di Andrea Soban 31 Agosto 2015
Open Baladin Fest 2015

Torino: un week end (quello appena passato) caldo e un po’ sonnacchioso. Molti turisti per le vie del centro ma diversi bar sono chiusi o ancora in vacanza. E a noi poveri assetati chi ci pensa? Chi ci offre una birra rinfrescante? Ovviamente l’Open Baladin Fest, seconda edizione, organizzato da Birra Baladin. “Chi altri?”, direte voi, e in effetti avete ragione.

Nel senso che se un marchio si può permettere di creare un evento e far partecipare anche i concorrenti, forse ha davvero qualcosa in più.

teku open baladin fest torino 2015stand open baladin fest torino 2015spine birre open baladin fest torino 2015

Il mood è quello di una festa popolare, ma invece che le solite birre alla spina un po’ insipide, qui i birrofili hanno trovato pane per i loro denti. Il format è semplice: cibo (buono), musica, un tocco di show (con la cotta in piazza, gli incontri moderati da Kuaska, super esperto del settore, l’esibizione degli skater) e ovviamente fiumi di birra artigianale.

Matterino (Teo) Musso, guru della birra artigianale in Italia e logo umano della linea Baladin, si è creato un evento che rispecchia tutto il suo credo. L’Open Baladin Fest, lo dice la parola, è open: come la ricetta aperta e modificabile della birra, open come la rete di birrerie Baladin “aperte” alla vendita e alla promozione non solo del marchio di casa, ma di tanti altri birrifici italiani.

Birre vive a prezzi popolari: una sorta di paradiso in terra per i maniaci del luppolo. Ad assaggiarle tutte, insomma, la festa popolare di Baladin si potrebbe paragonare ad un’impegnativa giornata a Vinitaly, roba da non ricordarsi più dove si è parcheggiato la mattina stessa.

kuaska open baladin fest torino 2015

L’anno scorso c’erano state codazze mostruose e un po’ scoraggianti alle casse.

Quest’anno invece erano attive le prevendite: 2 euro per ogni gettone, ossia per ogni degustazione in formato teku (il bicchiere creato da Teo Musso, rieccolo, e Kuaska). Torna il concetto “open”: prezzi alla portata anche degli studenti fuori sede.

prezzi open baladin fest torino 2015

Due gettoni per un trapizzino in trasferta torinese, stupendo cibo di strada inventato a Roma, e 3 per un hamburger.

Come a dire che anche la pratica di “asciugare la bevuta” è rimasta nei ranghi di una spesa sostenibile. Niente fighetterie, insomma, né panini con ricarico stratosferico. Il pubblico ringrazia.

teo musso open baladin fest torino 2015

Teo Musso, più corteggiato di Belen, ma mai in preda all’ansia da bolgia organizzativa, dixit:

“Abbiamo 160 spine diverse, frutto di una selezione che quest’anno è stata di alto livello. Questa più che una manifestazione è una bella festa, dove la gente viene a divertirsi. E’ una bella giornata, fa caldo, speriamo di bissare il successo dello scorso anno e arrivare intorno ai 20mila visitatori.”

folla open baladin fest torino 2015skater open baladin fest torino 2015

Piazzale Valdo Fusi: ampia conca pedonale utilizzata pure come skate park e dominata da Casa Canada (“abbandonata” dalla fine delle Olimpiadi invernali).

E’ qui che il buon Teo ha pensato di creare la nuova sede del terzo episodio (dopo Roma e Milano) della saga dei locali a marchio Open Baladin.

interno birreria open baladin fest torino 2015

Festa dentro la festa: la gente beve, si diverte e sbircia dentro e fuori dalla birreria.

Dentro è l’impero indiscusso di Mr Baldain, appena fuori ci sono le spine dei birrifici forestieri e gli stand di street food. Ma lo sappiamo che chiamare “street food” il trapizzino è un po’ riduttivo. Decisamente riduttivo.

stefano callegari open baladin fest torino 2015trapizzino open baladin fest torino 2015trapizzino open baladin fest torino 2015

I torinese, ormai, le conoscono tutte queste cose buone, visto che Slow Food e Salone del Gusto hanno fatto scuola.

I turisti di passaggio, invece, si sono trovati catapultati in una delle più alte concentrazioni di cibo da gran salivazione: innanzitutto  l’inventore Stefano Callegari che dirigeva di persona i lavori di farcia del Trapizzino.

Poi hamburger, gnocco fritto, focaccia di Recco, lampredotto fiorentino, le bombette di Alberobello. E, udite udite, i ricoperti alla birra e alla cola Baladin di Pepino. Alla faccia.

ape pepino open baladin festpatata ripiena poormanger torino stracciata pugliese

Menzione d’onore per i torinesi Poormanger con le loro patate ripiene al forno (da provare la new entry in versione estiva all’insalata di polpo e olive taggiasche, ma anche il ripieno più classico con la stracciata pugliese).

Sì, scusate, mi sono perso un attimo nello street food (mi capite, no?), torniamo alle birre. Insieme ai padroni di casa, Baladin e Birra del Borgo ovviamente, la lista dei birrifici presenti metteva i brividi. E considerate che per ciascun birrificio c’erano due birre, fatevi il conto.

lista birre open baladin fest torino 2015

Foglie d’Erba, Toccalmatto, Brewfist, Montegioco, Extraomnes, Del Forte, Olmaia, Clandestino, Vecchia Orsa, Birrificio Italiano, Birrone, solo per citare alcuni.

Bilancio della giornata: decisamente positivo.

E, per capirci, il picco della festa per me sono state le degustazioni della Zest di Extraomnes, l’Utopia di Vecchia Orsa, Babel di Foglie d’Erba e una “pulita” Violet Shared di Opperbacco.

C’eravate? Avete bevuto qualcosa di imperdibile che mi è sfuggito?