A Catania fanno di gran lunga la colazione più memorabile d’Italia

Ditemelo subito se avete alternative, e nel caso, vi prego di argomentarle. Perché secondo me non esistono altre città italiane dove le colazioni sono altrettanto varie, ricche, smodate, dolci, salate, impanate, spesso fritte, come a Catania (che casualmente è la città dove vivo).

Non parlo di granita e brioscia, no, sarebbe troppo facile. Ma della clamorosa serie di “pezzi” che i catanesi hanno a disposizione ogni mattina, da non confondere con i dolci più noti della pasticceria siciliana, vedi cannolo e cassata. 

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La tesi che a Catania facciano la colazione più memorabile d’Italia non vi convince? Continuate a leggere, mi limiterò a esporre le mie ragioni, lasciando che siate voi a giudicare.

CIPOLLINA

Colazione a Catania - Interno cipollina

La varietà che lo attende al bar ogni mattina prima di andare a lavorare, fa sì che il catanese non abbia un’idea precisa di cosa consumerà. Entrando, l’occhio si dirige fulmineo verso la vetrina dei pezzi da colazione.

Ma è proprio quando il barista sta per chiedergli cosa gradisce, che l’altro occhio va sulla vetrina della tavola calda. E credetemi, non passa giorno che il catanese entrato al bar pensando di chiedere un cornetto s’interroghi dubbioso: “stamattina mi calassi ‘na cipollina.”

Tutto contribuisce al potere di seduzione della cipollina: la forma a fagotto piegato in quattro alla sanfasò, la consistenza da pasta sfoglia e il ripieno di formaggio, prosciutto, pomodoro e soprattutto cipolla, star tra gli ingredienti per sapore e profumo.

Si consuma abbinata con una bibita frizzante.

INVOLTINO

Colazione a Catania - Involtino

Chiusa la parentesi cipollina, spezzafame per ogni ora del giorno, andiamo ai tipici pezzi da colazione di Catania.

L’involtino è una pasta sfoglia dolce a strati. Un fagotto quadrato “riempito” di crema. Ho messo riempito tra virgolette perché a Catania riempire significa farlo senza mezze misure. Abbondare è la regola.

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I ripieni più frequenti sono crema pasticciera e crema al cioccolato. Per distinguerli, l’involtino alla crema pasticciera ha una ciliegia candita al centro dei quattro lati. L’altro è invece spolverato con il cacao.

PANZEROTTO

Colazione a Catania - PanzarottoInterno panzarottoInterno panzarotto

Avete presente il panzerotto pugliese? Allora dimenticatelo.

Il panzerotto a Catania è uno dei pezzi da colazione più richiesti, complice la perfezione quasi ingegneristica della sottile calotta di pasta frolla, che riesce a sostenere miracolosamente, non si sa come, una quantità monstre di crema.

Tra gli ingredienti stravaganti del panzerotto figura l’ammoniaca per dolci. Che è una polvere bianca sul genere del “bicarbonato” impiegata in pasticceria per aumentare la friabilità.

Crema o cioccolato o morbida ricotta completano il sapore dell’impasto, un po’ biscottato, spolverato di cannella in superficie, dove spunta un piccolo bernoccolo croccante.

RAVIOLA

Colazione a Catania - Raviola con la ricottaColazione a Catania - Raviola con la ricotta

Colazione a Catania - Interno raviola fritta

Pare che il termine raviolo sia apparso per la prima volta in un documento vergato nel 1158 in Sicilia. Ma sposterei volentieri l’attenzione dalle contese storiche per passare direttamente alla raviola, che al singolare femminile è un imperdibile pezzo da colazione. Questo sì siciliano, al punto che in tanti nell’isola si ostinano a prepararlo in casa.

La raviola è una frittella morbida impastata con la farina di grano tenero, cui viene data forma circolare, per poi essere chiusa a mezzaluna e tagliata nei lembi con il raviularuu (che è l’arnese da cui prende il nome).

Frittura e ricotta sono le due chiavi di volta, come nel cannolo. Una volta lavorato il ripieno con zucchero o miele, la raviola viene spolverata di zucchero e spesso anche di cannella.

Difficile ignorare la tentazione del fritto, anche a colazione, anche per chi subisce il richiamo delle sirene salutiste. In onore delle quali esiste anche una blasfema alternativa al forno. Ma lasciate perdere: quando dev’essere raviola, che raviola sia.

IRIS

Se possiamo definire la raviola come un pezzo da colazione siciliana, l’iris catanesissimo è. A iniziare dall’impasto, quello tipico della brioscia da inzuppare nella granita, ma schiacciato ai poli, come un mappamondo.

All’interno, segue le stesse identiche forme rotonde, un generoso ripieno di crema bianca o cioccolato.

Non basta, a quel punto l’iris, impanato con pastella liquida e mollica, viene preso e fritto tutto intero in abbondante olio. Ma non chiamatelo arancino, questo è l’iris e basta.

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Come si distingue dall’esterno l’iris farcito al cioccolato da quello alla crema? Grazie a un cerchio inciso dai pasticcieri nel polo superiore della scorza fritta, che cambia colore a seconda del ripieno.

Scopriamo ora dove vanno i catanesi avveduti per mangiare i tipici pezzi da colazione.

BAR DELLA REGIONE

Bar della Regione - CataniaBar della Regione - Catania - PAnzerottiBar della Regione - Catania - Interno raviola

Praticamente sconosciuto ai residenti del centro, nella periferica zona Fortino, il Bar della Regione è un concentrato di semplicità, arguzia e prontezza di spirito, oltre che di sapore.

Anche notturno, visto che al Bar della Regione spesso si va per addentare una raviola appena fritta dopo la mezzanotte, mettendosi così l’anima in pace per almeno un mese. Ma che soddisfazione, ragazzi!

Pasta dalla morbidezza disarmante farcita con una cascata di ricotta, e la cannella a coronare il sogno calorico. Questa è al di là da ogni ragionevole dubbio la migliore raviola di Catania.

BAR ALECCI

Colazione a Catania - Bar AlecciColazione a Catania - Bar AlecciRavioli con la ricotta - Colazione a Catania

Non vi stupite, se avrete voglia di abbinare alla granita un pezzo da colazione, invece della tradizionale brioscia. Al bar Alecci, dove pure il set da granita (granita stessa e brioscia, appunto) è di prim’ordine, i pezzi da colazione sono un richiamo esagerato.

Tra tutti primeggia l’involtino, che può essere alla crema e al cioccolato. Una crema particolare, come difficilmente la trovate altrove: lucida, vagamente gelatinosa e dal sapore vanigliato. La sfoglia, suddivisa in strati, è burrosa al punto giusto.

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Da provare anche panzerotto alla crema e raviola (fritta) mignon, termine che sottintende dimensioni inconsuete: dolci piccoli a Catania non se ne fanno. La tradizione impone ricotta grezza e spolverata di zucchero semolato.

BAR LANZAFAME

lanzafame

A Catania, la popolare via Plebiscito disegna una lunga curva di piacere gastronomico, dall’inizio alla fine. Proprio lungo la strada trovate l’iris al cioccolato migliore della città, sempre super richiesto.

A mettere in circolazione la meritata fama del Bar Lanzafame tra i catanesi è stata una tappa della processione di Sant’Agata, con i devoti che per ricrearsi durante la lunga camminata notturna entrano al bar Lanzafame uscendo con l’iris in mano.

La consistenza della pasta, altrove troppo spessa, qui è perfetta; la crema sovrabbondante completa il quadro. Da provare anche la cartocciata, altro pezzo imperdibile della varia, ricca, smodata, dolce, salata, impanata, spesso fritta colazione di Catania.

La più memorabile d’Italia.

Mara Pettignano mara pettignano

5 giugno 2018

commenti (23)

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  1. Confermo in tutto e per tutto quanto scritto dall’articolista. A Catania la colazione (ma anche lo spuntino di metà mattinata, pomeriggio… ) sono un’opera d’arte che non ha eguali in tutto il mondo. Ai bar già citati aggiungerei il Caffé Europa, non fosse altro perché oltre alla qualità c’è una location invidiabile.

    1. L’umiltà, questa sconosciuta. Tutti i suoi messaggi sono un mix stucchevole di immodestia, superbia, boria e campanilismo. Andrete lontano in sicilia con questa mentalità (mai studiato il caso IBM all’università?).

  2. Memorabili cionate. Ecco perché al sud sono, mediamente, più grassi. Se questa è la colazione, figuriamoci il pranzo…

    1. Arturo…..mangiti a polenta e stai zitto…anzi non scrivere caz**e

    2. Arturo non dire minch**e tu per colazione mangiati i cornetti industriali che se li mastico troppo riesci a fare anche le bolle come la gomma da masticare tanto sembrano di plastica

    3. Arturo ….. no va beh non meriti nemmeno risposta, la tua ignoranza parla per te.

  3. È proprio vero la migliore colazione si fa da noi a catania con una dissima scelta..

    1. Un ommelete di solo bianco, una piadina, una fetta di formaggio, pomodoro, e insalata. Questa È LA COLAZIONE… Altroché, un bicchiere di latte e poi una bella allenamento di sollevamento pesi… Quella catanese, semmai, una volta tanto la.domenica o il sabato, giusto per mangiare qualcosa di buono. Ma non è colazione.

    2. Carlo Luigi Martini, quella è la tua colazione. O pensi di essere l’Università del breakfast. E poi, per restare al salato, hai mai mangiato una cipollina? Sai cos’è una cartocciata? Mai sentito parlare di siciliana (che non è una ragazza), o ddi un pitone (questo è di Messina)? Secondo te una pizzetta fatta a Catania e una pizzetta fatta nel resto d’Italia hanno lo stesso sapore? No, tutte queste cose non le sai. E allora perché non stai zitto?

  4. Non sono mai stato a Catania, e non saprei rispondere..però l’articolo mi sembra condito di una buona dose di campanilismo senza se e senza ma, pasticcerie ottime dove fare una colazione da re si trovano in tutta Italia. Siamo un paese bellissimo e straordinario, parlare di un caso unico mi sembra senza senso.

    1. Jacopo, se non sei mai stato a Catania come fai a dire che si tratta di campanilismo? Prima vacci a Catania e poi, se vuoi, esprimi il tuo disappunto. Per la cronaca, chi ti scrive è cresciuto tra Catania e Abruzzo, da decenni vive in Lombardia, per lavoro è stato anni anche nelle Marche e a Piacenza. E credimi se ti dico che i bar siciliani, e quelli di Catania in particolare, non hanno assolutamente niente, ma proprio niente in comune (per ricchezza e qualità) con quelli del resto d’Italia. Per finire: prima conosci, poi giudichi.

  5. In merito il cronista ha dimenticato di indicare gli arancini di savia o del bar di via Acquedotto Greco, o del bar Mozart di viale Regina Margherita, o del bar la Racchetta,
    O le crispelle del bar di piazza Palestro ecc
    Ecc

  6. Quando vieni a Catania piangi 3 volte quando arrivi quando vai via e quando ti pesi la nostra cucina è la numero 1 per bontà ed originalità la colazione comunque si fa con l arancino al sugo (a Catania si chiama così non arancina) la cipollina è una legenda però che viene mangiata verso le 10 si per spuntino perché la merenda si fa alle 10 quando si lavora dalle 6 del mattino un saluto da catania il top

  7. il tono perentorio dell’articolo secondo me è ironico,
    la mia idea è, però, che sia propria questa presunzione a rovinare noi siciliani, è ovvio che come in tutti i posti ci siano delle prelibatezze solo locali ma da qui a credere veramente che a Catania si faccia la colazione anche solo più buona della Sicilia ce ne passa.
    A Catania ho mangiato anche dei cornetti orrendi, e un caffè imbevibile, il caffè a dire il vero sta peggiorando dappertutto.

    1. Ma quale presunzione Ugo. Il fatto che a Catania i bar siano straordinari è un fatto oggettivo, non è un’opinione. E la strordinarietà è data dall’enorme varietà di prodotti che si trovano. E’ poi chiaro, e lì hai anche ragione, che anche a Catania ci sono bar di cattiva qualità. Ma questo accade ovunque. Mentre la varietà immensa la trovi solo a Catania.

    2. @Mcop: L’umiltà, questa sconosciuta. Tutti i suoi messaggi sono un mix stucchevole di immodestia, superbia, boria e campanilismo. Andrete lontano in sicilia con questa mentalità (mai studiato il caso IBM all’università?).

    3. Ma caro Arturo, essere apostrofati così da uno che a Catania sicuramente non c’è mai stato, che ha esordito definendo i meridionali grassi perché fanno quelle colazioni così (come se uno che abita a Catania andasse a far colazione tutti i giorni…) è davvero una medaglia al valore che mi appunto virtualmente sul petto con grande orgoglio. Come ho già scritto: prima a Catania ci si va e poi si può esprimere il proprio giudizio. Se uno a Catania non c’è mai stato può scegliere, da persona intelligente, di stare zitto. Oppure, come fa lei, parlare a vanvera.

  8. La raviola tradizionale è fritta, ma quella al forno non sfigura assolutamente

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