Menu rosa senza prezzi: indegno e sessista o un gesto di buon gusto?

Nei pochi giorni in cui Guido Barilla commette l’epic fail che gli aliena le simpatie di omo(ed etero)sessuali in tutto il mondo e la Presidente della Camera Laura Boldrini prende posizione contro le pubblicità sessiste arriva Tea, una brillante blogger statunitense ad accusare i ristoranti italiani di “atti indegni” e di “schifoso fascismo sessista”.

Cosa è successo? Il cameriere le ha palpeggiato il sedere? Il proprietario le ha regalato un busto di Mussolini? Lo chef si è stupito che abbia ordinato coda alla vaccinara perché “non è un piatto da donne” (storia, ahimè, realmente accaduta)?

No. Le hanno consegnato un menu senza prezzi.

Tea è una delle firme più raffinate e autoironiche del sito Vice: nata in Croazia ma cresciuta negli Stati Uniti. E il resoconto della sua esperienza, oltre a essere esilarante, ci ributta nelle pericolose pastoie delle differenze di genere al momento di sedersi a tavola.

Riassumiamo. Tea e il fidanzato (americano anche lui) vanno a cena in un ristorante del centro di Verona. Lei apre il menu e di fianco ai piatti non trova neanche una cifra.

“Mancava qualcosa, e non mi riferisco alle pietanze senza glutine. ‘Non ci sono i prezzi!’ ho esclamato. Dopo aver controllato il menù, il mio fidanzato ha cautamente risposto ‘Tesoro, non prendertela, ma questo è un ristorante vecchio stile, e i menù coi prezzi li danno solo agli uomini’ “.

Il suo stomaco progressista si chiude, ma decide di dare un’ultima chance al ristorante e chiede la carta dei dolci. Anche lì, nel suo menu niente prezzi – presenti, invece, in quelli del suo commensale. A quel punto si rivolge al titolare, spiegando piccata che pagherà lei il conto per entrambi, e che quindi vuole sapere quanto abbiano speso, visto che non ha potuto scoprirlo dal menu. Segue spassoso botta e risposta.

— “È un riguardo che abbiamo nei confronti delle signore, perché non debbano badare ai costi!”

— “Forse era così quando le donne non potevano guadagnarsi lo stipendio. Ma ora possiamo, io posso, e guadagno, perciò insisto. Quanto le devo? Ad ogni modo, persino se fossimo nel passato, sarebbe stato segno di riguardo darmi il menù coi prezzi, dato che paga lui, così da poter scegliere il piatto più caro!”

— “Senza aver minimamente capito le mie intenzioni (o la mia battuta) ha insistito: ‘È una tradizione italiana’ “.

— “Giustificare tutto con la tradizione è da codardi e ignoranti” ho urlato mentre indietreggiava”.

Che quello del conto al ristorante fosse un annoso problema, in cui emancipazione femminile e cavalleria maschile non sempre riescono a conciliarsi, già si sapeva, tanto che in un vecchio post dedicato al ristorante Arnolfo ci pensò la nostra editor Sara Porro ad accendere la discussione definendo la doppia versione dei menu “una biasimevole e anacronistica abitudine da abbandonare quanto prima”.

Eppure c’è chi rivendica fieramente il diritto di offrire la cena, e considera il menu rosa un gesto di buon gusto, forse un po’ datato, ma delicato e apprezzabile.

Esageriamo noi a suonare la sirena femminista per le donne che nella pubblicità recitano solo il ruolo di casalinghe servizievoli e cuochi amorevoli – le stesse donne che al ristorante si fanno lietamente offrire la cena, anche perché impossibilitate a pagarla loro stesse?

O sarebbe invece tempo di sbarazzarci delle (italiche) abitudini che continuiamo a perpetuare in nome della “tradizione”?

[Crediti | Link e immagine: Vice]

Avatar Giorgia Cannarella

1 Ottobre 2013

commenti (71)

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  1. Avatar Cuoco ha detto:

    La blogger dimostra, se ancora ce ne fose bisogno, che c’è una incolmabile differenza fra una signora e chi, per un puro capriccio cromosomico, nasce di sesso femminile

    1. Avatar Silvia ha detto:

      mi ricorda molto una dirigente della mia azienda che, chiamata in modo cortese “signora”, e volendo ribadire che lei era laureata e quindi poteva fregiarsi del prestigioso appellativo di “dottoressa”, rispose a un malcapitato: “e guardi che io non sono una signora”… risposta (meritatissima): “si me ne sono accorto”.

    2. Avatar Susinadamaschina ha detto:

      Cuoco, questa volta hai proprio ragione 🙂

    3. Avatar Guido ha detto:

      completamente d’accordo. Contenuti assolutamente inutili e post veramente mediocre.

  2. Avatar Antonio Scuteri ha detto:

    Sul menu rosa senza prezzi ognuno la pensi come vuole. Una cosa mi sembra però certa: Tea è leggermente isterica e molto arrogante.

    1. Avatar Andrew ha detto:

      Ma no, è autoironica e scrive su Vice! Siamo noi che non capiamo. Quelli di Vice sono avanti, avantissimo – sono dei cazzo di hipster che ne sanno a pacchi! Complotti, rave, misteri, musica indie… loro sono arrivati prima e probabilmente se ne sono già andati.

    2. Avatar marziano ha detto:

      concordo direi che vice stavolta l’ha fatta sulla tazza. ma ciò la dice lunga su quanto sia ormai l’ennesimo media insulso che vira al politically correct.

    3. Avatar Paolo ha detto:

      Marziano: “che vira” di sicuro, che viri al politically correct mi pare esagerato. Che c’e’ di politically correct in quel fantasioso racconto di una finta indignazione probabilmente mai avvenuta?
      Vira, si, ma fuori dalla tazza. Succede, ad essere a tutti i costi hipster, metrosexual, sul pezzo. Cosi’ virati, da apparire come una caricatura mal riuscita delle macchiette di Alberto Sordi dei bei tempi.
      Ora che i social-cosi hanno permesso a costei di avere i suoi 5 minuti di notorieta’, potrebbe tornare a lavorare per guadagnarsi la pagnotta come tutti noi barboni.

  3. Avatar Giacomo ha detto:

    Ritengo che questa sia una polemica del tutto pretestuosa.

    Ben venga l’emancipazione femminile, ma mettiamoci d’accordo. Se si trattano le donne alla pari ecco qualcuno che si lamenta della scomparsa della cavalleria, se si cerca di preservare un minimo di cortesia verso il sesso femminile ecco che si parla di sessismo.

    La Signora Tea avrebbe potuto tagliare corto e chiedere direttamente un menu con i prezzi. Non credo che glie l’avrebbero negato. Invece ecco la ramanzina su quanto gli italiani siano retrogradi e sessisti.

    Io ho vissuto negli Usa e rispondo alla Signora Tea che è proprio il nostro modo di fare che fa innamorare le signore Statunitensi: Cavalieri, romantici e anche un pò “old style”. E, benedette donne, decidetevi una volta per tutte.. 🙂

    Paese che vai usanza che trovi.

  4. Non c’è bisogno di urlare o far indietreggiare chicchessia, ma sulla sostanza ha ragione, ragionissima. E buttarla sulla tradizione è veramente da codardi.

  5. Avatar sonia ha detto:

    Ah ah ah!
    Quante volte mi è successo e ogni volta mi ha fatto ridere e arrabbiare!
    La trovo una cosa ridicola e anacronistica, certo ci sono cose peggiori.
    La prima volta ero al ristorante per lavoro con un collega, dovevamo dividere il conto a metà e avevo bisogno di sapere il costo esatto (avevamo un limite di budget).
    L’ultima volta, recentissima, ero al ristorante con mio marito e “offrivo” io perchè era il suo compleanno…

    1. Avatar Cuoco ha detto:

      E il menu senza prezzi lo hanno dato a tuo marito, spero 🙂

    2. Avatar rosa ha detto:

      è successo anche a me per il compleanno del mio ragazzo… ma senza fare tante storie, abbiamo ordinato ciò che ci andava e al momento del conto io ho passato la carta di credito al mio ragazzo, che senza mettere in imbarazzo nessuno ha pagato. fine della storia.

  6. Avatar Vinchef ha detto:

    Non mi sembra per niente un comportamento sbagliato da parte delle persone in sala, se si vuole basta chiedere il menu con i prezzi piuttosto che ricoprire di fango chi ha pensato di fare un gesto estremamente signorile

  7. A parte le crisi isteriche di fronte a questi episodi, trovo che il menu senza prezzi per le donne sia davvero un’abitudine arretrata, possibilmente da eliminare quanto prima. Sono d’accordo con Sonia, è ridicolo e anacronistico.

  8. Avatar Rosi ha detto:

    chi paga entra per prim* e, sorridendo, dice al maitre: “i signori/la signora/il signore sono miei ospiti”.
    Fine della polemica.
    Chiaro che se un* non conosce l’usanza e si vede recapitare un senzaprezzi ha come unico modo intercettare il suddetto maitre e chiedere, sempre sorridendo, un conprezzi.
    Ri-fine della polemica.

    1. Avatar Sara ha detto:

      Volevo scriverlo io ma lo hai già fatto tu :), Grazie! Menu senza prezzi agli ospiti, punto.

  9. Avatar Clo ha detto:

    Ma perchè menu “rosa”? capisco che può essere carino non dare il menu coi prezzi a chi è invitato, ma ormai chi dice che a invitare sia l’uomo?

    La scorsa settimana, in uno stellato, il conto l’ho pagato io, non mio marito. E a volte capita di invitare colleghi o amici o parenti a cena.

    il menu senza prezzi a me l’hanno dato, e sinceramente l’ho trovata una cosa anacronistica e lievemente fastidiosa. Non da fare scenate, certo, ma penso che la prossima volta chiederò semplicemente un menu normale.

    PS si, ci sono automatismi dei camerieri – certi piatti sono considerati più maschili, quindi, nonostante li ordini io, quando arrivano vengono inevitabilmente dati a mio marito.

    Sulla blogger: penso si sia sentita offesa perchè il menu senza prezzi sembra un gesto di “condiscendenza” più che una “gentilezza”. Ed è vero.

  10. Avatar hagrid ha detto:

    Si, è capitato anche a me in alcuni ristoranti stellati, e con la mia compagna ci abbiamo riso sopra. Può essere anacronistico ma i fondo è un peccato veniale, basta chiedere il menù con i prezzi e sono certo che nessun ristoratore si rifiuterà di farlo. A me sembra una tempesta in un bicchier d’acqua, francamente, come dire che aprire la porta per far passare una signora non è un atto di gentilezza …

    1. Avatar Giacomo ha detto:

      sono d’accordo con chi dice che chi offre entra per primo e chiede, se vuole, il menu senza prezzi per i propri ospiti.
      il resto è fuffa, ma continuo a considerare una gentilezza, seppur molte volte non richiesta, la consegna del menu senza prezzi all’ospite di turno.
      In molti film americani si vede l’uomo di turno aprire la portiera alla dama, o addirittura accompagnare la sedia al tavolo del ristorante. in questo caso nessun americano retrogrado da insultare?
      viva l’emancipazione femminile ma non si perda il gusto di essere cavalieri, almeno all’interno degli italici confini.