Parola d’ordine risparmiare su tutto: con Gino Sorbillo ritorna la pizza a credito

La crisi c’è, si sente e spaventa. Corre tra i tavoli della ristorazione e stasera se ne parlerà a Ballarò. Tra gli intervistati, Gino Sorbillo, il pizzaiolo che sosterrà le ragioni del Napo, la “moneta” voluta dal sindaco Luigi De Magistris. Funziona così: chi fa la spesa o mangia nei ristoranti convenzionati esibendo il Napo (sottotitolo, il Napo è sempre buono) ottiene uno sconto del 10%. Una somma di 20 €, ad esempio, viene pagata con 18 euro normali e 2 Napo. Il commerciante che li ritira potrà rimetterli in “circolazione” come moneta di resto. In pratica si fidelizza la spesa a Napoli.

Un’iniziativa avviata da qualche mese che ha riscosso l’interesse un po’ tiepido degli esercizi commerciali considerate le bandierine che illuminano la mappa degli aderenti.

In attesa di vedere quali saranno gli effetti dell’apparizione a Ballarò, il pizzaiolo Gino Sorbillo che contabilizza il (suo) successo alla Prova del Cuoco rispolvera un’altra ricetta anti crisi. Colpito dal rapitore che a Napoli, pistola in pugno, ha portato via anziché cellulare e soldi 4 pizze da asporto, Sorbillo ha rispolverato un’usanza napoletana: la pizza a otto. Nessun ingrediente o forma particolare, ma semplicemente un credito al consumo personale di antichissima nascita. Entri in pizzeria, prendi la pizza e la paghi dopo 8 giorni.

Si fa affidamento, come una volta, alla dignità dei creditori che non hanno bisogno di garanzia se non quella della propria faccia (si può prendere la pizza solo per sè e occorre essere della zona). “Spero che non serva, anche se potrebbe essere utile a molti”, spiega Sorbillo, “ma bisognerà vedere quanti avranno voglia di accettare questo piccolo aiuto”.

E se a qualcuno sembra strano che un imprenditore della pizza che da qui all’estate aprirà, oltre allo spazio Pizza Fritta, altri 3 locali di cui uno centralissimo a Milano possa pensare al microcredito di sopravvivenza risponde lo stesso Sorbillo. “La pizza è sempre stata il cibo della povera gente: che male c’è ad aiutare chi ha fame?”

Ecco, viste le notizie di oggi (il supermercato dove si paga lavorando e l‘hamburger di McDonald’s a 90 cent, come un caffè) che male c’è a mettere insieme iniziative che generano utili e proposte sociali?

[Crediti | Link: Comune Napoli, Leggo, Scatti di Gusto, Dissapore. Immagine: Vincenzo Pagano]

Avatar Vincenzo Pagano

2 Aprile 2013

commenti (16)

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  1. Un “rapitore” di pizze ?
    Cosa ha chiesto per riscatto ? Un calzone ?
    E la pizza “per politici” che fine ha fatto ? Anche quella pagabile “a 8 giorni” ?

  2. GRANDISSIMO GINO!
    La cosa piu’ triste che capita attorno a lui e’ che l’enorme creativita’ e energia nel proporre idee e innovazioni viene considerata da molti con negativita’, quasi come se per fare una grande pizza bisogna necessariamente tenersi in disparte e non mettersi in mostra. Invece Gino continua a fare una grandissima pizza, e’ la dimostrazione che la quantita’ non necessariamente inficia la qualita’ (chi e’ stato da lui un sabato sera sa di che sto parlando…). Massimo rispetto per il bambino che ho conosciuto tanti anni fa nella pizzeria della zia dove ero di casa e che e’ diventato oltre cheun grande pizzaiolo, un imprenditore geniale e creativo.
    Scusate il monologo ma pure l’idea del ritorno della pizza a otto e’ meravigliosa!

    1. Ritengo Sorbillo uno dei massimi esponenti della Verace Pizza Napoletana e appunto per questo non approvo le sue aperture verso forme di innovazione che non siano prettamente imprenditoriali. Soprattutto non ho approvato il tentativo di visibilità quando si è affiancato al “focacciere” tanto osannato anche qui su D. Gino è un grande interprete della Pizza, è giovane e quindi ha tutto il tempo per valorizzarsi senza mettersi in vetrina in contesti che non hanno nulla a che fare con la tradizione.

    2. Ma Gino fa la tradizione E l’innovazione, non la fa a discapito della prima. Per esempio l’idea di riprendere la cultura della pizza fritta e’ una cosa enormemente apprezzabile, ormai e’ difficilissimo trovarne una mangiabile, certo puoi andare alla Masardona o da Pellone, ma quella di strada (fatta nel bidone per capirci, e’ merce veramente rara. Se riprende il locale di zia Esterina e lo trasforma in un poso da pizza fritta da asporto per me fa una grande innovazione nella tradizione 😉

    3. Scusa, mi sono espresso male, per innovazione io intendo apportare modifiche in favore della modernità piaciona, a discapito della tradizione. Portare avanti le antiche tradizioni in ambito moderno si inquadra in un contesto imprenditoriale, attualizzando usanze ormai desuete, quindi si potrebbe dire rinnovamento?

    4. Avatar Vincenzo Pagano ha detto:

      Lo riprende ed è l’altra apertura in programma. Diventerà Palazzo Pizza 🙂

    5. Avatar TheSopranos ha detto:

      La pizza fritta…E chi se la scorda quella della buonanima di Don Ciccio in via Simonelli…Nonstalgia.

    6. Don Ciccio…Mi scende una lacrima. Non si fanno queste citazioni cosi’!!! Riccardone volendo semplificare: Sorbillo e’ una pizzeria con un miliardo di persone che vogliono mangiare la pizza, sintomo che ha lavorato bene sul prodotto ed in comunicazione. Chi ci va, nonostante l’incredibile ritmo con cui sfornano pizze, non esce mai deluso. Quindi al di la’ della filosofia mi pare che funziona 🙂

    7. E io che ho detto? Quindi confermi che non ha innovato nulla nella pizza, ma ha solo fatto remake imprenditoriale.

    8. Avatar TheSopranos ha detto:

      Prenditela con te stesso emì, hai scritto “pizza fritta” e adesso tristezza e desolazione calano su di noi!

  3. Preferisco lo stile di Ciro Salvo,ancora più bravo ma molto defilato sui media.
    Un grande che parla anche con il silenzio.

    1. Parzialmente d’accordo con vincenz, perchè ritengo che pur essendo a livelli altissimi, Ciro Salvo e Gino Sorbillo, abbiano uno stile diverso, per cui poco paragonabile. Inoltre, credo fermamente che Gino Sorbillo sia un ottimo “venditore”, di se stesso, della sua straordinaria pizza ed anche un pò di Napoli perchè la Pizza “oggi a otto” è una delle tante tradizioni Partenopee che il grande Gino ha “portato” al grande pubblico. Insomma, oltre che essere un grande Pizzaiolo, è anche un abile comunicatore.
      Una novità: Ciro Salvo ha inaugurato da poco una pizzeria a Torre Annunziata (provincia di Napoli, ovviamente…). Probabilmente è stata la miglior pizza che io abbia mai mangiato.

    2. Io però una cosa la vorrei capire adesso: qual è il problema ad essere più esposto di altri? Meglio un pizzaiolo talentuoso che non si sa vendere (fa la fame, non paga e chiude) o uno come Sorbillo? A volte non capisco quali strani meccanismi portino a pensare in un certo modo e lo dico senza polemica. Secondo me gente come Sorbillo sono una benedizione per Napoli e la tradizione della pizza napoletana, ad avercene come lui!

    3. Avatar TheSopranos ha detto:

      Io non credo che se sei talentuoso e non sai venderti fai la fame e chiudi. Pizzerie e pizzaioli come Pellone, per fare un unico nome, oltre tutti quelli presenti nel campionato della pizza, non mi sembra siano poveri o stiano per chiudere. Forse più che un problema, quello di Sorbillo è un timore che la troppa notorietà lo faccià alla lunga allontanare dalla qualità del prodotto che tuttora è presente. Poi per quanto riguarda alcune scelte imprenditoriali, come quella di aprire un locale a Milano, mi piacerebbe approfondirle. Ma quest’ultimo punto è OT.

    4. Forse è un timore immotivato, visto che -per vostra stessa ammissione- il prodotto è ancora eccellente. Perché non andrebbe bene aprire a Milano, scusa? Con dei buoni pizzaioli sarebbe impossibile secondo te? In cosa ne perderebbe? In artigianalità? Non produrrebbe in loco? Posso dirti la mia, sincero sincero? Questi sono discorsi di lana caprina, buoni per internet e basta. Gli imprenditori vogliono fare soldi (e dagli torto!) e un buon prodotto esportato e non c’è nulla di male od oscuro, è business. Ripeto, ad avercene!

    5. Avatar TheSopranos ha detto:

      Attenzione, non ho detto che non andrebbe bene aprire a Milano. Ho soltanto sollevato un mio pensiero che va’ al di là della discussione sulla sua bravura e sul post. E nemmeno do per scontato che la visibilità mediatica debba obbligatoriamente far risentire del suo prodotto. Ho solo detto che molti suoi colleghi “altrettanto” bravi, non sono visibili ma lavorano e guadagnano con la loro qualità. Sul discorso imprenditoriale che dire: è giusto volersi espandere, far conoscere ciò che sa fare e guadagnare. Non c’è niente di male.