di Francesco Bruno 21 Agosto 2015

Se potessimo dare il titolo di una canzone a quest’estate, prendendo spunto dagli 883, la chiameremmo “La lunga estate carissima”.

Nuovo scontrino-scandalo, questa volta a Terracina: sette teglie di pizza sono costate 176 euro a un gruppo di turisti napoletani, che dal canto loro hanno segnalato lo scontrino al pubblico del web. Ma non è stata l’unica segnalazione.

Sembra non voler finire più la saga degli scontrini postati su Facebook, manco fossero selfie.

L’ultimo in ordine tempo aveva coinvolto il Bar Calise di Ischia per via di un servizio non proprio economico.

Teglia pizza

Questa volta a vestire i panni di paladino dei consumatori è stato Alberto Capuano, il portavoce della comitiva di turisti campani recatasi alla Pizzeria “Da Tina” a Terracina.

Dopo aver consumato sette teglie di pizza (da mezzo metro ciascuna), i clienti campani si sono visti consegnare un conto a tre cifre: 176 euro.

Precisamente 100 euro per due teglie con wurstel e patatine, e 76 euro per cinque teglie di margherita.

Dopo aver chiesto spiegazioni sul conto, considerato eccessivo, i gestori hanno fatto presente come la pizza nel loro locale venga venduta al chilo e non al metro:

Questo esercizio è in attività dal 1982, la pizza si paga circa dodici euro al chilo, c’è un regolare listino prezzi e al signor Capuano è stato chiesto di pagare quanto doveva. Il prezzo è determinato da quel che viene chiesto di mettere sopra la pizza, che fa così variare il peso.

Pizza al metro

A contribuire alla stizza del signor Alberto, cliente abituale, ci sarebbe anche il mancato sconto di 20 euro che la pizzeria era solita applicare nella giornata di Ferragosto.

Forse la polemica è stata innescata soltanto perché a Ferragosto non è stato fatto lo sconto di venti euro chiesto da Capuano, come lui era abituato in precedenza” continua uno dei gestori.

Dopo aver postato la foto su Facebook, Capuano ha addirittura segnalato l’accaduto ai Carabinieri.

I proprietari della pizzeria, per tutta risposta, hanno denunciato il turista campano per diffamazione.

Questo è stato il colorito epilogo dell’ennesima battaglia tra clienti e gestori, che dopo aver acceso questa già torrida estate vive gli ultimi tiepidi fuochi.

[Crediti | Roma Fanpage, Repubblica. Link: Dissapore. Immagini:Flickr]