di Cristina Scateni 4 Febbraio 2014
omelette

Stringiamoci in cerchio, amici gourmet e ripetiamo insieme “non so cucinare un’omelette, non so cucinare un’omelette”. Da giovedì scorso qualcosa nelle nostre vite è cambiato. Nel frattempo probabilmente vi siete rotti il polso, avete la tendinite acuta, l’occhio sinistro tremante, un principio di tic si è impossessato di voi.

Da quando nell’ultima puntata di Masterchef, lo chef Carlo Cracco ha mostrato al mondo (di abbonati Sky) come si prepara una vera omelette, molti hanno avuto un mancamento e alcune mogli una rivincita, perché stizzite si sono potute girare verso i loro maschi cucinanti e affermare “tu non lo fai come Cracco, non hai quel tocco, quel movimento di polso”.

Uomini, Cracco vi sfida. Non solo con la barba e il fascino consumato, l’occhio appuntito e il sorriso malizioso, lo chef bistellato vi rompe letteralmente le uova nel paniere, mina il vostro show cooking personale, che termina da anni con applausi della famiglia.

Non fatevi prendere dal panico, intanto rivediamo insieme la preparazione dell’omelette dello chef Carlo Cracco.

Omelette Carlo Cracco 1Omelette Carlo Cracco 2Omelette Carlo Cracco 3Omelette Carlo Cracco 4Omelette Carlo Cracco 5Omelette carlo Cracco 6Omelette Carlo cracco 7Omelette Carlo Cracco 8

La mia personale passione per le uova e la sua tecnica ha avuto un sussulto, d’altronde vi ho già raccontato come cucinare dei perfetti uovo al tegamino e uovo sodo, eppure sull’omelette sono affondata. Chiudo a portafoglio e via, altro che botta di polso.

Cerco in rete e in parte mi consolo. Deve essere un errore comune se anche la regina del web Sonia Peronaci, mamma del famoso portale di ricette Giallo Zafferano, chiude l’omelette come me, come una crêpes incompleta, una mezza luna estiva.

Comunque mi pento, mi dolgo e approfondisco. Studiamo insieme come fare. La ricetta ovviamente, il polso ve lo fate prestare dallo chef o anche da Rachida, che miracolosamente per una volta non ha fatto un cattivo lavoro.

Cercando di riportare tutto a una dimensione più umana, a meno che non facciate parte di una famiglia numerosa, aboliamo le uova di struzzo, seppure molto belle anche da tenere sopra il comodino.

Niente panna per me, lo dichiaro. Sono impopolare, somiglio a una di quelle donne che si ribellano alle indicazioni del navigatore in auto lo so, eppure pur di non mettere la panna nelle uova, taglierei a fette con un coltello poco affilato in una piccola stanza non areata 10 kg di cipolla. La consistenza “bavosa” ci sarà lo stesso, diamine! A qualcuno piace Cracco, a me piace l’omelette senza panna.

Ingredienti per 4 persone: 6 uova, sale, pepe, prezzemolo tritato, 40 g di parmigiano reggiano grattugiato, 20 g di burro.

Rompete le uova e sbattetele, ma non troppo. Tritate finemente il prezzemolo, quindi unitelo alle uova, insieme a parmigiano, sale e pepe. Fate sciogliere il burro in una padella antiaderente, aggiungete il composto di uova. Cuocete a fuoco vivace e mentre comincia a cuocere, muovete il composto con una paletta di silicone o legno, inclinate quindi la padella in modo che il composto si sposti su un lato. Trattenete il respiro, è arrivato il vostro momento: date un colpo di polso alla Cracco e pregate i vostri santi del paradiso degli chef.

L’omelette dovrà risultare leggermente dorata fuori e “bavosa” all’interno. Se non fosse così, non disperate. Riprovate, anche se avrete il polso lesionato, conta di più la vostra fama di provetti Masterchef, dannazione.

Avvertenza speciale: per la buona riuscita dell’omelette le uova devono essere almeno 3 e non più di 8. Se dovete utilizzare più di 8 uova, utilizzate due padelle diverse. Si dice anche per ogni uovo occorra aggiungere 10 grammi di burro. Il mio senso di colpa preventivo nei confronti del burro mi impedisce di farlo.

Io ho dichiarato tutto quello che so sull’omelette, adesso ditemi voi, per l’amor di dio, come fate l’omelette? E se esistete, uomini e donne dalla chiusura a portafoglio, confessatevi. Ci sono qui io.

[Crediti | Link: Dissapore, Sky Uno, immagine: Smitten Kitchen]