di Riccardo Campaci 26 Febbraio 2015
Prezzi civetta supermercati

Retropensieri indotti dai prezzi dell’olio extravergine e del pollo praticati in alcuni casi dai supermercati.

“Pollo è chi pollo fa” direbbe Forrest Gump; anzi forse “chi polli compra” visto che stiamo parlando di super offerte. Considerando la validità del vecchio adagio secondo cui “There ain’t no such thing as a free lunch”, ovvero che nessuno ti regala niente, spesso varrebbe la pena soffermarsi sulle offerte che i super, iper e mega mercati ci propinano ogni giorno, chiedendoci se effettivamente si tratta di offerte o se semplicemente sono specchietti per le allodole (o per polli).

30 per cento, 40, 50, 3×2, 4×2, in fila per 3 col resto di 2… le tecniche della grande distribuzione per monetizzare al massimo e strizzare i portafogli dei clienti sono innumerevoli ed è meglio fare attenzione. Un tempo la fregatura stava nel peso: alcune confezioni in offerta potevano avere un prezzo inferiore perché caratterizzate da un peso inferiore.

Ci compravamo le nostre fettine di vitello in offerta, magari sfruttando un 3×2, per poi scoprire che avevano lo stesso spessore e peso della pellicola che avvolgeva il pacchetto. Oggi questa pratica è desueta, visto l’obbligo di segnalare il prezzo per unità di misura, rendendo facile scovare l’inganno.

Le vie dell’offerta però sono infinite e così anche le modalità d’inghippo: spesso il prodotto in offerta può nascondere un “segreto di pulcinella”, ad esempio una data di scadenza più ravvicinata.

In Italia la data di scadenza sembra essere un tabù, quindi questo aspetto non viene evidenziato come invece accade in altri Paesi, dove nei supermercati esiste un’apposita zona con prodotti prossimi alla scadenza, scontati abbondantemente.

In altri casi l’offerta è data dalla potenza di fuoco delle catene: la grande distribuzione è in grado di acquistare il prodotto in quantità enormi, ottenendo sconti consistenti sui prezzi di listino, potendo quindi praticare sconti altrettanto generosi nella rivendita al dettaglio, un po’ quello che fa Amazon con i suoi libri e che ha fatto incavolare non poco gli editori.

Se compro a 70 posso rivendere a 100; se compro a 50 posso anche rivendere a 70 spacciandolo come uno sconto del 30 per cento, ma in realtà ci sto guadagnando anche io che vendo, non solo tu che compri.

Altre tecniche possono riguardare la stagionalità di un prodotto, la sua disponibilità e le sue richiesta: il prezzo di alcuni prodotti stagionali può essere ribassato nel caso in cui la disponibilità sia molto alta e la richiesta altrettanto alta, dando l’illusione di praticare una politica di convenienza, quando si tratta solo di leggi di mercato.

E del posizionamento, ne vogliamo parlare?

Voi pensate che i prodotti siano posizionati un po’ a caso, in ordine alfabetico, ma in realtà esistono enciclopedie e manuali di marketing su come attirare l’attenzione del cliente posizionando alcuni prodotti, i più vantaggiosi per la catena, a “vista d’occhio”, in modo che la loro individuazione sia facile ed immediata, mentre alcuni, meno vantaggiosi sono lassù, in alto, e devi portarti come minimo la scala da casa o sperare che ci sia un giocatore di basket nei paraggi per aiutarti a raggiungerli.

Stessa filosofia per i prezzi civetta, enormi ed invasivi, utili per attirare l’attenzione, convincere il cliente a recarsi al punto vendita ed instillare l’idea che ci si trova all’interno di un supermercato di benefattori.

Qualche scaffale più in là magari ti rifilano le patate a 12 euro al kg; ma tanto non ci fai caso perché hai appena risparmiato cinque centesimi su un vasetto di yogurt al tamarindo da 14 litri che scadrà dopodomani.

Meglio quindi prestare attenzione non solo alle singole offerte, paragonando gli stessi prodotti e il loro prezzo in catene diverse, ma valutare la spesa con un metodo olistico, ricordandosi che risparmiare su alcuni prodotti non significa necessariamente risparmiare sull’intera spesa.

E che dietro al 3×2 potrebbero solo nascondersi tre fregature al prezzo di due.

[Crediti | Link: Dissapore, Scatti di Gusto]

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