di Giorgia Cannarella 6 Maggio 2013
bar Cardesi, roma

Primavera (con calma) –> primi caldi –> primi gelati –> prime truffe ai danni turisti. All’epoca abbiamo scritto persino una guida antitruffa (italiano / inglese).

Benvenuti nel centro storico di Roma, anno 2013, scrive oggi il Corriere, dove quattro vacanzieri inglesi strabuzzano ancora gli occhi davanti allo scontrino di un bar: 64 (sessantaquattro) euro per 4 (quattro) coni gelato. S-E-D-I-C-I euro l’uno.

Roger Bannister, il fratello Steven e le mogli Wendy e Joyce, tutti di Birmingham, stanno passando una settimana di vacanza a Roma. Ieri pomeriggio gironzolano per il centro fermandosi per un gelato tra via della Vite e via della Propaganda, proprio dietro piazza di Spagna.

Quattro coni, due cialde, tre gusti ognuno: totale, sessantaquattro euro. E non hanno nemmeno consumato i gelati seduti al tavolo.

Lo scontrino è intestato alla Cardesi s.r.l di Alfiero Tredicine, cognome noto e chiacchierato in città sia per i camion bar del Centro sia per l’attività politica (nel Pdl) di Giordano, consigliere comunale.

La difesa ufficiale? “Ma dentro quei coni entrano sette etti di gelato!”.

Circonvenzione di turista, facile rubricare così l’episodio, ultimo di una lunga serie a Roma. Dal ristorante Passetto, dietro piazza Navona, dove nel 2009 due giapponesi pagarono 695 euro per “due pasti completi con vino e acqua” al caso dell’americana che, trasportata su un’ambulanza privata, si è vista consegnare un conto da 1.300 euro.

Resta il fatto che nel bar, i prezzi sono affissi a chiare lettere, anzi, si legge che un cono può arrivare a 20 euro. Persino un paio di utenti su Google Maps mettono in guardia i turisti:

“Fanno finta di non capire che hai ordinato una porzione piccola, ti presentano un gelato da 7 euro, e ti fregano con il cambio. Da evitare a tutti i costi”

oppure:

Paghi una porzione piccola di gelato 16 euro!!! Fregano i turisti approfittando del fatoo che non conoscono bene la lingua italiana“.

Il candidato al Primo municipio, Matteo Costantini, si è offerto di rimborsare i turisti inglesi, che sotto choc ma ancora innamorati dell’Italia li hanno rifiutati: “Non vogliamo i soldi indietro, vogliamo capire come sia possibile”.

Dal discorso d’insediamento del primo ministro Enrico Letta:
Molti stranieri vogliono bagnarsi nei nostri mari, visitare le nostre città, mangiare italiano“.

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere Roma, Google Maps, Repubblica. Immagine: Google Maps, Corriere Roma]