di Valentina Campus 3 Giugno 2014
Tripadvisor

Della serie, a volte ci piacerebbe non leggere e non scrivere più nulla sul tema. Niente da fare, è lui che viene a bussarti alla porta con quell’invasività tipica dei testimoni di Geova. E pensare che alla sua nascita lo credevo un sistema rivoluzionario: liberarsi dal giudizio imperativo delle guide, per dare onore anche al giudizio popolare.

Ecco ora amerei liberarmi da TripAdvisor, almeno per smettere di avere la paranoia verso qualsiasi ristorante.

Analizziamo il nuovo martirio 2.0: il curioso rapporto tra il Signor Teston e il ristorante Consiglio di Sicilia a Donnalucata.

Abbiamo un cliente (anzi un potenziale cliente) capace di recensire per ben 3 volte il locale senza esserci stato. Come dite, non è il primo, non sarà l’ultimo! Vero, ma qui abbiamo materiale per una spy story americana. Sentite un po’.

Teston prima giudica in maniera negativa il locale perché impossibilitato a cenarvi/pranzarci in quanto chiuso per due volte, poi, alla terza volta, sente che sta per recensirsi addosso, allora ci gratifica con un giudizio medio (sempre senza esserci stato). Tre bei pallini, probabilmente sulla fiducia.

Tutte e tre le volte Tripadvisor cancella la recensione proprio perché non fondata su una reale visita del locale, come dire, Tripadvisor sa anche essere migliore dei suoi scrittori sparsi nel mondo.

Segue l’intervento della signora Roberta Corradin, proprietaria del locale (e incidentalmente bravissima foodwriter), che risponde alla terza recensione elencando gli orari e i giorni di apertura del ristorante dettagliatamente, ricordando al recensore l’utilizzo di internet non solo per le sue smanie da critico gastronomico ma anche per la consultazione del loro sito e di uno strumento ormai violentemente obosoleto, il telefono.

Ode alla signora Roberta, ma la saga Teston-Tripadvisor-Corradin, come ogni buona soap opera, non si esaurisce qui.

Teston, risponde alla Corradin attraverso Gazzetta Gastronomica, nel cui sito la ristoratrice denuncia le derive più pericolose della tripadvisorizzazione, accusandola di essere eccessivamente multitasking: scrittrice, imprenditrice e cameriera. Insomma siamo allo scontro personale su mezzo stampa, stile Berlusconi vs. Lario

Roberta Corradin si trincera in un religioso silenzio e non risponde alla provocazione (almeno fino ad oggi). Ode alla signora Roberta parte seconda.

Nel frattempo noi attendiamo con allarmante curiosità la nuova stilettata di Teston, che temiamo abbia molto tempo libero.

In attesa di clamorosi risvolti ed eventuali interpellanze parlamentari, afferrerei l’unica riflessione importante, ai fini della discussione, in questa bizzarra querelle. Arriva proprio dallo sfogo della Corradin:

Tu dirai: Corradin, perché non li lasci perdere e basta?

Io ti dico: perché la ristorazione reale (non quella delle stelle e delle forchette) è in mano a TripAdvisor. Bisogna farci i conti. Almeno il 70% delle persone che vengono al ristorante per la prima volta ci hanno visti su TA. Vengono perché sono incuriositi dalle mie risposte, dalle foto del locale, dalle recensioni positive, dalle foto, ma comunque vengono perché siamo su TA. Siccome devo pagare il mutuo, non ci penso nemmeno a togliermi da un sito che comunque, nel bene e nel male, mi dà visibilità.

Forse sono imbecille anche io, e dalla mia posizione, lotto contro ogni ingiustizia e disonestà.

Insomma, se le cose stanno davvero così il potere di TripAdvisor è di essere un mezzo così potente da diventare inevitabilmente ricattatorio.

Al di là dell’abusato discorso critica classica contro critica 2.0 (o 3.0 se preferite lasciando a noi la versione intermedia) mi chiedo: la fama di un ristoratore può davvero essere in mano a un sistema di recensioni online?

O i ristoratori dovrebbero solo occuparsi di fare bene il loro mestiere?

[Crediti | Link: TripAdvisor, Dissapore, Facebook, Gazzetta Gastronomica]

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