di Rossella Neri 23 Aprile 2015
donna-chef

L’ultima battaglia tra i sessi si svolgerà nella cucina di un ristorante. Così sta scritto. Quando l’alta cucina era predominio francese il massimo concesso alle donne era una carriera alla Julia Child: formata dagli stessi maestri di Alain Ducasse ma rispedita nella cucina di casa, a consolare marito e figli con splendide glassature per l’arrosto.

Qualcuno oggi dice timidamente che organizzare una brigata mista aiuta la buona riuscita dei piatti, a patto di trovare l’alchimia da matrimonio perfetto, senza nemmeno aiutarsi col sesso.

Resta il fatto che essere donna e lavorare nelle cucine di molti tra i migliori ristoranti italiani fa schifo. Spesso fa veramente schifo. Con la promessa dell’anonimato abbiamo raccolto alcune storie vere su quello che si pensa ma non si dice, e quello che si dice senza pensare.

Eccole.

GIOCHI DI RUOLO

lavapiatti

Una delle faccende più difficili per una donna con delle responsabilità in cucina è mantenere la calma quando vengono a cercare lo chef per complimentarsi della cena e guardandosi in giro le chiedono se per caso è malato.

C’è chi giura di aver visto clienti stringere furiosamente la mano al lavapiatti ventunenne della brigata, complimentandosi con lui sulla bella squadra che è riuscito a mette in piedi così giovane.

LA SUDDIVISIONE DEI COMPITI
Nessuno sa fare lo chef patissier come le donne, sarà per questo che appena assunte vengono puntualmente relegate all’angolo della brigata che si occupa del pane.

E se, qualche chef meno rigido, diciamo così, permette loro di occuparsi d’altro, c’è sempre qualche collega che chiede: “Ma non preferivi stare in pasticceria”?

DANNI COLLATERALI

pasticceria

Creare un angolo pasticceria mettendo insieme più di uno chef donna significa dare vita a quella strana alchimia che rende le femmine in branco solidali tra loro come vipere calpestate.

Se proprio si viene costrette è bene controllare dieci volte che lo zucchero non sia stato sostituito con il sale e presidiare il forno sino a fine cottura, per evitare che la temperatura risulti alterata da mani amiche.

MALATTIE IMBARAZZANTI
Uno chef donna potrebbe avere la pessima idea di rimanere incinta. Non c’è da aspettarsi alcuna pietà, se foste malate all’ultimo stadio i colleghi maschi vi appoggerebbero, magari vi sostituirebbero, ma con quella pancia enorme di mezzo nessuno si sente a suo agio.

Nonostante tutto però esistono chef donna che, sprezzanti del diabete gestazionale, continuano a lavorare per tutti i nove mesi e può persino capitare che qualche capo, mettendosi contro la brigata, conceda loro il piacere di uno sgabello.

CONTINUE LEZIONI DI ANATOMIA

banana

Più certo delle tasse c’è solo il fatto che per ogni uomo una banana, un cetriolo o una zucchina sono e restano un prolungamento del pene.

L’unico rimedio per evitare che lo ricordi anche a tutte le donne che incontra in cucina è giocare d’anticipo: mettere in posa i vegetali può diventare un modo per farsi degli attributi personalizzati.

LE PORTE

toilet

Difficilmente la cucina di un ristorante prevede più di un bagno per i dipendenti, e questo non sarebbe un dramma se i cuochi maschi non avessero il vizio di lasciare la porta aperta.

Anche qui la soluzione è una sola: invece che correre intimorite verso il bagno degli ospiti in sala, rischiando il licenziamento, bisogna lasciare la porta aperta tutte le volte che si fa pipì.

Se ci si accomoda sul wc con la giusta rapidità di movimento e si assume la posizione dell’angolo acuto nessuno vedrà nulla, ma soprattutto nessuno oserà guardare troppo.

L’ARMADIETTO
Lucchetto come nei sotterranei blindati delle banche svizzere, eppure a tutte le donne chef che lavorano nei ristoranti italici è comparsa prima o poi dentro l’armadietto una zucchina. In bella mostra tra due albicocche.

COLPI DI FULMINE

branzino

Un uomo infatuato con dei coltelli a disposizione è un uomo pericoloso. Con questo non voglio dire che se l’uomo infatuato viene rifiutato si avventa sulla collega come su un branzino da sfilettare.

Ma di scene non riferibili ne sono capitate eccome.

PROCESSO PER DIRETTISSIMA
C’è un modo semplice e antico per mettere alla berlina uno chef donna: accusarla di farsi il proprietario.

Nessun processo per direttissima è più sommario di questo, nel giro di cinque minuti nessuno tranne forse l’imputata sarà convinto della sua innocenza.

VANTAGGI
Essere una donna a capo di una brigata di cucina sessista presenta qualche vantaggio: dispensare abbracci e chiedere un favore ai cuochi dispensando molti “amore mio” serve ad avere sottoposti molto efficaci.

Anche se esiste più di qualche signora che preferirebbe cambiare mestiere che tenere un atteggiamento simile.

LACRIME

piangere

Se qualcosa di positivo Masterchef ha portato nelle cucine dei ristoranti è lo sdoganamento della lacrima facile.

Dopo anni di sfottò per il fazzoletto facile è arrivato Nicolò. Ora, a volte, è ammesso che il maschio si sciolga in lacrime.

BASTA UN PO’ DI ZUCCHERO…
Con un afflato di speranza vorrei portarvi a pensare che ovunque, prima o poi, può succedere l’inaspettato.

Mi hanno raccontato che un giorno, il collega chef con un mal di testa da competizione post sbornia fu salvato dalla compressa di antidolorifico che la sua collega chef teneva nella borsa in attesa del ciclo.

E nell’infimo spazio occupato da un Buscopan si è realizzata l’alleanza tra i sessi.

[foto crediti: ehow, pixabay, parentdish, heavytable]