di Carlotta Girola 28 Agosto 2015
Pasta una sola padella

Di come cucinare la pasta si è detto tutto, o quasi. I tradizionalisti considerano solo la bollitura in acqua, gli sperimentatori la risottano, gli alternativi la finiscono al cartoccio, i  contemporanei usano la pentola a pressione.

Si prevede che, entro il 2020, esisterà anche un nuovo mettono di cottura sul camino, ancora in fase di sperimentazione alla Nasa. Si fa per ridere, dai, ma sulla pasta in Italia non tutti hanno voglia di scherzare.

Se da noi è argomento serio e al limite del fanatismo, altrove ci si diverte di più, prendendo la pasta un po’ meno sul serio. E’ per questo che agli americani, a volte, si riescono a perdonare delle variazioni sul tema non propriamente ortodosse. Li si lascia fare, coscienti che poi i bambini monelli d’oltreoceano torneranno sulla retta via alla loro prima visita nel Bel Paese.

E’ il caso della ricetta della “Pasta in una sola padella” che nel 2013 ha fatto il giro del web, partendo da Martha Steward Living e arrivando nelle case dei pastafili  degli Stati Uniti, e persino sul sito americano Food52, che ne ricostruisce la genesi.

Nora Singley e Matteo Martella

La ricetta, oggi, ha un nome e un cognome e suona molto italiano. Anzi, per la precisione, suona pugliese: Matteo Martella from Peschici, proprietario del ristorante La Taverna.

In una tarda notte d’estate dell’ormai lontano 2011 la chef-tv americana Nora Singley (food-stylist per Martha Stewart) entrava nel retro della cucina di questo ristorante e l’arcano le veniva svelato. Uno chef italiano, in 9 minuti, la iniziava al “butta tutto a crudo in padella, accendi il fuoco e disinteressati della cosa”.

Che poi è un modo alternativo per dire pasta risottata.

Gli americani, ingolositi dai colori mediterranei (e come non esserlo), dal fatto di poter sporcare una sola pentola, rapiti dal genio e follia dell’uomo del Sud ci stanno ancora a pensare dopo quattro anni.

Pasta a crudo

L’hanno inserita nella rubrica delle ricette geniali, ci hanno ricamato intorno ricette diverse partendo dalla primigenia pasta al pomodoro, gli hanno tributato un successo inenarrabile.

E, nel frattempo, in questi quattro anni nella patria della pasta si è ampiamente sdoganata la risottatura (esiste? Nel caso, lo coniamo noi).

pasta al pomodoro

Perché questo metodo di cottura ha letteralmente conquistato gli americani?

In primis perché viene da un italiano, quindi viene catalogata come Made in Italy.

Poi metteteci che, in media, l’americano in cucina ha pochissimo tempo e meno dimestichezza di noi quando si tratta di spaghetti, e questo metodo a crudo regala qualche possibilità di riuscita anche ai negati cronici.

E infine la questione “simil-Bimby”: realizzare un piatto da cima a fondo e, alla fine, lavare un solo arnese. In alcuni casi, si potrebbe anche mangiare dalla pentola stessa, trasformando tutta la faccenda in una questione di food sharing e social food.

Tutta roba all’americana, insomma. Incluse nuove ricette che non dovete perdere per nessun motivo, tipo:

CACIO E PEPEpasta, acqua, sale, pepe e pecorino grattugiato tutto in padella. Qualcuno potrebbe aggiungere il burro. Tutto a bollire per 9 minuti. Alla fine si sparge pecorino supplementare.

SPAGHETTI ALLE VONGOLE: s’inizia mettendo nella pentola acqua, spaghetti, aglio, peperoncino fresco tritato, olio d’oliva, sale e pepe e alcuni rametti di prezzemolo (da rimuovere in seguito, come si fa con il basilico nella ricetta originale). Pochi minuti prima della fine della cottura si uniscono le vongole, alla fine invece prezzemolo tritato, succo di limone e ancora un po’ di olio d’oliva.

(Siccome tengo alla vostra salute mentale la faccio finita qui, ma su Food 52 ne trovate altre).

I puristi avranno un brivido lungo la schiena: ma, secondo voi, gli americani che stavano quasi imparando il concetto di “al dente”, ora con la one-pan pasta ce la faranno a non trasformare tutto in stracotto di pasta?

[Crediti | Lik e immagini: Food 52, Dissapore]