di Giulia Caligiuri 18 Novembre 2013
ba-ghetto

Berlusconi se l’è scelta gastrocentrica e popolare; non c’è che dire. Dopo la questione fagiolini, scopriamo che alla Pascale piace andare a mangiare da BaGhetto, il ristorante di tradizione ebraica in via Portico d’Ottavia, cuore del ghetto nella capitale. C’è stata due volte a distanza di poco, prima con un’amica poi sabato scorso con Silvio e pochi intimi per una lunga cena dopo le fatiche del Consiglio Nazionale.

E io, di solito critica con la giovane sciura sono curiosa, voglio capire perché.

Con il giornalismo guardonista se la cava bene, a quello gourmet, che le chiede insidioso cos’abbia di speciale quel posticino dalla cucina kosher giudaico-romanesca, risponde “Si mangia bene”!

Come darle torto. In fatto di uomini ha un gusto discutibile, ma pare che in cucina riesca.

Approfondiamo. Perché Pascale ama la semplicità persino spartana del Baghetto, non pensavate anche voi a ostriche e champagne? Invece no, ama i carciofi, il risotto di Shabbat (zafferano e brodo di pollo), il pane a treccia e gli aliciotti con l’indivia.

Cosa dicono di lei certe scelte inaspettate? Facciamo delle ipotesi. Le piace il Baghetto:

Baghetto

– Perché lì si mangia un carciofo alla giudìa dall’irreale croccantezza, oltre alla concia di zucchine (marinatura con aceto, aglio, olio), i tonnarelli con carciofi e bottarga e il baccalà cipolla e pomodoro.

– Per le specialità mediorientali come la focaccina ynaminita, i felafel e il cous cous.

– Perché si rispettano le regole racchiuse nella torah, il testo sacro ebraico (carni super ocntrollate, nessun latticino, no ai crostacei e agli invertebrati). Ehm, no, questo forse non è una delle ragioni…

– Perché Silvio dice di aver mangiato una crostata alle castagne favolosa, all’interno di un’ottima cena lunga e defaticante, dopo il tanto stress e le crisi di stanchezza.

– Perché effettuano take away (???) e quando si è stanchi dopo tante faccende e le revisioni alla spesa, questa potrebbe essere una soluzione a tutti i problemi.

– Perché dal locale si può ammirare il Portico d’Ottavia.

– Perché è vicino a Campo de’ fiori (così, per farci la spesa quando serve).

– Perché a 200 metri si può ammirare anche il Tempio Maggiore di Roma.

– E poi, ovviamente, perché è comodo arrivarci: i mezzi pubblici fermano proprio nei pressi del ristorante e vicino si trova anche un parcheggio a pagamento. Poco probabile anche questa spiegazione.

A questo punto, alla prossima trasferta romana devo tornare da BaGhetto e scoprire: se il menù è aumentato di prezzo, diminuito di livello, se ci sono foto di Berlusconi, o recensioni di Francesca. D’altronde io di lei mi fido. Per ora, in tema di cibo non ha ancora detto idiozie.

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere.it, Immagini: Cibando]