di Adriano Aiello 12 Giugno 2015
McLobster

Alla fine lo hanno fatto. In un tripudio di ossimori e invettive da marketing estremo McDonald’s ha affiancato al McVeggie e al McAngus, il McLobster: panino con l’astice canadese che costa 10 euro insieme una bibita, qualche centesimo meno in solitaria, 2 euro di più in versione menù.

Lo hanno fatto perché:

— Siamo sotto Expo. E con “Expo 2015 inizia un appassionante viaggio alla scoperta del pianeta. McDonald’s lo affronta con gusto!
– -“È internazionale e locale “. Insomma glocal e quella retorica lì, intenta a modulare l’offerta sulle tradizioni gastronomiche del territorio. Perché anche al Mc si possa essere un po’ slow…

Lo hanno anche ben assemblato. E per quanto mi riguarda potrebbe passare agli annali come il miglior panino di McDonald’s.

Ma anche il più inutile rispetto al target e al posizionamento della catena. Che pare non volere più accettare la propria natura di posto dove vai per spendere poco e non vai a mangiare astice. A saperlo prima non li inserivo in ultima posizione nella classifica dei migliori hamburger da catena. Semplicemente perché ora sono un posto gourmet, non ne hanno più legittimità.

Troppo astice al fuoco, bando alle iperboli e proviamo ad andare in ordine

Come l’hanno fatto?

Interpretando al minimo e in versione fast la ricetta dell’astice alla catalana. Quindi lieve bollitura e condimento con limone, pomodoro e teoricamente cipolle.
Probabilmente si sono guardati in giro. A Milano il piatto è proposto con successo al Corallo, al Fishbar de Milan e al Lovster, se non dimentico qualcuno.

Cosa non funziona del McLobster come panino del Mc Donald’s, non in quanto panino universalmente riconosciuto come tale?

– Costa troppo. Se le persone con cui mi sono confrontato (non una comunità di peruviani a digiuno da inizio mese) sono un buon campione, l’idea generale rimane sempre quella: non vado al McDonald’s per mangiarmi 10 euro di panino.
– Non sfama. Dopo sono scattati i taralli di sopravvivenza e due pesche.
– Si digerisce. Ok, questa è per ridere.

McLobster

mclobster

Mclobster

Passiamo alla mera e algida prova d’assaggio.

Paragonato ai nuovi McAngus e McVeggie (non ai classici storici, da rutto compulsivo) è il panino del decennio. Il morso è delicato e gustoso il giusto, dal profilo quasi troppo basso. La materia prima non fa strappare i capelli, ma nemmeno inorridire. Anzi. E la cottura, qui la grande novità, è centrata. L’astice insomma non è gommoso!

Non convince il pane! Primo perché restituisce quel sapore Mc, che non mi sembrava vero aver relegato sullo sfondo.  Ma soprattutto perché è troppo dolce ,considerando che dentro abbiamo astice, pomodoro, maionese e songino. Siamo nell’impero del bacon, forse varrebbe il caso spolverarne un po’ da qualche parte per dare un po’ di sapidità. O esaltare di più l’acidità, ma il limone non arriva molto.

Insomma, prima si è sorpresi della sobrietà, poi un po’ dubbiosi su quantità e ricchezza di sapori. E alla fine si esce con l’atteggiamento del tennista italiano che vince il primo set con Djokovic e poi perde con dignità.

Ora però attendiamo solo il McHipster (cit.). A Milano rigorosamente con lo stracotto d’asino. Da mangiare solo se dotati di orlo al polpaccio. Game, set and match.