di Riccardo Campaci 24 Marzo 2015
Ristorante Eeen Maal

Per la serie ristoranti particolari ecco il locale “pozione singola”. Tyler Durden, o almeno il suo alter ego Edward Norton, protagonista del film Fight Club, avrebbe sicuramente apprezzato – o almeno celebrato – l’idea che soggiace il ristorante Eenmaal. Nato dalla mente della designer olandese Marina Van Goor, l’Eeenmaal nasce come pop-up restaurant (o ristorante temporaneo) ad Amsterdam, dove resta aperto solo per un periodo di tempo limitato dal 2013, come primo ristorante al mondo dedicato ai single ma anche a chiunque voglia godersi un pasto in solitaria.

Nel locale sono disponibili solo posti singoli, coperti porzione singola, immersi in un design essenziale, minimalista, degno della miglior (in)espressività di Stanley Kubrick, tanto che i tavoli mi ricordano fortemente un monolite nero, che assiste ogni singola esperienza solitaria al cospetto di un pasto consumato all’interno di quella scura e silenziosa superficie.

Non so voi, ma ho sempre patito il disagio del pasteggiare (soprattutto cenare) da solo, tanto da farmi sentire un povero sfigato nelle pochissime occasioni cui ho dovuto consumare il pane quotidiano in solitudine, una solitudine vissuta in un contesto sociale di tipico raccoglimento; non una solitudine assoluta, ma semplicemente relativa.

Soli fra gli altri, non soli e basta.

Ristorante eenmaal

Oggi invece pare che pasteggiare da soli sia figo, visto il successo che l’Eeenmaal ha raccolto nelle sue manifestazioni in giro per il mondo. Nonostante aperture e chiusure da pop-up store, i locali hanno mostrato un successo crescente, tanto che l’ultima epifania a Londra potrebbe diventare addirittura permanente e la sua creatrice starebbe pensando al lancio di una catena di locali da aprire nelle varie città.

Il pasto, da sempre considerato un momento conviviale in grado di riunire famiglie, coppiette, amici, colleghi ed anche gruppi di imperfetti sconosciuti (basti pensare al fenomeno del social eating, che va nella direzione opposta) intorno ad una tavola imbandita, è diventato oggi espressione di quella parte della società che David Fincher ha voluto immortalare proprio con The Fight Club, in cui l’isolazionismo forzato di alcune persone assume una forza tale da diventare pura alienazione.

Ristorante EenMaal

Non è difficile scorgere questa caratteristiche già oggi nell’isolazionismo malcelato di alcune abitudini introspettive evidenti anche in compagnia, come la tendenza a prestare maggior attenzione al proprio smartphone piuttosto che ai commensali; tendenze che non possono che decretare il successo del concept del Eeenmaal, dove ci siamo solo noi, il nostro pasto e magari anche il nostro smartphone.

Ho voluto rompere la percezione che mangiare da soli non sia molto interessante – ha dichiarato Marina Van Goor – un pranzo solitario può effettivamente essere un’esperienza stimolante, perché si ha la possibilità di staccare per un po’ nel nostro mondo iper-connesso

Dubito che la maggior parte degli avventori del Eeenmaal si impongano di non controllare ogni 15 secondi la propria timeline su Facebook, ma qualcuno potrebbe davvero riuscirci, e scoprire un idillio di pace interiore mentre siede sul suo trespolo solitario davanti ad un pasto porzione singola.

Io mi sono sforzato e ho recuperato quelli che per me potrebbero essere i cinque motivi per cui darei ragione a Marina Van Goor e potrei considerare interessante mangiare da solo.

ristorante eenmaal

5. Non siete obbligati ad ascoltare le conversazioni altrui.
Mai successo di sedervi al ristorante e dovervi sorbire forzatamente le avventure e le peripezie della coppia seduta davanti a voi, o del gruppo di amici ganassa sdraiati sulle sedie di lato, di cui non potrebbe fregarvene di meno? Odioso.

Al Eeenmaal niente più conversazioni indesiderate, a meno che il vostro vicino di trespolo non passi il tempo al cellulare.

ristorante eenmaal

4. Non siete obbligati a conversare.
Forse la cosa indubitabilmente peggiore di mangiare da soli è mangiare con qualcuno con il quale non si hanno argomenti di discussione: cala quel gelo da Era Glaciale che in pochi istanti circonda il tavolo, e non si intravvede alcun mezzo che possa aiutarvi a rompere il ghiaccio.

Non resta che proiettare lo sguardo nel vuoto, nascondersi dietro al menù o andare in bagno per i successivi 30 minuti. Oppure fingere un impegno improvviso e fuggire a gambe levate verso il più vicino Eeenmaal.

ristorante eenmaal

3. Potete seguire il vostro ritmo.
Ci sono due tipi di persone al ristorante: quelli che in 48 secondi hanno già divorato una pizza quattro stagioni inghiottendola senza masticare, e quelli che dopo 48 minuti stanno ancora soffiando sulla prima fetta di pizza per raffreddare il formaggio bollente.

Sfortunatamente la sfiga vuole che queste due tipologie di persone vadano sempre a pranzo o a cena insieme. All’Eeenmaal non è così: potete prendervi tutto il tempo di cui avete bisogno senza sentirvi a disagio. Il tempo che vi prenderete sarà solo il vostro.

ristorante eenmaal

2. Non dovete litigare per pagare il conto.
“Oggi offro io!” avevate annunciato. Poi il vostro commensale ha mangiato mezzo ristorante e state già piangendo nel portafoglio; oppure l’amico si oppone alla vostra generosità, e siete costretti ad un incontro di wrestling per stabilire chi dovrà strisciare la carta di credito.

Scene isteriche di questo genere sono bandite dal Eeenmaal: sapete già che pagherete voi e solo quello che voi consumerete.

eenmaal

1. Niente più piatti “minimo per due”.
Ecco, io andrei al Eeenmaal solo per questo motivo. Non c’è nulla che mi indispettisce di più di aprire il menù di un ristorante e leggere la scritta “minimo per due” di fianco ad un piatto.

Mi indispettisce così tanto che se dovessi aprire un Eeenmaal scriverei nel menù, di fianco ad ogni piatto, “massimo per uno”. Tiè.

E voi andreste in un Eenmall? secondo voi quali sono (se ce ne sono) i lati positivi del poter pasteggiare in solitudine?

[Crediti | Link: Dissapore, Independent, Repubblica, immagini: Repubblica]

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