di Giorgia Cannarella 29 Gennaio 2014
nerio beghi, sirani, brescia

Nerio Beghi, suo malgrado, è l’uomo del momento. Per i diversamente attenti questo presunto Signor Erode è il 55enne patron di Sirani, la pizzeria gourmet di Bagnolo di Mella (provincia di Brescia) dove i bambini non sono ammessi dopo le 21.

Iniziamo dal principio, da sette anni fa, quando ha debuttato il “divieto”. Perché la polemica è scoppiata solo adesso?
Non ne ho idea. Sul web hanno deciso di fare rumore ed enfatizzare qualcosa che facciamo da anni. Per noi e per i nostri clienti abituali è la normalità.

Tra di loro ci sono molte famiglie?
Certo! Noi siamo un locale multifunzionale, aperti dalla mattina con servizio pasticceria e caffetteria. Ospitiamo le famiglie dalle otto di mattina alle nove di sera, non mi sembra poco.

E come mai, invece, non li volete dopo le 21?
Ci sono stati episodi sgradevoli. Ricordo una sera, saranno state le undici e mezza: un bambino in carrozzina strillava disperato, mentre i genitori continuavano le chiacchiere e si limitavano a muovere un po’ la carrozzina. È impensabile portare un bambino fuori a quell’ora!

Non che Sirani sia l’unico ristorante con una policy restrittiva nei confronti dei bambini. Solo che, se a impedirne o limitarne l’ingresso è un ristorante stellato i media non danno in escadescenze. Se è una pizzeria, invece …

Capisco che le persone siano abituate, a volte, a considerare i bar o le pizzerie come posti dove i bambini sono liberi di correre, giocare e fare rumore. Non c’è niente di male, ma noi non cerchiamo queste cose.

Quindi avete deciso per il doppio turno.
Sì, uno dalle 19.30 alle 21 e uno dalle 21 in poi. Anche solo per una questione di spazio, però: voglio che le persone si godano un ambiente tranquillo e rilassato. Consideri che noi siamo al completo praticamente tutte le sere. La nostra sala è di 100 metri, con 50/60 posti a sedere: se non facessimo il doppio turno sarebbe il caos.

Quindi come funziona? Se chiamo per prenotare lei mi chiede se porterò dei bambini con me?
Esattamente. E se li porta, le chiedo di venire dalle 19.30 alle 21.

Mai avuto lamentele?
Mentirei se le dicessi il contrario. A volte, quando al telefono spiego la procedura mi buttano giù. Ma non succede tanto spesso. Cosa vuole: non si può accontentare tutti nella vita.

Altri episodi?
A volte mi rispondono indignati “Che cazzo vuoi? Questo è un locale pubblico! Posso fare quello che voglio“. Certo, è un luogo pubblico, come un parco per esempio. Riempiresti il prato di cartacce? Non credo. Questa cosa del “locale pubblico” mi irritava così tanto che sono dovuto andare dal parroco a confessarmi.

Insomma, il problema non è la maleducazione dei bambini, ma quella dei genitori.
Ovviamente. Anche loro disturbano parecchio, se ci si mettono.

 

Seguendo certi ragionamenti verrebbe da assimilare i bambini ai telefonini accesi oppure ai cani, a proposito, li accettate?
Certo. Cani, bambini, pizza, dolci … nel nostro locale ci piacciono tutte le cose belle e buone.

Dopo tutte le polemiche degli utlimi giorni, mentre su Tripadvisor continuano a piovere commenti sprezzanti, non mi dica che ha cambiato idea?
Non se ne parla proprio. Anzi, dico di più: se dovessero, in un mondo ipotetico, costringermi a togliere il divieto … beh, smetterei di fare il ristoratore.

Addirittura. Mi tolga una curiosità: lei ha figli?
Siamo in attesa: il mio primo figlio nascerà a maggio.

[Crediti | Immagini: altissimoceto.it]