Eataly: comprare gli stessi 30 prodotti da Esselunga costa 68 € in meno

Esselunga batte Eataly 215 euro a 283. Non stiamo dando i numeri. Abbiamo solo scritto lo strillo del settimanale Panorama in uscita domani con un sondaggio su 30 prodotti tra loro identici per marca e confezione.

Un passo indietro.

Per dire che a Bernardo Caprotti non piace la Coop bastano tre parole: “Falce & Carrello“, il libro oggetto di infuocate polemiche e infinite cause giudiziarie in cui il fondatore di Esselunga accusa le cooperative di fare concorrenza sleale alla sua catena di supermercati.  Per la proprietà transitiva dell’astio, al fondatore di Esselunga piacciono poco anche Eataly e il suo guru Oscar Farinetti, spalleggiato dalle Coop nelle sue attività imprenditoriali.

Ce ne siamo accorti quando, a fine marzo, complice Expo 2015, Caprotti ha detto in un’intervista al Fatto Quotidiano: “Avremmo voluto far qualcosa, ma anche lì è entrata la Coop con Oscar Farinetti, e siamo stati rifiutatiLui è l’uomo che sa tutto, viene qui a Milano e ci insegna cos’è il food. Sa tutto di food. Vendeva frigoriferi e televisori, ma ora è un grande esperto, è l’oracolo. È un chiacchierone formidabile”. 

E poi giù a snocciolare i prezzi della sua mercanzia: “Una melanzana da noi costa 2,28 euro al chilo, da Eataly 3,90 euro, il 40% di differenza; per l’insalata riccia è meno 42%. This is money, questi sono soldi”.

Musica per le orecchie dei redattori di Panorama che il 15 maggio presso l’Esselunga del Samsung district e allo stesso tempo nel negozio Eataly a poche centinaia di metri di distanza, hanno comprato 30 prodotti. Stessa marca, stessa confezione, insomma uguali per produttore e caratteristiche.

Risultato? Alcuni esempi:

Scatola da 500 grammi di riso basmati Altromercato

Eataly 3,70 euro
Esselunga 2,90 euro (- 28%);

Bottiglia di Dolcetto d’Alba Prunotto

Eataly 9,90 euro
Esselunga 7,29 euro (- 36%);

Bottiglia di Fernet Branca

Eataly 15,80 euro
Esselunga 10,99 euro (- 44%);

Scatola di biscotti Offelle di Parona

Eataly 2,45 euro
Esselunga 2,19 euro (- 12%).

Il confronto si è poi spostato sui prodotti freschi, i risultati sono ancora più sorprendenti:

Un chilo di mele golden del Trentino

Eataly 3,40 euro
Esselunga 1,68 euro;

Orata pescata nel Mediterraneo di grandi dimensioni

55 euro al chilo da Eataly
33,90 euro da Esselunga

Bistecca di suino italiano

10,60 euro da Eataly
5,59 da Esselunga (90% in meno).

Panorama, che promette altri prezzi nel numero in edicola domani si è preso la briga di tirare le somme: 215 euro da Esselunga contro 283 per gli stessi, identici, 30 prodotti.

Ora, voi direte che i soldi sono soldi e così sia. Ma forse accomunare Eataly a un esempio classico di gdo, per quanto Esselunga nel suo settore sia tra i migliori, è sbagliato. Per lo meno se una parte del maggiore ricarico sui prezzi finisce nelle tasche dei produttori.

Sarà così?

E parlando di prodotti freschi, tra quelli snocciolati da Panorama manca un dato essenziale. Il sapore. Dire un chilo di mele, un’orata del mediterraneo o una bistecca di suino significa poco se il sapore è molto diverso.

Malgrado ciò, se adesso il signor Esselunga Bernardo Caprotti potesse leggere questo post, credo che se la riderebbe di gusto. Meno il suo (ormai) arcirivale Farinetti.

[Crediti | Link: Dissapore, Amazon, Panorama]

Prisca Sacchetti

27 Maggio 2015

commenti (113)

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  1. Mcop ha detto:

    Da quando in qua Esselunga vende un’orata pescata e non di allevamento? Le orate vendute da Esselunga, così come nel 100% degli altri supermercati italiani sono di allevamento per la semplice ragione che costano meno ed è possibile fare ordinazioni mirate sulle media delle vendite giornaliere. Inoltre, vorrei segnalare che mettere a confronto un supermercato con Eataly è sbagliato. Un supermercato può permettersi certe politiche dei prezzi perché può imporli ai fornitori. Un esercizio come Eataly, che vende mostruosamente di meno non può competere sul piano dei prezzi. L’inchiesta di Panorama a me ricorda, insomma, un’altra sul Giornale in cui si voleva dimostrare che il costo della vita al sud era inferiore che al nord, prendendo a campione una famiglia che viveva a Torino e un’altra che viveva a Crotone. Come se fosse normale confrontare questo con una città di un milione di abitanti contro una che ne ha 100mila. Buffonate.

    1. Tiziano ha detto:

      Mcop, mi spiace contraddirti ma anche da Esselunga trovi pesce pescato.

    2. Mcop ha detto:

      Amico, sono stato centinaia di volte nell’Esselunga di Lecco e lì di pesce pescato non ne ho mai visto. Che a Milano, città grandissima, possa esserci anche del pescato non lo metto in dubbio. Ma si tratta di un’eccezione e non della regola. Per altro, l’orata pescata nelle pescherie lombarde la trovi sempre oltre i 50€ al kg, quindi il prezzo di Eataly è nella norma. Non è nella norma quello dell’Esselunga. Che si può permettere di farlo perché nella Gdo è politica normalissima dei prezzi vendere alcuni prodotti sottoprezzo, per attirare la clientela. Chi conosce la Gdo sa perfettamente che le cose funzionano così. Chi continua a paragonare Eataly alla Gdo dimostra solo di non sapere cos’è la Gdo.

    3. passionate ha detto:

      quindi…. l’orata la prendi all’ Eataly di Lecco ???

    4. donatodue ha detto:

      ” ….esselunga di lecco mai visto ” e si vede che qualcuno piu sveglio di lei le ha comprate prima .

    5. Filippo ha detto:

      Confermo. Io non lo prendo lo stesso perchè vado in pescheria, però c’è.

    6. dagibero ha detto:

      Seeee, Eataly non impone prezzi ai fornitori! Buona questa. Tanto di cappello all’idea imprenditoriale, ma quando fai, solo nello store di N.Y., 6 milioni e più di dollari (esclusa ristorazione) non sei grande distribuzione?

    7. bruno ha detto:

      Nei supermercati vengono vendute orate sia di allevamento che selvagge ed è indicato chiaramente sul cartellino del prezzo. Questo vale anche per spigole ecc. ecc.

    8. fra_01 ha detto:

      non sarei così sicuro riguardo ai volumi d’acquisto. bisognerebbe vedere quali sono veramente i rapporti tra farinetti e coop (di cui ammetto di non sapere nulla, quindi la mia ipotesi potrebbe essere una bestialità). se acquistasse insieme a coop i volumi d’acquisto per imporre i suoi prezzi ai compratori li avrebbe eccome.

    9. davide ha detto:

      Ma che supermercati frequenti? Ovunque si trova sia pescato che pesce allevato.
      E del fatto che Farinetti non riesca a competere per minori economie di Scala, cosa importa? Stessi prodotti più cari —-> informazione utile per il cliente/lettore.
      Che vadano in tasca a Farinetti o ai suoi fornitori non è il punto dell’articolo.

    10. Andrea ha detto:

      …si vede che non sei fornitore di Eataly distribuzione…..

    11. Ruggero ha detto:

      Permettimi, ma chi vive in una città di un milione di abitanti deve spendere di più di una di centomila? per quale divina ragione. Io per un periodo ho vissuto nel meridione ed il caro vita è almeno di un 30% inferiore al nord. Mi sembra che tu stia dicendo delle buffonate. Magari tu non sei mai entrato in Eataly io si e ti assicuro che quello che sostiene Panorama io l’ho toccato con mano.

    12. Marzio ha detto:

      a Piacenza in Esselunga c’è sia ORATA che BRANZINO d’allevamento e pescato…..

  2. alessandro ha detto:

    Cmq la differenza tra 10.6 € e 5.59 € è 53%, e non 90%…
    Cmq capisco l’obiezione di Mcop ma fatto sta che resta il risparmio facendo qualche centinaia di metri in più…

    1. Mcop ha detto:

      Certo, ma da Eataly non ci vai per comprare i biscotti Ofelle!!!! Gdo e l’azienda di Farinetti hanno mission diverse, hanno clientele diverse, hanno canali distributivi diversi. Io capisco la logica di Panorama, media che per condizionamento politico butta fango su tutto ciò che “puzza” di cooperative. Ma a queste argomentazione farlocche può credere solo qualche povero ingenuotto.

    2. Paolo ha detto:

      Giuste le considerazioni sul fresco, sul quale non abbiamo dati certi riguardo l’origine e la filiera.
      Ma trovo singolare la questione su tutto quanto è a scaffale, cioè può essere rigorosamente confrontato per etichetta, maschio, varietà.
      Orbene, se il consumatore non va dal gastrofighetto a comperare i biscotti Ofelle, come mai il venditore li tiene sui propri scaffali di vendita? PEr farli scadere? Per farli ammuffire? Per tenerci sotto una etichetta “io non vi vendo gli stessi biscotti del caprone”?
      Al consumatore, che compera, o non compera come dici tu, i biscotti ofelle, che gl’impiccia della mission aziendale?
      Anche Panorama ha una mission aziendale, poffarre, e questo al lettore informato servirà per leggere i dati e capire.
      Ma concludendo, se devo comperare il Dolcetto per la cena e il fernet per la gara di rutti dopocena, sceglierò in base alla convenienza o in base alla mission aziendale?

    3. Marco ha detto:

      il punto vero è che secondo me Eataly mette in vendita prodotti industriali, più che altro perchè i produttori di tali prodotti pagano eataly per esporli, è una forma di pubblicità. E’ una mia idea, però altrimenti non si capirebbe come mai certe volte appaiano prodotti del genere

    4. benedetta ha detto:

      Questo è il punto, perché da Eataly si trovano gli stessi prodotti che vende Esselunga? Dove è il valore aggiunto di Farinetti?

    5. Frank ha detto:

      Io da Eatitaly compro solo prodotti che non trovo da altre parti. Problema risolto.

    6. katia ha detto:

      mi pare la risposta e l’osservazione più sensata di tutte.

    7. mario ha detto:

      concordo con Paolo su quasi tutto quello che ha scritto. Sono perplesso solo sull’uso del Fernet: la Perrier è 100 volte meglio.
      Personalmente, sono stato qualche volta da Eataly: non fa per me, sono troppo povero e troppo grezzo.
      Ciao
      Mario

    8. Ciaccio ha detto:

      si dice sopra che esselunga e eataly hanno mission (?) diverse, clientele diverse, canali distributivi diversi… ma come si spiega allora che hanno un sacco di prodottim in comune. Sara vero che le aziende pagano eataly per esporre? puo darsi, ma allora perche il prezzo invece di essere uguale e ancora piu alto?

    9. luigi ha detto:

      MCOP io risparmio a esselunga e Farinetti e stato protetto dal PD a expo

    10. Ciaccio ha detto:

      la differenza in percentuale dipenda da che parte la guardi: ovvero Eataly costa il 91% in piu del prezzo di esselunga e esselunga costa il 53% meno del prezzo di Eataly. in entrambi i casi… dimmici niente!

    11. Alfonso ha detto:

      L’articolo però dice 90% in meno, esplicitamente, e quindi commette un refuso. Non occorre essere Eisntein… credo che la svista sia lampante e senza necessità di repliche… anche le altre segnalate, tra l’altro, sono tutte molto approssimative (ovvero sbagliate)… nel caso specifico in oggetto non è corretto neppure dire che la differenza è 53%, perché al limite è il 47% (sempre nell’ottica di quanto il prezzo più basso sia inferiore a quello più alto)… è vero però che il prezzo di Eately è l’89% circa superiore a quello di Esselunga.

    12. fedetaglia ha detto:

      (10.6 – 5.59 )/ 5.59 = 89%
      capra

    13. Gianluca ha detto:

      Mi spiace ma la percentuale è giusta come l’hanno scritta loro:
      E anche la percentuale del 53% come l’hai scritta te non è giusta.
      Mi spiego meglio: 5,59 è circa il 53% di 10,6, ma questo non vuol dire che la differenza è del 53%. La differenza è del 47%. Cioè la percentuale relativa a 10,6 calcolata sulla differenza fra 10,6 e 5,59.
      Quindi la stessa cosa la si poteva scrivere in due modi:
      Puoi dire che costa il 47% in meno paragonando 5,59 a 10,6, essendo 5,59 il 53% circa di 10,6.
      Ma puoi anche dire che costa 10,6 è il 90% in più se paragoni 10,6 a 5,59. Infatti la differenza fra 10,6 e 5,59 è 5,01 che è l’89,62% di 5,59, cioè circa il 90%.
      Allo stesso modo tornando all’altro modo di descrivere la differenza, 5,01 è il 47,26 di 10,6, cioè circa il 47%.
      Spero di essere stato chiaro.
      Buona giornata

    14. percentuale ha detto:

      90% in meno. non 90% in più, quindi è stata scritto sbagliato.
      volendo enfatizzare la maggior spesa da eataly lo scrivente poteva mettere prima il prezzo esselunga, e poi eataly.
      50 esselunga
      100 eataly implica il +100% (farinetti raddoppia i prezzi)
      il contrario, 100 e poi 50 implica meno 50%

    15. francesco ha detto:

      Guarda che dipende da quello che consideri il prezzo di partenza…

      Il prodotto di Esselunga costa quasi la metà (e quindi il 50% in meno) rispetto a quello di Eataly, viceversa il prodotto di Eataly cosa quasi il doppio (cioè quasi il 100% in più) rispetto a quello di Esselunga.

      😉

    16. Gianni Simoncello ha detto:

      Credo che tu non sia buono a fare i conti se guardi anche gli altri prodotti vedrai che la differenza è sempre calcolata partendo dal prezzo più basso e non al contrario di solito si fa così per visualizzare le differenze nei prezzi di vendita. Fai i conti e vedrai….

    17. Matteo ha detto:

      il 90% è giusto se consideri 5.59 aumentato del 90% fa 10,60€

    18. Andrea ha detto:

      consiglio ripetizioni di matematica
      10.6-5.59/5.59=89.6%

    19. Frans ha detto:

      Ma soprattutto la percentuale va calcolata sul prezzo maggiore, quindi sarebbe 47.2% in meno

    20. Paolo ha detto:

      Dipende, se prendi come base 5.59, 10.6 è il 90% in più…

  3. Mauro ha detto:

    Pessimo articolo di Panorama, come già detto, chi va a Eataly non è per comprare prodotti che trovi ovunque, quelli dell’eelnco, lo sanno anche i muri, ma altre cose che all’Esselunga non trovi

    1. claudio ha detto:

      gia’ detto in altro post poi cerco il pepe di penja e devo andare da peck dopo aver perso tempo da eataly…
      il target e’ proprio il gastrofighetto non il gourmet. il target e’ quello che non capisce nulla ma spendendo e’ convinto di stare sul sicuro.
      In cso vercelli c’e’ un negozio di abbigliamento storico che per conto mio ha lo stesso target quelli che non si sanno vestire vanno li’ con la certezza che il commesso e il denaro scelgano per lui

    2. Frank ha detto:

      Gastrofighetto sarai tu! Sempre a generalizzare oh

  4. Marco ha detto:

    Confronto insensato: ortofrutta, pesci e carni sono così variabili di qualità che un confronto sui prezzi non ha senso; la carne della Granda di Eataly è oggettivamente cara, ma buonissima! E così i pesci di pescato, etc. Onestamente non andrei mai a comprare il fernet branca da Eataly e per quanto riguarda i vini, la verità è che Eataly sta a metà tra il prezzo di un supermercato e quello di una enoteca, ma è anche vero che mi offre molta scelta (a volte un po’ troppo farinettizzata) allineata ad una enoteca fornitissima. Alla esselunga compro benino i chianti classici (5 o 6 tipologie interessanti) e malissimo i vini piemontesi ad esempio

  5. paul lodico ha detto:

    scusate, piccola rettifica
    dove scrivo “camionate e camionate di prodotti non di roba buona, e di nicchia” deve intendersi
    “camionate e camionate di prodotti di roba buona, ma non di nicchia”
    sennò non si capirebbe nemmeno il perché del ragionamento

    scusate ho scritto di getto e non ho riletto

    1. Alberto M ha detto:

      Ho rifatto i calcoli ma non mi tornano !! Forse sono io che sbaglio !!

    2. Gianni Simoncello ha detto:

      Stesso discorso di sopra NON SIETE BUONI A FARE I CONTI leggetevi la mia risposta sopra qui si parla di ricarico e non di sconto per cui i conti SONO GIUSTISSIMI

  6. giovanni ha detto:

    Stiamo attenti a dare per oro colato un inchiesta di Panorama in cui si parla di coop e simili, sappiamo bene che hanno il dentino avvelenato contrro qualsiasi cosa che sia, o assomigli alla sinistra. Siamo sicuri che le stesse differenze si sarebbero trovate su altri 30 prodotti ? Oppure dobbiamno credere che solamente quei 30 prodotti erano presenti in tutti e due i negozi ?
    Personalmente dubito, di qualsiasi inchiesta che vuola andare sul sensazionelw ….

    1. VSR ha detto:

      leggeremo solo l’espresso-repubblica…lì c’è la verità.

  7. Giovanni ha detto:

    CONCORDO, la maggior parte dei prodotti venduti da eataly sono acquistabili in qualunque altro supermercato della gdo, dal buondì motta alla pasta garofalo, alce nero e lo stesso per il fresco e tante altre cose così. A vedere il bicchiere mezzo pieno c’è da dire che in mezzo a queste cose si trovano anche prodotti di qualità che abitualmente sono solo negli ipermercati che hanno l’angolo gourmet

  8. Alex ha detto:

    Il paragone si può fare solo con prodotti di marca identici.
    Non fra la “bistecca X” e la “bistecca Y” di cui non si conosce nemmeno la provenienza. Questo non é giornalismo, é disinformazione.
    Esselunga era una buona catena di supermercati 30 anni fa. Adesso non ci metto più piede, anche perché alle casse ci sono sempre code chilometriche perché solo alcune sono aperte. Così perdo tempo inutile anche se devo acquistare poche cose che mi servono, per esempio un paio di confezioni di carta igienica o di fazzoletti di carta. E il tempo é denaro. Almeno Caprotti potrebbe offrirmi un drink nell’attesa.

    1. doug ha detto:

      SE ci sono code molto lunghe alle casse un motivo ci sarà….

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