di Giulia Caligiuri 3 Dicembre 2013
Nanni Moretti e la Nutella

Essere o non essere mangiatori spocchiosi? Questa la vera domanda che anima il cuore di noi ossessionati dal cibo. Stare sempre sugli attenti, pedantemente impegnati a fare le pulci a quello che ingerisce il prossimo, o abbandonarci alle esperienze più triviali? Come gli snack per esempio. Con quel fascino morboso e segreto che le polemiche salutiste non fanno che enfatizzare.

I più disonesti intellettualmente, barbuti e ricercati come l’hipster Fabio Volo, possono mangiarli con aria pensierosa e contrita, teorizzando castronerie come lo “snack gourmet”; noi senza nasconderci dietro un dito, non disdegnamo di tanto in tanto qualche calorica schifezzuola. E su, dài, siamo umani.

Per sublimare il basso istinto mi sembra doveroso interrogarci sulle nostre preferenze quando non abbiamo voglia, modo, tempo di mangiare in modo regolare. It’s snack time, everybody.

Gelato.
Chi non ama il gelato alzi la mano (e vada a farsi vedere da uno bravo). Vogliamo scherzare, il pomeriggio d’estate, ma anche d’inverno, di mattina, di notte; da soli e in compagnia. La soddisfazione di assaporare un cono gelato, ben stretto tra le mani, sgocciolante e profumato!

Pane e Nutella.
Ovvero: aspettate un attimo che voglio sentirmi Nanni Moretti. Non sottovaluterei l’abbinamento con pizza bianca.

Bounty, Milkyway, Mars.
Una concessione al cocco mescolato al cioccolato, o il caramello mescolato al cioccolato, o qualsiasi altra cosa mescolata al cioccolato. Basta che sia calorica e gli zuccheri esplodano in bocca. E che faccia venire i brufoli. Ammettetelo, dai, che quando li vedete alle macchinette dovete sforzarvi per distogliere lo sguardo.

Popcorn.
Film, ma anche no. I popcorn sono quel tabù alimentare per forza legato al cinema. Che cosa avranno mai questi mostruosi pallini bianchi di così nocivo? Di certo, non sono peggio delle patatine in sacchetto.

Liquirizie.
Che siano ripiene, salate, zuccherate, gommose. Di qualsiasi forma e dimensione. Chiudono quel buco allo stomaco che hai dopo qualche ora a digiuno. Immancabili.

Giardiniera di verdurine.
Vi starete chiedendo “ma cosa dice?” Invece sì, per molti è un immancabile snack. Non vegano, non fighetto. Almeno, non del tutto.

Zuppa reale.
Quei piccoli insipidi bignè, direttamente dal sacchetto, così come si presentano. Ehm, sì, questo probabilmente è un vizio mio. Però la pienezza che procura è incomparabile, giurin giurella.

Salamini.
Non è che io voglia fare pubblicità occulta, ma sono proprio loro gli unici senza confronto (capito quali, sì?). Li guardi imbustati e sembrano finti; una volta aperti ne hai la conferma. Chimica applicata al cibo. Ma poi, una volta addentati, si impadroniscono del tuo corpo (stile taralli) e desistere sarà l’impresa più grande della tua vita. Provare per credere.

Non nascondetevi penitenti! Accodatevi a me piuttosto. Volete aggiungere qualche spuntino ad alto tasso di grassi saturo che mi è sfuggito?