di Anna Silveri 15 Luglio 2018

Lo so che voi capisciotti del gelato aspettate solo la classifica delle 100 migliori gelaterie artigianali d’Italia, anno di grazia 2018, che la nostra redazione di sgamatoni sta finendo di scrivere (hey, si comincia il 18 luglio).

Ma non di solo gelato artigianale vive l’impallinato. Di tanto in tanto indugia, meglio se non visto, sui gelati da bar, districandosi tra i grassi idrogenati e bullandosi di saper scegliere i più buoni.

[La classifica delle 100 migliori gelaterie artigianali del 2018 sta arrivando]

Non tutti sanno che… il settimanale Grazia vanta una lunga tradizione di classifiche sui gelati da bar. Intendiamoci, tutta roba prêt-à-manger, di poche pretese, ma con un valore nostalgico di indicibile potenza.

Ogni estate i redattori del settimanale, accumunati da passione insana e intestino corazzato, si riuniscono per provare classici e novità. Riassumiamo, blandamente critici, com’è andata nel 2018.

10. Pirulo Marshmallow | Motta

È un gelato ricoperto di ghiacciolo al gusto marshmallow di Motta, che promette di riprodurre con fedeltà il gusto dei cilindretti di zucchero cari ai bambini americani.

La redazione di Grazia lo boccia senza appello –vorrei vedere, con quel nome– riscoprendosi infantile come il gelato che doveva essere il crak dell’estate. Giudizio: “se non è buono, che almeno sia “instagrammabile!” Invece no”, nemmeno quello.

9. Magnum Praline | Algida

A sorpresa, i giornalisti di Grazia hanno trovato improbabile anche la novità su stecco del marchio più blasonato di gelati confezionati. Al punto da piazzarlo in fondo alla classifica perché il gelato alla nocciola ricoperto di cioccolato e nocciole caramellate è tanto buono fuori quanto insopportabile dentro.

La copertura può vantare cioccolato al latte belga ma l’interno “è come un sudoku inferno”: chi ci capisce qualcosa è bravo. Perché Algida, perché.

8. Biscotto Pan di Stelle | Sammontana

Grazia non si limita ad amare l’idea del gelato al Pan di Stelle: la idolatra. Per i redattori, pretendere di farlo in casa equivale a comprare borse d’alta moda taroccate.

Nei due pezzi mini presenti in ogni confezione, la redazione lamenta la mancanza di una consistenza croccante accostabile all’originale. Rispetto al quale, questo biscotto è come “un simpatico b-movie tedesco in onda su Raidue”.

7. Magnum Double Caramel | Algida

Solo buone parole dai giornalisti del settimanale di moda, nostalgici per il ritorno di questo “double”, presentato come un Magnum cremoso alla vaniglia con una copertura al cacao e guarnitura al caramello, che Algida ha avvolto in uno strato di cioccolato al latte.

La comunità scientifica dovrebbe proporlo come un valido anti-depressivo, si commenta: allora perché solo settimo? È un classicone, “sospeso nella sua ovvia bontà”.

6. Oreo biscotto gelato | Mondeléz

Lo snack (alla vaniglia) Oreo crea dipendenza, ma in “forma accettabile”, perché –dicono a Grazia– non stiamo parlando di un gelato universale, anzi di un prodotto che divide come l’originale. Dove per originale s’intende il famigerato biscotto simile ai Ringo, di cui si strafogano compiaciuti gli americani.

Da notare che per una volta, cosa piuttosto incredibile, c’è aderenza tra l’immagine presentata nell’incarto e i biscotti dentro.

5. Cono Coppa del Nonno | Motta

Coppa che vince non si cambia. Tutt’al più si trasforma in cono, come per la storica Coppa del nonno. Grazie Grazia (è dall’inizio del post che aspettavo questo momento) che mi fai conoscere la novità, ma la tua recensione è fuorviante.

Mi dici che il cono è come “un vero infuso di caffè”, poi spieghi che l’infuso di caffè è presente solo per il 4,5%. Parli apertamente di “occasione persa” anche se “non del tutto”. Poi, finalmente, un po’ di chiarezza. Piacciono a quelli di Grazia i confetti ricoperti di cioccolato aromatizzati al caffè, mentre lo sciroppo al cioccolato che si trova sopra e dentro il cono “ti si scioglie anche il cuore per la tenerezza”.

4. Non mordere alla Nocciola Gianduia | Sammontana

Quando i giornalisti del settimanale di moda parlano di “vero gianduiotto piemontese”, noialtri qui drizziamo le antenne. Per giunta “cremosissimo”.

Okay, la riunione dei creativi Sammontana per la scelta del nome poteva durare di più, ma pare che addentando il gelato alla nocciola con pasta di nocciole e variegato al cacao-nocciola, completato da una copertura morbida al cacao e nocciole (nient’altro?), ci si debba preparare a esperienze sconosciute.

“Tipo incontrare gli alieni o Beyoncé”.

3. Maxibon Black Cookie | Motta

Nuova versione per il biscotto gelato originale. Non ditelo al ministro Salvini ma si chiama “black” –nero– pur non avendo niente di fondente. Mistero chiarito (si fa per dire): è un gelato al cioccolato, con granella al cioccolato, biscotti al cacao e gocce di cioccolato, copertura al cacao e granella di nocciole e, colpo di grazia, granella di biscotti.

[Il Buonappetito: Cornetto, Solero, Magnum, i grandi gelati confezionati non s’inventano più]

Così croccante che per la redazione di Grazia mangiarlo è “tra le 20 cose da fare prima di lasciare questo mondo e rinascere albero”.

2. Cornetto Coffee Shock

Più piccoli i numeri, più grandi i successi. Infatti, sentenziano gli esperti di Grazia, se cercate nel frigo del vostro bagnino questo cono al cioccolato tempestato da pezzetti di cioccolato fondente e, malauguratamente, non riuscite a trovarlo, è solo perché sta andando a ruba.

E comunque, se “non c’è paragone con gli altri gelati al gusto caffè”, una ragione ci sarà. Eccola: dentro trovate oltre il 22% di vero infuso arabica.

Alla domanda “caffè normale, macchiato o ginseng?” –riassumono dalle parti di Grazia– voi risponderete “Coffee Shock, grazie”.

1. Amando | Sammontana

 

Ma pensa te. I gelati confezionati al cioccolato dominano i bar, e chi ti premia Grazia con il numero uno della sua modaiola classifica?

Uno stecco di gelato alla vaniglia fatto con latte di mandorla, e sopra un sorbetto di frutta in ragione di un notevole 45% “compatto, spettacolare come un panorama mozzafiato”.

Spiegazioni tecniche a parte, Grazia assegna il primato al super ghiacciolo Amando perché Sammontana sembra aver colto lo spirito del tempo con un gelato alla frutta adatto agli intolleranti al latte e pure ai celiaci.  Che è bello, leggero e dissetante –quindi non vi fa sentire in colpa– ma pure parecchio buono.

Voi cosa ne dite, sarà vera gloria?

[Crediti | Grazia]

commenti (7)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    I gelati industriali odierni fanno pena rispetto a quelli di 15-20 anni fa. Nessuna nuova invenzione degna di nota, inoltre mi sembra che abbiano ridotto le dimensioni (ovviamente il prezzo quello invece è aumentato).

    1. Avatar Arturo ha detto:

      Proprio così, con la scusa degli obesi e dei bambini sovrappeso le porzioni continuano a rimpicciolirsi e a miniaturizzarsi. Dai gelati alle lattine ai biscotti alle barrette, che pena! Quest’anno sono spuntati i micro maxibon (o qualcosa del genere) poi arriveranno i nano e i femto maxibon… se siamo messi male e tutto per colpa di qualcuno.

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      Infatti Arturo. Le persone obese non dovrebbero guardarli proprio (e se sono arrivate a quel livello, tranne il 4-5% del totale che è patologico, il resto è perchè ha una dieta e uno stile di vita colmi di errori), e le persone con un normale peso forma dovrebbero poter prendere un gelato di una porzione decente, visto che i prezzi sono andati al contrario.

    3. Avatar ROSGALUS ha detto:

      Io ricordo – essendo parecchio anziano – i primi gelati industriali Tanara a cavallo degli anni 50/60 : roba assolutamente non comparabile con tante porcherie odierne.

      Pochi gusti, ma tutti di elevata qualità.
      E questo conferma che anche l’industria può sfornare prodotti di autentica eccellenza quando ha pieno rispetto del consumatore e delle sue esigenze.

  2. Avatar Gourmet per Caso ha detto:

    Sarò nostalgico, ma per me Il Croccante vince senza “se” e senza “ma”.