cucina come radicalmente distante dalle loro quiete esistenze condotte tra le confortevoli, seppur opprimenti, corsie del supermercato. È come l’alta moda: quando Gucci propone un abito maschile completamente a fiori ridono tutti, ma poi l’anno successivo da Zara ci sono più tulipani che in tutta l’Olanda, e tocca rassegnarsi.

La contaminazione dolce/salato furoreggia ormai da alcune stagioni nelle cucine dei grandi chef. Continuate pure a schernirci per la nostra predilezione per l’Insalata Russa di Cracco, caramellata in un guscio di zucchero; o per Cioccolato bianco liquido, zenzero candito, capperi e olio di Arcangelo Dandini, o per il Camouflage di Massimo Bottura, con lepre marinata, foie gras, cacao e zucchero Mascobado; o per il Rocher di coda alla vaccinara di Riccardo Di Giacinto.

Poi arrivano i Choco Fonzies, e non c’è nulla che possiate fare.

Tranne sperare che l’Apocalisse si sbrighi.

[Crediti | Link: Messaggero, Dissapore, Total Film, Cosmopolitan]