Il gelato può essere gastronomico e pop: la via di Simone de Feo

Nella sua filosofia di gelato (e non solo), Simone De Feo di Capolinea sembra aver trovato il giusto equilibrio per far convivere spirito gourmet e comprensibilità per il grande pubblico.

Il gelato può essere gastronomico e pop: la via di Simone de Feo

Pensateci: quello del gelato è un linguaggio di cui il consumatore italiano ancora non riesce a cogliere tutte le potenzialità. Se ne consuma tanto, sempre di più se ne parla e discute (e speriamo che tutto questo dibattito porti finalmente a una legge di settore sensata, ma questa è un’altra storia) e l’artigianalità autentica sembra aver finalmente fatto breccia nelle abitudini degli italiani, eppure la sua grande versatilità gastronomica, ci sembra, ancora non si esprime al cento per cento.

Non mancano eventi, degustazioni e congressi in cui non si presentino ardite composizioni pensate proprio per sfidare i limiti psicologici della nocciola e della stracciatella, ma sui banconi tutta questa spavalderia latita, e i nostri gelatieri -quasi sempre – scendono a più miti consigli, senza transigere su tecnica e qualità ma mantenendosi il meno sfidanti possibile nei confronti della clientela più trasversale. Eppure c’è un mondo di ispirazioni da cogliere, e lo si può fare mantenendo autentica l’identità della cremeria italiana e senza dimostrarsi incomprensibili: a incarnarlo alla perfezione è Simone De Feo di Capolinea.

La semplice complessità di Capolinea

simone de feo monica fantuzzi capolinea

 

Quella del “Deffo” è una figura conosciuta già in tempi non sospetti anche al di fuori della cerchia gelateria: dal vino naturale alla birra artigianale, dai distillati agli specialty coffee, il gelatiere reggiano è appassionato di tutto ciò che coinvolge i sensi, e questo si traduce inconfondibilmente tra le sue carapine, dando vita a un’offerta che mette il pubblico generalista a contatto con eccellenze che vanno ben al di là del pistacchio di Bronte o di qualche cacao monorigine, e che non sfigurerebbero nel fine dining. Il gelato deve essere espressione di chi lo fa, e questa golosità è una firma lampante.

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Prima di immergersi nel mondo del sottozero, la quotidianità di De Feo era scandita dai ritmi dell’informatica, ma nel 2010 la passione ha preso il sopravvento: insieme alla compagna Monica Fantuzzi, ha rilevato quella che era la sua gelateria preferita da bambino, situata al civico 14 di via Simonazzi a Reggio Emilia, trasformando un simbolico punto di arrivo in un punto di partenza per una ricerca senza sosta. La formazione di Simone è passata attraverso le aule di CAST nel 2011, dove ha frequentato il corso di Alta Formazione Gelatiere, acquisendo le basi tecniche necessarie per sviluppare una propria visione: una filosofia basata sul concetto di gelato naturale ed essenziale, realizzato con pochissimi ingredienti selezionati e senza mai scendere a compromessi sulla qualità delle materie prime.

cremeria capolinea gelato

Il legame con la biodiversità locale è un pilastro fondamentale dell’attività di Capolinea. Per i suoi gelati si utilizza infatti il latte di una piccola azienda di Rivalta, frutta proveniente da piccoli coltivatori dei dintorni, la panna di una latteria di Budrio di Correggio o la mitica ricotta di Roberto, pastore sugli appennini reggiani e autore di un prodotto talmente commovente da non ammettere sostituti: se non c’è, il gelato non si fa.

Oltre al gelato, l’insegna di via Simonazzi recita con orgoglio gelato e panettone, un binomio che Simone propone durante tutto l’anno, sfidando la stagionalità tradizionale del grande lievitato, e dimostrandosi in grado di poter competere sullo stesso piano di nomi storici del settore: la sofficità e la nota lattica dei suoi panettoni e colombe rendono i prodotti firmati da De Feo sempre riconoscibili, e potete fidarvi di chi ne assaggia svariate centinaia all’anno.

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Nel maggio del 2023, la realtà di Capolinea si è ampliata con l’inaugurazione di un secondo punto vendita nel quartiere Baragalla di Reggio Emilia. Questo nuovo spazio, grande il doppio della sede storica, ha permesso di dare ulteriore sfogo alla creatività del team, integrando un’offerta di bakery che si confronta anche con un altro dei temi caldi del momento, quello della viennoiserie, affrontato con lo spirito rigoroso ma indipendente tipico della casa.

gelato simone de feo

Un pain suisse con crema al caffè specialty è una di quelle crasi di mondi che vi spiegherà tutto quello che c’è da sapere. Con queste prerogative e con la sua intensa attività di formazione, non è difficile intuire come De Feo stia riuscendo a lasciare una traccia indelebile nel mondo della gelateria artigianale italiana.

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