di Riccardo Campaci 29 Maggio 2015
Ristorante Donatella, Oviglio

Dicesi stella della guida Michelin un traguardo ambito, inseguito per tutta la carriera di un ristoratore con fatica, organizzazione e pazienza, infine esibito orgogliosamente ai propri clienti. Non una cosa che trovi per caso e riconsegni all’ufficio oggetti smarriti.

Per Donatella e Mauro Bellotti non è stato così. Dopo sette anni i titolari del ristorante Donatella di Oviglio, in provincia di Alessandria, hanno deciso di restituire la stella alla guida Michelin per una “scelta di vita”. Come dire che le stelle non sono tutto, nemmeno le stelle Michelin.

Volevo saperne di più, soprattutto capire le ragioni che spingono a un gesto tanto controcorrente nel mondo competitivo della ristorazione. Quanto ansia accompagna una decisione tanto meditata e sofferta. Come la stanno prendendo i clienti, applausi e pacche sulle spalle o minacce di non tornare mai più. Così ho chiamato il ristorante e Donatella Bellotti, malgrado l’orario proibitivo, ha risposto alle mie domande con molto disponibilità.

“Abbiamo deciso di restituire la stella per una scelta di vita – spiega Donatella – Il Ristorante Donatella chiuderà e diventerà Bistrò Donatella, caratterizzato da una “cucina dove le materie prime saranno sempre di qualità ma più semplici, il servizio scorrevole e meno impostato, un locale dove per la nostra soddisfazione possano tornare le famiglie”.

Famiglia è una parola chiave in questa vicenda.

Con passione Donatella racconta l’evoluzione del ristorante e la sensazione di straniamento cresciuta nel corso degli anni per una serie di circostanze – inclusa la crisi economica – che hanno allontanato il locale, in passato meta di ristoro e aggregazione di volti amici e conosciuti, dalla realtà che invece la coppia voleva mantenere.

La provincia di Alessandria ha sofferto moltissimo la crisi economica, noi ci siamo sentiti scollati dalle persone che vediamo tutti i giorni, che ci hanno seguito dall’inizio e che poi, a un certo punto, non sono più potute venire al ristorante”.

Ristorante Donatella, La Cantina

Ristorante Donatella, i piatti

Ristorante Donatella, il dehor

Il Ristorante Donatella non era più un ristoro per amici e conoscenti, volti confidenziali e rassicuranti che in un paese come Oviglio, abitato da meno di 1300 anime, ritrovi nella quotidianità; era diventato un luogo di pellegrinaggio gastronomico per dei perfetti sconosciuti, disposti a spostarsi per raggiungere il ristorante stellato ma le cui vite reali si svolgono distanti.

Abbiamo ragionato molto, non è una decisione presa in cinque minuti. A volte le priorità delle persone cambiano, per noi come persone prima che come ristoratori sono cambiate e abbiamo deciso di rinunciare alla stella scrivendo alla guida Michelin. Per trasparenza nei confronti dei clienti abbiamo pensato che fosse giusto restituire un riconoscimento che in un certo senso ci definiva”.

Questione di definizione, dunque. Definire le priorità e ri-definire la propria identità, considerando anche indole e inclinazioni: al ristorante Donatella sono distanti dall’idea contemporanea di ristorazione, avida di marketing e comunicazione :

Noi siamo persone semplici, mio marito è timido e non si espone, non si mostra in sala; aspetta i clienti che lo vogliono conoscere fuori dalla porta per accompagnarli al cancello – confessa Donatella – oggi molti ristoratori danno il massimo sotto la luce dei riflettori; a noi piace cucinare, servire le persone, farle stare bene, a esibirci non siamo tanto bravi”.

Donatella Vogogna

Mauro Bellotti

La stella se ne va, bye bye guida Michelin:

Non cambierà il ruolo fondamentale per il ristorante, quello di mio marito in cucina; io resterò in sala, la passione e il trasporto per questo mestiere saranno gli stessi. Torniamo a cucinare per le persone e non perché siamo parte di una certa situazione”.

Il locale nella nuova veste –battezzato Donatella Bistrò– aprirà a fine giugno. Non sarà facile, ma almeno a giudicare dai tanti commenti sulla pagina Facebook del ristorante, la stella Michelin non era poi così importante.

[Crediti | Link: Dissapore, La Stampa]