Olio extravergine d'oliva biologico

Quando si parla di vini biologici abbiamo tutti un’opinione a riguardo (tra le più gettonate c’è quella delle “puzze” e di una certa difficoltà di comprensione, in netto miglioramento), ma si parla molto meno delle etichette bio nel mondo dell’olio extravergine.

Se 7 giorni fa con la Prova d’assaggio sperimentavamo le fasce di prezzo della GDO, stavolta siamo andati alla carica dell’olio extravergine 100% italiano biologico.

Durante una prova d’assaggio, anche se si è dei semplici mortali con un palato medio e non un pool di tecnologi alimentari, si cerca di mantenere un grado di concentrazione alto e costante.

Nel momento in cui poi si scoprono le carte e i partecipanti capiscono a quali marche hanno dato i loro spietati voti, ci si rilassa, si sorride.

Noi stavolta ci siamo particolarmente rilassati disquisendo dell’olio di una nota giornalista tv italiana e delle vicissitudini ancora sconosciute che l’hanno portata a non vederci tanto bene nell’atto della spremitura a freddo. (Provateci voi a bere 5 oli dal bicchierino e non delirare).

contendenti prova d'assaggio olio extravergine bio

CONTENDENTI:

Turri – Olio extra vergine di oliva biologico
Frantoio di Santa Téa Gonnelli – Olio extra vergine di oliva biologico
Esselunga – Olio extra vergina di oliva toscano IGT
Cesare Buonamici – Olio extra vergine di oliva biologico
Clemente – Tenuta Paglicci Olio extra vergine di oliva biologico

prova d'assaggio alla cieca olio extravergine bio

Il test è stato svolto alla cieca, assaggiando l’olio in purezza e anche con del pane toscano senza sale.

CRITERI:

Aspetto visivo
Profumo
Consistenza
Sapore

#4: CESARE BUONAMICI

olio bio buonamici

olio bio buonamici

Confezione da 0,75 l, specifiche: 100% italiano – biologico – olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.

– Giudizio: il peggiore tra quelli provati 
– Packaging: 
bottiglia in vetro 
– Aspetto visivo:
 limpido di colore giallo
– Profumo: molto lieve, quasi nullo
– Consistenza: poco denso
– Sapore: 
piuttosto inafferrabile, blando
– Prezzo: 
10,99 €  (0,75 l)
– In breve: 
sapore? Non pervenuto
– VOTO: 
4

#3 (ex aequo): ESSELUNGA

olio bio esselunga

esselunga olio bio

Confezione da 0,75 l, specifiche: olio extra vergine d’oliva biologico – olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici. Toscano IGP ottenuto principalmente con olive delle varietà frantoio, moraiolo e lecchino leccino.

– Giudizio:  troppo piccante, non bilanciato
– Packaging: 
bottiglia in vetro 
– Aspetto visivo:
 colore vivo e limpido
– Profumo: gradevole
– Consistenza: piuttosto liquido
– Sapore: 
il sapore è abbastanza intenso, ma sul finale è decisamente piccante: troppo. Resta bruciore in gola. 
– Prezzo: 
11,99 €  (0,75 l)
– In breve: 
un impensabile sostituto dell’habanero?
– VOTO:
5

#3 (ex aequo): FRANTOIO DI SANTA TEA 

frantoio santa tea

frantoio santa tea 2

Confezione da 0,75 l, specifiche: olio extra vergine d’oliva biologico 100% italiano estratto a freddo – olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.

– Giudizio:  troppo amaro, non bilanciato
– Packaging: 
bottiglia in vetro 
– Aspetto visivo:
 limpido e con una nota leggermente verdognola
– Profumo: piacevole, ricorda le olive
– Consistenza: abbastanza denso
– Sapore: 
inizialmente gradevole e intenso, sul finale vince il gusto amarognolo, anzi decisamente amaro 
– Prezzo: 
14,84 €  (0,75 l)
– In breve: 
un inaspettato sostituto del cioccolato nero?
– VOTO: 
5

#2: CLEMENTE

olio bio clemente

olio clemente bio

Confezione da 0,75 l, specifiche: olio extra vergine d’oliva biologico 100% italiano estratto a freddo- olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici. Cultivar prevalente: Ogliarola

– Giudizio:  un olio “deciso” senza estremismi
– Packaging: 
bottiglia in vetro 
– Aspetto visivo:
 colore vivo e con una nota verdognola
– Profumo: gradevole
– Consistenza: denso
– Sapore: 
il sapore è molto gradevole, bilanciato tra un po’ di amarognolo all’inizio e un finale leggermente piccante 
– Prezzo: 
8,99 €  (0,75 l)
– In breve: 
l’insalata ringrazia sentitamente
– VOTO: 
7 1/2

#1: TURRI

turri olio extravergine

turri olio bio

Confezione da 0,50 l, specifiche: olio extra vergine d’oliva biologico ottenuto a freddo 100% italiano – olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici.

– Giudizio:  il più saporito e gradevole dell’intera prova d’assaggio
– Packaging: 
bottiglia in vetro 
– Aspetto visivo:
 colore giallo vivo e limpido
– Profumo: gradevole, ricorda il carciofo
– Consistenza: piuttosto liquido
– Sapore: 
 la tendenza è al piccante, ma senza esagerare e con un sapore piacevole e intenso
– Prezzo: 
9,98 €  (0,50 l)
– In breve:
ennesima bellezza from Cavaion Veronese, mi ci dovrei trasferire…
– VOTO:
8

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO:

pane con olio

Abbiamo imparato che: nonostante i prezzi degli oli biologici nella grande distribuzione siano tendenzialmente più alti e appartenenti ad una sola fascia di prezzo, ci sono differenze non trascurabili tra i prodotti.

E poi abbiamo capito che  il profumo non è una delle caratteristiche migliori dell’olio biologico.

Inoltre abbiamo capito (dopo le ultime due prove d’assaggio, realizzate con lo stesso pool di degustatori e sempre sull’olio) che gli oli non biologici hanno una personalità più spiccata (almeno alcuni).

Però non abbiamo scoperto cosa sia successo all’occhio di Cesara Buonamici. Eddai, si fa per ridere!

commenti (28)

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  1. Avatar Enrico-2 ha detto:

    Continuo a non capire perché bisogna utilizzare sempre prodotti esselunga e mai della concorrenza (gdo) che pure fa prodotti comparabili !!!!
    Paura della coop ?

    1. Avatar Alessandro78 ha detto:

      Se non sbaglio la Coop è anche la prima azienda (in termini economici) della gdo, quindi non ci sono scuse…

  2. Avatar Ganascia ha detto:

    refuso su esselunga: la varietà è “leccino” e non “lecchino”

  3. Avatar Paolo ha detto:

    Mi manca un dato, gentile Carlotta: la specifica, una qualunque, dell’aggettivazione “biologico”.
    Sul vino esiste una tale confusione, che ogni volta viene specificato che NON esiste una definizione di legge, quale e quante certificazioni bio-qualcheccosa sono riferite a quel prodotto (dalla bodinamica alla lavoraizone vegan-compliant)
    Per l’olio, invece, cosa significa “biologico”? Una classificazione normativa? Una definizione di un ente accreditato ISO-saimai? Qualcosa che attiene ai metodi di coltivazione, o si allunga anche nei processi di lavorazione?
    Per capirci: a parte il nome (ma una rosa è una rosa…) non vi è alcun elemento che distingue, caratterizza e qualifica questa prova di assaggio dalla precedente “Extra Vergine di Oliva”.

  4. Avatar Giulio ha detto:

    Paolo: l’olio da agricoltura biologica deve essere prodotto seguendo un determinato disciplinare stabilito dall’Unione Europea. Lo trovi qui:

    http://ec.europa.eu/agriculture/organic/

    Comunque, da produttore (amatoriale) di olio dico che sarebbe stato interessante capire la zona di provenienza degli oli esaminati nonché delle varietà utilizzate, ma credo che molti produttori (o imbottigliatori, come nel caso dell’Esselunga) lo omettano…

    1. Avatar Graziano ha detto:

      Si, anche il DOP ha i suoi “disciplinari” e regole, tipo che le olive devono essere raccolte in piccole vaschette e spremute entro 24 ore se non erro…poi però succede come fa uno della mia zona, lui è nel consorzio DOP e fa prezzi di conseguenza, ma a parte il nome DOP sai che fa?
      1) Raccoglie tutte le olive, pure quelle per terra marce, lo so perchè il suo prato confina con quello di mio padre e quando passa a raccogliere non si vede più alcuna oliva per terra.
      2) Le olive le ammassa in cantina per giorni e giorni, poi quando va al frantoio sai che fa? Le mette nelle famose “vaschettine” e fa la scena di andarle a spremere in esse, in giornata 😀
      Inutile dire che alla gente della zona il suo olio non lo vende, ma va perlopiù ai turisti.
      PS: Diversi anni fa (prima che entrassero nel consorzio DOP, che forse allora manco esisteva) gli stessi personaggi furono visti da alcuni del posto scaricare dal loro furgoncino diverse taniche di olio di semi…se lo usarono per friggere, devono avere mangiato fritto per 365 giorni filati, colazione, pranzo e cena 😀
      ————–
      Questo solo per dire che l’unico modo per andare sul sicuro è o farselo da soli, oppure andare da persone fidate.
      Purtroppo.

    2. Avatar MAurizio ha detto:

      Oddio. “Dell’olio dei contadini” spesso è bene fidarsi “poco”.
      Ricordo che nonno (vecchio contadino, appunto) era ricchissimo di aneddoti su olio fatto con olive pessime (la molitura al frantoio si paga a peso, una volta in natura, con olio appunto, che poi il frantoio rivendeva: un classico trucco era di raccogliere le olive già abbastanza “secche” e di aspettare vari giorni prima di macinarle per farle perdere acqua = peso. Rendevano di piu’ ovvero piu’ litri di olio per unità di misura – da noi il “tumino” – in teoria 50 litri di grano, per le olive ca 40 kg e si spendeva meno al frantoio – da noi si pagava un litro d’olio per tumino macinato, adesso non più solo contante)
      Le olive venivano raccolte (e spesso in autunno, bagnate e sporche di fango) e ammucchiate per terra, in uno strato di max 20 cm (perché poi iniziavano a fermentare e “fumavano” …) a volte per 6-7 giorni prima della molitura.
      Nei frantoi poi avvenivano le frodi maggiori. Intanto bisognava sorvegliare le proprie olive (per evitare scambi fraudolenti e/o “alleggerimenti)…
      Ma poi l’olio “del frantoio” era spesso olio “riciclato” (e venduto ai gonzi convinti di comprarne genuino) se non “allungato” o peggio con olio di oliva (non EVO …) sansa o semi.
      Al giorno d’oggi, un olio EVO da disciplinare NON può costare meno di 10 euro a litro.
      Va poi considerato che la scorsa annata è stata davvero pessima. Da noi (Cilento) pochissimi hanno prodotto olio (noi neanche un litro con oltre 100 piante : a memoria negli ultimi 40 anni, NON era mai capitato)
      Una prova fatta su olio 2014 DEVE necessariamente tener conto della pessima annata e da dove venissero le olive (senza passaporto, si spera) 🙂

    3. Avatar gianlù63 ha detto:

      anche io ho 100 piante e neppure un litro

    4. Avatar Graziano ha detto:

      Appunto, come dicevo meglio farselo da soli se si può (come fa la mia famiglia, e solo per uso famigliare, non per venderlo, quindi l’unico interesse è farlo il più buono possibile) o andare da persone fidate.
      PS: sui laghi lombardi siamo stati più fortunati, seppur meno e con qualità più bassa rispetto ad altri anni, dell’olio si è fatto lo stesso anche l’anno scorso.

    5. Avatar Alessandro78 ha detto:

      Maurizio e Graziano, i vostri commenti sono più utili e interessanti di questo articolo.

  5. Carlotta Girola Carlotta Girola ha detto:

    Paolo in effetti non è cosa facile da capire… per ottenere la certificazione sono ammesse olive provenienti da oliveti “biologici”, ma anche olive provenienti da oliveti biologici certificati “in conversione” daranno origine a oli “in conversione”.
    Noi abbiamo scelto 5 bottiglie certificate, ma sull’etichetta non è specificato a quale delle due categoria appartengano.

    http://www.parcomurgia.it/public/web/documenti/Disciplinare_di_produzione_olio.pdf

    1. Avatar Paolo ha detto:

      Temevo appunto il concetto “nell’etichetta non è ben specificato se…”

  6. Avatar Daniele ha detto:

    Quando l’amaro nell’olio viene descritto come un difetto e ci si spinge a dire che andrebbe bilanciato (con cosa??) qualcosa dentro di me muore…

    1. Carlotta Girola Carlotta Girola ha detto:

      Il troppo amaro non è un difetto?

    2. Avatar Daniele ha detto:

      Troppo rispetto a cosa? L’amaro e il piccante si generano nell’olio extravergine come conseguenza di un alta presenza di polifenoli, se in un olio extravergine toscano prodotto con olive di cultivar frantoio non è ben presente questa caratteristica bisogna iniziare a preoccuparsi fortemente. Uno può preferire un più delicato olio del garda o della riviera ligure ma dire che l’amaro sia un difetto proprio no

  7. Avatar Pimm's ha detto:

    Non ho capito perché vuoi trasferirti nel veronese. Quello assaggiato in prova non è l’olio del Garda Turri, che costa 36,80 € al litro, ma un comunissimo olio di olive italiane.

    1. Avatar Graziano ha detto:

      Esatto, dei loro oli, l’unico dove alla voce Provenienza anzichè scrivere un generico Italia scrivono “Provenienza: Veneto, Lago di Garda Orientale”, è il “Turri Olio Garda DOP”, e il prezzo è ben diverso, come tu dici.

    2. Carlotta Girola Carlotta Girola ha detto:

      Perchè l’azienda ha sede lí? Perchè mi piace il Garda? Perchè mi piace Cavaion? Perchè ho trovato quell’olio buono? Eddai, si fa per dire.

    3. Avatar giacomo ha detto:

      Grazie per l’articolo, ieri sera al supermarket ho preso l’olio Turri, veramente un buon prodotto.
      Una postilla per i “fenomeni” del web che bazzicano questo e molti altri blog, in tutta serenità, ma siete davvero così XagaXazzi? o recitate un ruolo? alla faccia di stanislavskij, siete più convinti di un colonnello sunnita.
      Va bene che noi amanti del mangiare siamo puntigliosi e correggiamo chiunque, ma tutto ha un limite, e non mi riferisco a questo post in particolare, ma alla sequela di tritamenti di balle che sottoponete ogni malcapitato autore di questo o quel determinato pezzo.
      Ecco, “sfuriata” cessata, oggi sono pigro e non faccio nulla, mi dedico al prossimo, scusatemi. 😀

  8. Avatar Ludovica Baroni ha detto:

    Anche dalle risposte che sono pervenute dopo il vostro articolo si capisce bene che non siete degli esperti in materia!! E vi ringrazio di averlo sottolineato.
    E forse sarebbe meglio che vi informaste prima di scrivere questi articoli!!!
    Occorre fare chiarezza su un aspetto fondamentale:l’amaro ed il piccante non sono difetti ma pregi(!!!!!)in quanto indicatori di qualità, di presenza anche di polifenoli nell’olio … così come si trovano nelle olive…
    E questo non lo ha deciso nè i consumatori nè i produttori ma il COI- Comitato Olivicolo Internazionale!!!

    N.B. Ma cosa possiamo aspettarci da un profilo http://www.luomocoltoscano.tk la cui bevanda preferita è la coca cola con i pizzoccheri??

    1. Avatar Graziano ha detto:

      Vero il discorso dei polifenoli, ma se l’amaro prevale sugli altri sentori, per alcuni (probabilmente i più) potrebbe essere un difetto, seppur soggettivo e non oggettivo.

  9. Avatar Ludovica Baroni ha detto:

    ma perché parlare allora di un difetto se è soggettivo???
    c’è chi ama anche le sensazioni forte e decise e considera scialbo un olio privo di piccante e amaro.. non capisco perché criticare sulla base del nulla..!!

  10. Avatar Gladis ha detto:

    Ho comprato l’olio esselunga bio un mese fa, ed è stato deludente: praticamente insapore e inodore. Risulta di gran lunga più gustoso il suo “cugino” economico (olio extra-vergine d’oliva esselunga), che invece uso solo per cucinare.