Pasta una sola padella

Di come cucinare la pasta si è detto tutto, o quasi. I tradizionalisti considerano solo la bollitura in acqua, gli sperimentatori la risottano, gli alternativi la finiscono al cartoccio, i  contemporanei usano la pentola a pressione.

Si prevede che, entro il 2020, esisterà anche un nuovo mettono di cottura sul camino, ancora in fase di sperimentazione alla Nasa. Si fa per ridere, dai, ma sulla pasta in Italia non tutti hanno voglia di scherzare.

Se da noi è argomento serio e al limite del fanatismo, altrove ci si diverte di più, prendendo la pasta un po’ meno sul serio. E’ per questo che agli americani, a volte, si riescono a perdonare delle variazioni sul tema non propriamente ortodosse. Li si lascia fare, coscienti che poi i bambini monelli d’oltreoceano torneranno sulla retta via alla loro prima visita nel Bel Paese.

E’ il caso della ricetta della “Pasta in una sola padella” che nel 2013 ha fatto il giro del web, partendo da Martha Steward Living e arrivando nelle case dei pastafili  degli Stati Uniti, e persino sul sito americano Food52, che ne ricostruisce la genesi.

Nora Singley e Matteo Martella

La ricetta, oggi, ha un nome e un cognome e suona molto italiano. Anzi, per la precisione, suona pugliese: Matteo Martella from Peschici, proprietario del ristorante La Taverna.

In una tarda notte d’estate dell’ormai lontano 2011 la chef-tv americana Nora Singley (food-stylist per Martha Stewart) entrava nel retro della cucina di questo ristorante e l’arcano le veniva svelato. Uno chef italiano, in 9 minuti, la iniziava al “butta tutto a crudo in padella, accendi il fuoco e disinteressati della cosa”.

Che poi è un modo alternativo per dire pasta risottata.

Gli americani, ingolositi dai colori mediterranei (e come non esserlo), dal fatto di poter sporcare una sola pentola, rapiti dal genio e follia dell’uomo del Sud ci stanno ancora a pensare dopo quattro anni.

Pasta a crudo

L’hanno inserita nella rubrica delle ricette geniali, ci hanno ricamato intorno ricette diverse partendo dalla primigenia pasta al pomodoro, gli hanno tributato un successo inenarrabile.

E, nel frattempo, in questi quattro anni nella patria della pasta si è ampiamente sdoganata la risottatura (esiste? Nel caso, lo coniamo noi).

pasta al pomodoro

Perché questo metodo di cottura ha letteralmente conquistato gli americani?

In primis perché viene da un italiano, quindi viene catalogata come Made in Italy.

Poi metteteci che, in media, l’americano in cucina ha pochissimo tempo e meno dimestichezza di noi quando si tratta di spaghetti, e questo metodo a crudo regala qualche possibilità di riuscita anche ai negati cronici.

E infine la questione “simil-Bimby”: realizzare un piatto da cima a fondo e, alla fine, lavare un solo arnese. In alcuni casi, si potrebbe anche mangiare dalla pentola stessa, trasformando tutta la faccenda in una questione di food sharing e social food.

Tutta roba all’americana, insomma. Incluse nuove ricette che non dovete perdere per nessun motivo, tipo:

CACIO E PEPEpasta, acqua, sale, pepe e pecorino grattugiato tutto in padella. Qualcuno potrebbe aggiungere il burro. Tutto a bollire per 9 minuti. Alla fine si sparge pecorino supplementare.

SPAGHETTI ALLE VONGOLE: s’inizia mettendo nella pentola acqua, spaghetti, aglio, peperoncino fresco tritato, olio d’oliva, sale e pepe e alcuni rametti di prezzemolo (da rimuovere in seguito, come si fa con il basilico nella ricetta originale). Pochi minuti prima della fine della cottura si uniscono le vongole, alla fine invece prezzemolo tritato, succo di limone e ancora un po’ di olio d’oliva.

(Siccome tengo alla vostra salute mentale la faccio finita qui, ma su Food 52 ne trovate altre).

I puristi avranno un brivido lungo la schiena: ma, secondo voi, gli americani che stavano quasi imparando il concetto di “al dente”, ora con la one-pan pasta ce la faranno a non trasformare tutto in stracotto di pasta?

[Crediti | Lik e immagini: Food 52, Dissapore]

commenti (12)

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  1. Avatar Graziano ha detto:

    Chi fa certe cose non può tornare sulla retta via, anche perchè sulla retta via non ci è mai stato probabilmente 😀
    Ecco alcuni esempi di ciò che fanno questi buongustai:
    https://www.facebook.com/pages/Degrado-Italo-Americano/1541013436145195?fref=ts

    😀
    —–
    Che poi a dirla tutta, io i loro blog di cucina li leggo (per divertimento), e mi fa ridere quanti si facciano davvero così tanti problemi per un litro di acqua “sprecato” per la pasta, ma poi però negli USA l’auto più piccola che circola è un 2000 o un 3000 di cilindrata 😉
    Per non parlare poi che il loro stato è tra i pochi che non hanno firmato le convenzioni sulla riduzione delle emissioni, nonostante siano tra i principali inquinatori.
    Ricordo anche gli sprechi energetici assurdi di Las Vegas…mi fermo qui, perchè la loro lista di incoerenze è lunga.
    Quindi, sentirli parlare di “italiani spreconi” perchè usiamo qualche litro d’acqua in più per la pasta non merita nemmeno risposta.

  2. Avatar Graziano ha detto:

    Senza considerare che hanno fatto passare questa scoperta come un risparmio di tempo: “It meant that cooking pasta no longer had to start with waiting for a big pot of water to boil”…forse non sanno che nei 10 minuti in cui la pasta bolle si possono preparare la maggior parte delle salse per condire la pasta 😉

  3. Avatar Paolo (III) ha detto:

    Una curiosità: qualcuno tra gli autori ed i commentatori ha provato a farla?
    Se sì, ci dica come è venuta, se no, sta parlando del sesso degli angeli.

    1. Avatar S. ha detto:

      Se clicchi all’inizio sul titolo della ricetta c’è la descrizione dell “esperimento” nel dettaglio, cioè prova di cottura ed assaggio

  4. Avatar Gianlu63 ha detto:

    La mi’ mamma la faceva vent’anni fa. Con il secuquick della amc. Una sorta di pentola a pressione. Perfetta per gli amanti della pasta scotta.
    Per la pasta solo cottura alla napoletana, che è appena dopo la cottura al chiodo.

  5. Avatar Mauro ha detto:

    Oltre che di combustibile fossile sono ai primi posti per il consumo, anzi lo spreco, d’acqua; leggere che il “loro” metodo permette di risparmiare 1 lt d’acqua, quando ne consumano 500 lt a testa al giorno solo in ambito residenziale, fa sorridere.

  6. Avatar MAurizio ha detto:

    Comunque qualunque “uomo che cucina” (direbbe il grande Mengacci) intanto che l’acqua bolle e la pasta cuoce (15-20 minuti) dal momento in cui entra in casa tornando da lavoro (a patto di essere organizzato mentalmente e un po’ di destrezza e pratica culinaria e avere gli ingredienti in dispensa):
    1. mette a bollire l’acqua
    2. si cambia, indossando abiti comodi
    3. inizia a preparare un sugo veloce (con ingredienti vari, tipo tonno, cipolle, pancetta, gamberi (congelati) funghi (idem) olive,, acciughe, etc, etc, etc) e pomodori del tipo, gusto preferito (freschi, in barattolo, congelati), ma puo’ fare anche SENZA pomodori (carbonara, gricia, aglio e olio e peperoncino) pronto comunque prima che la pasta sia cotta
    4. apparecchia la tavola
    5. butta la pasta
    6. ripassa rapidamente in padella
    7. ci si attovaglia (in 2,3, 4 o oltre)
    Ovviamente se ha bisogno di badante, moglie, suocera, compagna/o per attovagliarsi …fatti suoi

  7. Avatar Luca ha detto:

    ma allora non hanno ancora scoperto gli spaghetti DUE MINUTI di granoro

  8. Avatar Nome ha detto:

    Le solite stupide americanate. Voglio vederli gli spaghetti di grano duro pronti in nove minuti, come voglio anche vedere il mappazzone che si forma “disinteressandosene”. E vogliamo parlare della cipolla bollita? Roba da Villa Serena

  9. Avatar Nome ha detto:

    Gli spaghetti al cartoccio (ma anche altri tipi di pasta) sia di mare che di terra, se realizzati comme il faut sono una autentica prelibatezza, per niente alternativa.

  10. Avatar Lanzo ha detto:

    A parte che il nome e’ Martha Stewart con la T finale e non con la D – vabbe’ pinzillacchere. Occasionalmente vedo la Martha – che forse di cucina si occupa al 40 % ma mi sembra una che di cucina ci capisca, ricordo una ricetta in diretta – senza trucco e senza inganno di amatriciana fatta da amici americani anziani – evidentemente molto benestanti – che hanno la loro magione in Umbria e la matriciana era in versione umbra – da leccarsi i baffi, credetemi.