di Adriano Aiello 24 Febbraio 2014
Rachida prossima regina della tivù

Fotografiamo la vera Italia: non è stata la settimana dell’investitura di Renzi ma quella dell’eliminazione di Rachida da Masterchef. Non pensavamo di liberarcene più, poi gli dei della televisione sono intervenuti e abbiamo tutti brindato con il vino che avevamo lasciato in cantina per i 18 anni dei nostri primogeniti.

C’è anche chi ha cercato di organizzare una torcida a Circo Massimo ma Marino non ha dato l’autorizzazione per non essere accusato di razzismo. Fortunatamente Napolitano ha sviato l’attenzione sulla questione cambiando il governo.

In tutti i casi abbiamo riso forte. Di noi e di Rachida naturalmente. Dove hanno fallito la polenta cotta in 14 picosecondi, gli attentati fisici e verbali dei colleghi, le evocazioni religiose di Beatrice  e le nostre diffamazioni a fin di bene (Rachida parente di Bastianich, suvvia) è riuscita Cristina Bowerman.

Grazi (cit.) Cristina. C’è voluto tuo cuore di vitella, caffè, patate affumicate, habanero e tartufo nero, interpretato come un brasato di spalla dalla donna con la lacrima automatica, il mento mussoliniano e il soliloquio invasivo, per porre fine al suo immane e silente dominio.

Ecco, ora posate il cuore e la bottiglia e cominciate a familiarizzare con un concetto: Rachida è qui per rimanere e sarà parte integrante della vostra futura vita di spettatori.
Come? Sono al vaglio quattro ipotesi:

Rachida e Barbieri

Rachida Giudice di Masterchef.
La brasatura del cuore di vitella ha gettato i piani alti di Magnolia, la società che produce il programma, nel panico più indicibile. Durante la registrazione della puntata incriminata, una fetta consistente della produzione pare aver ipotizzato un attentato alla Bowerman al grido di “ti strappiamo il cuore a morsi”.

Costretti a ripiegare sui voleri della giustizia televisiva sono state messe al vaglio varie ipotesi per riportare Rachida a Masterchef. Scartata quella di riproporla tra i concorrenti del prossimo anno si è deciso di imporre ai giudici di accoppiarcisi in un fuori onda shock. Il rifiuto categorico di Bastianich, Cracco e Barbieri ha aperto la strada all’idea più suggestiva: Rachida sarà giudice unico della prossima edizione del talent gastronomico.

Rachida

Rachida ministro dell’Integrazione.
Ancor prima di diventare premier, Renzi, stregato da Masterchef, aveva immaginato la soluzione finale: sostituire la Kyenge con Rachida. La sua residenza bergamasma infatti avrebbe smorzato le socratiche opposizioni della Lega (“Meglio una marocchina che parla padano che una scimmia che non sa l’italiano” la nuova aulica linea politica).

Purtroppo non se n’è fatto niente perché Rachida, fino alla ritrasmissione televisiva, era convinta di essere vittima di un complotto e di aver vinto il talent e il posto di prima chef del Noma, il celebre ristorante di Copenhagen. Scottato da tale rifiuto Mr. Bean si è deciso a offrire ministeri a caso su Twitter.

Rachida come Belen

Rachida conduttrice Uomini e Donne.
Da qualche mese in casa Mediaset si vive un clima di terrore. Non sono le sorti giudiziarie del boss a spaventare i vertici aziendali ma l’ipotesi che Maria de Fillippi possa iniziare a stufarsi di intrattenere le migliaia di intellettuali assuefatti ai suoi programmi televisivi. Se la catastrofe deve essere contemplata meglio avere un piano di riserva.

Ecco che per svecchiare il format, aumentarne il suo appeal melodrammatico e allargarne anche il valore gastronomico (con uno spazio in cui le coppie si picchiano e si insultano mentre preparano la pasta al tonno) si è pensato a Rachida. In realtà la marocchina sarebbe anche la prima scelta come nuova Benedetta Parodi per la capacità di preparare qualsiasi ricetta in 3 minuti. Ma senza cuocerla.

Rachida cuoca

Rachida cuoca per il cinema.
Ispirati da un vecchio progetto di Nanni Moretti (il musical sul pasticciere trotzkista) la Taodue, dopo il caso Zalone, pare essere intenzionata a trasformare la marocchina in una star del cinema. Per il suo esordio Rachida reciterà in “I dolci del cuore” edificante parabola sul valore della gastronomia ai tempi della Prima guerra mondiale.

Il suo personaggio sarà quello di una finta tenutaria di un bordello che in realtà è uno spaccio di cibarie. Nonostante i temi da melodramma lo stile sarà luccicante e molto Bollywood con siparietti musicali di attori nudi interrotti da monologhi fuori sincrono di Enrico Ghezzi sul cinema della convivialità e crisi di pianto interminabili e immotivati della protagonista.

[Crediti | Link Dissapore, immagini: @giovannidironza @luca_crema, @dada_noris, @alecattelan]