Tripadvisor

Della serie, a volte ci piacerebbe non leggere e non scrivere più nulla sul tema. Niente da fare, è lui che viene a bussarti alla porta con quell’invasività tipica dei testimoni di Geova. E pensare che alla sua nascita lo credevo un sistema rivoluzionario: liberarsi dal giudizio imperativo delle guide, per dare onore anche al giudizio popolare.

Ecco ora amerei liberarmi da TripAdvisor, almeno per smettere di avere la paranoia verso qualsiasi ristorante.

Analizziamo il nuovo martirio 2.0: il curioso rapporto tra il Signor Teston e il ristorante Consiglio di Sicilia a Donnalucata.

Abbiamo un cliente (anzi un potenziale cliente) capace di recensire per ben 3 volte il locale senza esserci stato. Come dite, non è il primo, non sarà l’ultimo! Vero, ma qui abbiamo materiale per una spy story americana. Sentite un po’.

Teston prima giudica in maniera negativa il locale perché impossibilitato a cenarvi/pranzarci in quanto chiuso per due volte, poi, alla terza volta, sente che sta per recensirsi addosso, allora ci gratifica con un giudizio medio (sempre senza esserci stato). Tre bei pallini, probabilmente sulla fiducia.

Tutte e tre le volte Tripadvisor cancella la recensione proprio perché non fondata su una reale visita del locale, come dire, Tripadvisor sa anche essere migliore dei suoi scrittori sparsi nel mondo.

Segue l’intervento della signora Roberta Corradin, proprietaria del locale (e incidentalmente bravissima foodwriter), che risponde alla terza recensione elencando gli orari e i giorni di apertura del ristorante dettagliatamente, ricordando al recensore l’utilizzo di internet non solo per le sue smanie da critico gastronomico ma anche per la consultazione del loro sito e di uno strumento ormai violentemente obosoleto, il telefono.

Ode alla signora Roberta, ma la saga Teston-Tripadvisor-Corradin, come ogni buona soap opera, non si esaurisce qui.

Teston, risponde alla Corradin attraverso Gazzetta Gastronomica, nel cui sito la ristoratrice denuncia le derive più pericolose della tripadvisorizzazione, accusandola di essere eccessivamente multitasking: scrittrice, imprenditrice e cameriera. Insomma siamo allo scontro personale su mezzo stampa, stile Berlusconi vs. Lario

Roberta Corradin si trincera in un religioso silenzio e non risponde alla provocazione (almeno fino ad oggi). Ode alla signora Roberta parte seconda.

Nel frattempo noi attendiamo con allarmante curiosità la nuova stilettata di Teston, che temiamo abbia molto tempo libero.

In attesa di clamorosi risvolti ed eventuali interpellanze parlamentari, afferrerei l’unica riflessione importante, ai fini della discussione, in questa bizzarra querelle. Arriva proprio dallo sfogo della Corradin:

Tu dirai: Corradin, perché non li lasci perdere e basta?

Io ti dico: perché la ristorazione reale (non quella delle stelle e delle forchette) è in mano a TripAdvisor. Bisogna farci i conti. Almeno il 70% delle persone che vengono al ristorante per la prima volta ci hanno visti su TA. Vengono perché sono incuriositi dalle mie risposte, dalle foto del locale, dalle recensioni positive, dalle foto, ma comunque vengono perché siamo su TA. Siccome devo pagare il mutuo, non ci penso nemmeno a togliermi da un sito che comunque, nel bene e nel male, mi dà visibilità.

Forse sono imbecille anche io, e dalla mia posizione, lotto contro ogni ingiustizia e disonestà.

Insomma, se le cose stanno davvero così il potere di TripAdvisor è di essere un mezzo così potente da diventare inevitabilmente ricattatorio.

Al di là dell’abusato discorso critica classica contro critica 2.0 (o 3.0 se preferite lasciando a noi la versione intermedia) mi chiedo: la fama di un ristoratore può davvero essere in mano a un sistema di recensioni online?

O i ristoratori dovrebbero solo occuparsi di fare bene il loro mestiere?

[Crediti | Link: TripAdvisor, Dissapore, Facebook, Gazzetta Gastronomica]

commenti (9)

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  1. Avatar appetito ha detto:

    Perché, invece che degli utilizzatori, la fama di un ristorante dovrebbe essere in mano di chi?

  2. Avatar TaTaC ha detto:

    Colpa di nessuno, nella moltitudine degli utenti ci sono alcuni che lo usano nel modo sbagliato.

    Questo non rende lo strumento meno attendibile, penso sia fisiologico quando sono chiamate in causa un così grande numero di persone.

    TA non è perfetto ma è un grandissimo strumento, le recensioni non sono oro colato e spesso gli utenti meno ingenui sanno filtrare le recensioni fake.

    Al momento mi “fido” maggiormente di recensioni di questo tipo che quelle su riviste e guide di settore.

  3. Avatar Dario ha detto:

    Il sogno proibito di ogni ristoratore sarebbe “customeradvisor” recensendo i clienti molesti. Il vero nocciolo della questione è che TripAdvisor non è uno strumento attendibile e quando il target della clientela è quello sul territorio di utilità pressoché nulla poiché il vecchio e analogico passaparola è più efficace. Diventa un grimaldello quando il ristoratore si rivolge a una clientela di passaggio… in quel caso prima di prendersela con TripAdvisor sarebbe meglio farsi un esamino di coscienza… e soltanto dopo invocare sacrosante procedure di controllo. Suggerirei di stampare nel menù un qrcode che genera la data e di chiedere ai recensori di postarlo insieme alla recensione… specificando poi sul TA nello spazio delle repliche del ristoratore che sono da considerare valide solo le recensioni col qrcode che dimostrano l’effettiva visita al locale

  4. La riflessione di Corradin è molto interessante: che piaccia o no, bisogna fare i conti con TA e con gli utenti che ci scrivono sopra. Forse il dubbio è che portale sta diventando praticamente monopolista, visto che se si cercano ristoranti in qualunque località su Google, i risultati di TA sono sempre i primi. Questo rischia di rendere il giudizio su un locale troppo legato al target di TA.

  5. Avatar mario ha detto:

    Esperienza personale: più della metà dei ristoranti provati grazie a TA mi hanno deluso. E parlo della mia città, Torino, che conosco abbastanza.
    Non lo uso più, punto

  6. Avatar stefano ha detto:

    La mia opione personale; vivo a Londra e i ristoranti che ho provato tra i vertici di TA mi hanno deluso quasi tutti. Anche io non lo uso piu.

  7. Avatar claudio ha detto:

    Peso che TA sia come la TA (Technical Analysis) per la borsa. Ti da delle informazioni, poi sta a te interpretarle. Ad esempio a Milano in testa ci sono bar e gelaterie improbabili. Invece cercando meglio e leggendo le recensioni mediane, guardando il numero di pessimi rispetto agli altri, ecc. ecc qualche informazione utile si trova. Specie per citta’ che non si conoscono.

  8. Avatar man ha detto:

    Invece che smettere di leggere TA, scriveteci, no? E’ uno strumento prezioso per chi lo legge con intelligenza. Certo, se uno da retta alle critiche negative basate sul fatto che il ristorante era chiuso o che le porzioni erano piccole e da nuvel cusin, non fa molta strada…

    E’ difficile evitare sole nella fascia sub-stellata (a livello stellato uno potra’ magari rimpiangere di aver buttato via un po’ soldi perche’ la qualita’ non giustificava i prezzi ridicoli, ma e’ raro mangiare proprio male). Le guide sono inaffidabili, i critici sono -con poche eccezioni ed escludendo i presenti- ancora piu’ inaffidabili, gli amici…beh, almeno i miei, lasciamo perdere.

    Quindi quel che fa il saggio e’ di cominciare sniffando qua e la’ in giro, sulle guide (io peraltro non compro una guida da anni e uso solo viamichelin) e sui blogs, e poi di effettuare una selezione affidandosi a TA (in particolare alle recensioni meno demenziali di utenti con esperienza) per farsi un’idea piu’ precisa del tipo di locale. Di nuovo, certo che se uno a Londra si fa acriticamente i top di TA gli sta bene se poi mangia male :)…(in realta’ c’e’ stato anche un momento magico in cui c’erano 6 stellati nei primi 7 posti!).

  9. Avatar Harry ha detto:

    Io uso TA sia per leggere sia per scrivere recensioni.
    Il TA lo uso per prendere una prima idea dei ristoranti poi faccio una seconda ricerca all’internet per trovare critiche dai giornali, blog, ecc.
    Tantissime volte invio anche un msg privato dentro al T.A., se mi risponde chi ha fatto la recensione allora metto il ristorante nella mia lista per visitarlo altrimenti lo cancello.