Ce n’è per lui, per lei e per i gay: come vendono il pollo arrosto a Livorno

Un pollo cotto a 5 € è l’offerta della macelleria Mantellassi di Livorno, che il titolare, Paolo, ha messo in vetrina alla riapertura dopo le ferie. Un prezzo su cui potremmo discutere: troppo basso per essere di qualità o persino morigerato nell’estate dello scontrino folle come tormentone.

Ma il cartello esposto non punta sul prezzo del pollo cotto e mangiato. Vi invito, cari i miei piccoli lettori, a leggere bene le ultime tre righe (al netto della punteggiatura creativa).

Ce nè per lui
Cè nè per lei
Cè nè anche per i gay….!?!

Ecco, hanno genderizzato il pollo, ma nella maniera peggiore, sottolineando la discriminazione. Sì, perché come la girate di questo si tratta: discriminazione beota con chiaro intento polemico e deriva pubblicitaria.

Paolo Mantellassi macelleria Livorno

Hai voglia a rileggere l’intervista di Paolo Mantellassi a Quilivorno.it:

Non voglio mica offendere nessuno: io non ho niente contro gli omosessuali, anzi ho parecchi amici che sono gay. Questo è soltanto uno scherzo, una burla.

Dunque Paolo Mantellassi ci ha riflettuto su, poi ha pubblicato sulla vetrina del suo negozio. Gesto premeditato.

Un espediente cafone per farsi pubblicità, è evidente.

E però, che nell’anno di grazia 2013, l’espediente cafone per farsi pubblicità debbano essere i gay, dice meglio di ogni altra parola quanto omofobi siamo in Italia.

[Crediti | Link: Dissapore, Qui Livorno]

Avatar Vincenzo Pagano

21 Agosto 2013

commenti (92)

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  1. Scritta “microscopica” in fondo a un cartello esposto in vetrina.
    “Battuta”, si legge altrove, riciclata da un venditore di cocco in spiaggia.
    Tra qualche mese potrebbe essere condannato pesantemente.
    Per la serie la legge è uguale per tutti

    1. Suvvia Maurizio, non mandano in carcere gente come il tuo politico del cuore, vuoi che lo facciano per una cafonata del genere?

    2. Avatar Nome ha detto:

      esistono anche condanne diverse dalla reclusione

    3. Che notoriamente qui in Italia vengono applicate in maniera inflessibile.

  2. Avatar B. ha detto:

    mamma che noia, si può scherzare su tutto e su tutti ma sui gay no. quella battuta i venditori di cocco la fanno da anni

    1. Avatar panda ha detto:

      il giorno che non saremo più discriminati, forse rideremo più volentieri anche alle battute stupide.

  3. Il pollivendolo pare confuso tra gay e transgender. Esitante, con il punto interrogativo tra gli esclamativi. Oso o non oso? Ma si,osiamo! Si faccia regalare un rimario.

  4. Avatar kikko ha detto:

    siamo a Livorno,patria del vernacolo più irriverente….vada per i politically correct,ma suvvia….

  5. Avatar Mau ha detto:

    “Prezzo troppo basso per essere di qualità”.
    Pensa che alla Coop Nord Est prendo il pollo allo spiedo (dunque cucinato) a 4,60 euro.
    Me ne farò una ragione.

  6. …è semplicemente ignoranza. Primo, “gay” è aggettivo e non sostantivo. Secondo, i generi di appartenenza (maschile e femminile) non hanno niente a che fare con l’orientamento affettivo-sessuale (“gay” non è un terzo sesso). Terzo, la conferma dell’ignoranza arriva da quei CÈ NE’ al posto del corretto CE N’È. Conoscete, forse, omofobi (e razzisti in generale) colti?

    1. Infatti, come si vede dalle foto e dal cartello trattasi della macelleria dell’Accademia della Crusca

  7. mamma mia quanto puritanesimo oh…… a quando un post a sostegno dei carabinieri vittime di barzellette?

    1. Avatar panda ha detto:

      i carabinieri sono in qualche modo discriminati? mi era sfuggito.

    2. molti carabinieri sono gai. Da domani raccontare barzellette su di loro diventa reato ..

    3. mah io credo che la più grave forma di discriminazione sia l’autoghettizzazione benpensante di certe nuove frange bacchettone. ridurre i gay ad una categoria innominabile neppure per scherzo: questa è vera discriminazione. suvvia……. na risata ogni tanto porta più ossigeno al cervello…

    4. Avatar panda ha detto:

      nominabile SOLO per scherzo. perché non mi figuro né il pollivendolo né te a fare battaglie per i diritti gay. felice di sbagliarmi, naturalmente.
      solitamente si ride con gli amici…

    1. Avatar panda ha detto:

      l’omofobia non è solo essere picchiati a sangue perché per mano al proprio fidanzato, oppure il non potersi sposare con la persona che si ama. parte ANCHE dalle parole.

    2. Avatar Dario ha detto:

      se leggeste una sola volta “il vernacoliere” probabilmente vi verrebbe una sincope, a Livorno siamo così, dissacranti e politicamente scorretti, ma anche estremamente accoglienti e tolleranti. Prima di sparare giudizi superficiali bisognerebbe conoscere Livorno ed i suoi cittadini, capireste che non c’è niente di discriminatorio o omofobico in quella scritta.

    3. Già. SE cambia la legge, penso che al Vernacoliere passeranno NON pochi gay…

    4. Avatar Rosi ha detto:

      vedo che la possibilità che questa legge passi ti turba parecchio, in effetti è uno spauracchio terrificante.
      Già mi vedo carabinieri che piombano in casa del povero 70enne che ha detto “taci finocchio” durante la briscola al bar sport di Livorno – e lo rinchiudono nelle patrie galere per anni 19.
      Se avesse scritto:
      “ce n’è per i pisani
      ce n’è per i marchigiani
      e ce n’è pure per i non ariani”
      sarebbe stato divertente lo stesso?
      Suppongo di sì, visto il livello di tolleranza.
      Tolleranza per quello che pesa sugli altri, s’intende.
      Non fa ridere, non fa rabbia, non fa altro che pena: un Paese in terza elementare forever.

    5. Avatar Dario ha detto:

      Oddio, battute sugli Ebrei a Livorno si sprecano, nonostante sia storicamente sede di una delle più forti comunità ebraiche italiane che ha dato i natali al grande rabbino Elio Toaff livornesissimo di nascita e di spirito, che mai si sarebbe offeso per una presa in giro, o una battuta sul suo popolo, considerandola come tale, un semplice sfottò senza nessun doppio fine. al limite scemo, ma assolutamente senza intento discriminatorio

    6. E mi sia consentito di ricordare anche Elias Benamozegh e Amedeo Modigliani. Livorno è una città cosmopolita e benemerita. La trovata del sig. Mantellassi è comunque un cortocircuito comunicativo, non all’ altezza della sagacità dei livornesi. Shalom Alheikem

    7. Avatar Cuoco ha detto:

      Beh, allora rendiamo onore anche al papà di Elias, che lo generò ultrasettantenne 🙂

    8. l’omofobia non è solo essere picchiati a sangue perché per mano al proprio fidanzato, oppure il non potersi sposare con la persona che si ama. parte ANCHE dalle parole.
      dicevo sono d’accordo al 100%

    9. Avatar panda ha detto:

      Tolleranza per quello che pesa sugli altri, s’intende.
      Non fa ridere, non fa rabbia, non fa altro che pena: un Paese in terza elementare forever.

      brava rosi.

    10. Avatar Rosi ha detto:

      Dario, senza polemica, sinceramente: questa cosa che “a X siamo fatti così e quindi amen, portate pazienza, siamo brave persone” la dicono anche a Roma, a Napoli, a Milano, a Torino, a Verona.
      Ognuno rivendica una caratteristica – che sia veracità, una modalità dissacrante del parlare, un’ironia, una freddezza o una goliardia brusca e diffusa poco cambia – mediamente riconoscibile e diffusa ma che non per questo non viene rilevata da chi passa.
      Per dire, qui a Reggio Emilia bestemmiamo, mediamente, in maniera invereconda e quando i non locali lo fanno notare (con un certo disagio) io lo ammetto e cerco di limare un attimo l’intercalare classico, per educazione e rispetto.

    11. Avatar Dario ha detto:

      Certo, ma il cartello non aveva ambizioni di finire su dissapore, era rivolto ai locali, quindi destinato ad essere preso con il dovuto peso, la mia spiegazione era rivolta a chi non ci conosce e non sa chi sono ilivornesi. La bestemmia è decisamente diversa, perché offende il senso religioso delle persone, per chi crede è come offendere un familiare.

    12. Avatar mafi ha detto:

      …ma quel cartello non fa ridere neanche un po’.
      [tra l’altro: “non ho nulla contro i gay” ma soprattutto “i miei migliori amici sono gay” oh, non mancano mai eh]
      @ Rosi, stima.

    13. Avatar Dario ha detto:

      Probabilmente non ha davvero nulla contro i gay? Può essere una battuta stupidotta e un po infantile. Non farà ridere ma credo ciecamente nella sua buona fede visto che lo conosco personalmente

    14. Ecco, se lo conosci personalmente suggeriscigli di toglierlo, visto che «non vuole offendere nessuno» eppure gente se n’è offesa già un bel po’.

    15. Avatar Dario ha detto:

      Si è offeso chi di Livorno non è, il cartello è già stato tolto senza alcun suggerimento e la persona in questione è sufficientemente mortificata per il gesto. Commento di un amico omosex(chiaramente labronico) si tr…di più e si ragionasse di meno si camperebbe meglio.

  8. Avatar Cuoco ha detto:

    Mah…io in quel cartello non vedo nè omofobia nè discriminazione. D’ altronde ha messo i gay INSIEME a lui e lei. Diverso sarebbe stato il caso se avesse scritto: ce n’è per lui, per lei ma NON per i gay.

    1. Avatar Dario ha detto:

      bisognerebbe imparare a prendersi meno sul serio, potrebbe essere un buon contributo a superare l’omofobia

    2. Avatar panda ha detto:

      l’omofobia non è un problema dei gay, è un problema degli omofobi.
      quindi non sono i gay che non devono offendersi. sono gli omofobi che non devono offendere.
      se una battuta fa ridere tutti TRANNE le persone coinvolte, non è una battuta. è un insulto.
      forse saremmo più tolleranti con le battute uscite male se per il resto della nostra vita ci fosse vero rispetto per l’omosessualità. vero rispetto a 360°: meno battute, meno aggressioni, leggi vere, uguaglianza. forse saremmo più di buon umore, non vi pare? 😉

    3. Avatar Dario ha detto:

      vedi cos’è, dal mio punto di vista offendersi per una battuta significa essere permalosi, non discriminati. Lo riprova il fatto che la comunità gay livornese non si è sollevata contro l’omofobo Mantellassi, se poi nel mondo qualche gay si è sentito offeso dal cartello sarà un problema del singolo, non dell’intera comunità gay.
      Nello specifico, non mi sembra di ravvisare battute volgari, inerenti magari ad un più o meno velato richiamo ad una presunta devianza sessuale, si trattano i gay come se fossero un terzo genere. Ma onestamente, quante battute, anche volgari, si sentono in giro, sulle donne, sugli uomini, o su qualsiasi appartenente a qualunque gruppo sociale, questo non le giustifica, ma dobbiamo imparare a discernere tra una battuta più o meno intelligente ed una volgarità razzista e discriminatoria. Pensi, in coscienza, che se al posto di gay avesse scritto zingari, tutti i gayfriendly di Dissapore si sarebbero sollevati allo stesso modo?

    4. Avatar mafi ha detto:

      Io per esempio sì, perchè sai cosa…sarebbe stata comunque una battuta (parolone) stupidotta, infantile, buttata lì tanto per “lollare”. In una parola: inutile.

    5. Avatar Dario ha detto:

      Mi fa piacere saperlo, perché finalmente convieni con me che non c’è discriminazione ne omofobia. Poi si può discutere se sia intelligente o meno, e in larga parte la penso come te. ScusatE se sono insistente, ma mi appassiono alle discussioni, non vorrei che passasse come una cosa personale

    6. Avatar francesco ha detto:

      vedi …hai ragione quando dici che il problema e’ degli omofobi non dei gays . sono gli omofobi che sbagliano ad offendere non i Gay , e sono gli omofobi che devono risolvere i propri problemi mentali non i gay trasformarsi per miracolo in etero pero i problemi nel senso dello scotto , lo pagano i gays ….sono i gays che pagano e continuano a pagare per la mentalita’ ottusa degli omofobi . Poi per quanto riguarda il caso specifico del macellaio ….ma dai ma quale offesa ? dov’e’ l’offesa ….se uno e’ permaloso si offende ma il buon senso mi dice che qui non c’e’ alcun intento razzista omofobo .