di Riccardo Campaci 30 Aprile 2015
letame mcdonalds bologna

Se noi avevamo sollevato più di un dubbio su McDonald’s sponsor ufficiale di EXPO 2015, altri hanno sollevato ben più che semplici dubbi, scaricando secchiate di letame in un ristorante McDonald’s presso la stazione di Bologna, suggerendo forse un prossimo McShit da servire alla clientela (qualcuno dirà che è già McShit, battuta rubata).

Davanti al McDonald’s viene scaricato del letame, perché il fastfood americano è uno dei partner per la kermesse milanese, altro che cibo di qualità e prodotto sostenibilmente: “Expo nutrire il pianeta, energie per le lobbies”.

Questa è la giustificazione ufficiale segnalata su Facebook da parte del centro sociale Tpo, che ha organizzato la nutrita manifestazione lo scorso 24 aprile. Per entrare in tema 25 aprile e Primo Maggio, la Liberazione e il Lavoro, hanno pensato bene di riempire di sterco il McDo più vicino.

Deve esserci un’attrazione magnetica tra proteste, ristoranti e letame, visto che non è la prima volta che le deiezioni animali vengo utilizzate per decorare un ristorante: prima di McDonald’s era toccato anche al più prestigioso Ristorante del Cambio di Torino dove gli anarchici avevano ricoperto il pavimento dell’amato concime animale.

Anche cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia: è una guerra fra poveri soprattutto se consideriamo che questo tipo di protesta disturba non tanto l’azienda McDonald’s quanto il personale che lavora all’interno del ristorante, costretto a spalare letame durante il turno di lavoro.

La street arriva alla stazione centrale. Davanti al McDonald’s viene scaricato del letame, perché il fastfood americano …

Posted by Tpo on Venerdì 24 aprile 2015

 

Dietro al genio dei 500 dovrebbe esserci l’adesione al comitato No Expo, iniziativa promossa da chi si batte fino al 2007 contro la candidatura di Milano all’EXPO 2015.

Come evidente No Expo non ha avuto molta fortuna, anche se per ostacolare l’evento non è necessario che qualcuno metta i bastoni fra le ruote: ci ha pensato una parte dei responsabili, coinvolti in storie di varia corruzione.

Il gruppo sta però portando avanti alcune battaglie sostenendo l’idea che “che la rassegna non sia un’opportunità, ma una sciagura per il territorio, i beni comuni, le casse pubbliche. Questa convinzione originaria resta valida ancora oggi, dopo quattro anni di balletti per le poltrone, Masterplan ad assetto variabile, teatrini vari, tagli, liti, soldi che non ci sono e tutto quanto ha costituito la rappresentazione dell’Expo milanese

A leggere queste frasi, soprattutto con il senno di poi, successivo ai numerosi scandali che hanno accompagnato il claudicante progresso regresso dei lavori, non resta che togliersi il cappello e chinare il capo di fronte alle argomentazione addotte dal Comitato No Expo, le cui idee possono essere condivise o non condivise, ma rappresentano un punto di vista e una prospettiva sull’argomento nei confronti delle quali riesce difficile fare spallucce.

Come spesso accade, ottima ideazione. Pessima esecuzione. Almeno ad osservare il letame sparso nel negozio di McDonald’s ad opera dei brillanti autori.

Il letame sembra sia solo l’inizio. Come riportato da Repubblica, alcuni si stanno purtroppo preparando a sostituire lo sterco, sicuramente sgradevole, con qualcosa di ben peggiore come “mazze, picconi e il necessario per confezionare molotov”, un fenomeno che non si limita a qualche italiano ma anche ad antagonisti francesi e tedeschi, che hanno una singolare idea riguardo a all’idea di nutrire il pianeta e a quella di “energia per la vita”.

O forse mazze, picconi e molotov servono per realizzare una nuova ricetta di cucina molecolare? Non lo sapremo mai. Speriamo.

Voglio chiudere ritornando al letame, da cui tutto nasce e tutto torna, con una citazione di Fra Giordano da Ripalta, che punterebbe il dito esclamando “Come porci nel brago sene stanno in tanta abbiezione di costumi”. Ora non resta che scegliere verso chi puntare quel dito. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

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