Le 3 migliori gelaterie artigianali dell’Umbria del 2026

Il meglio del gelato artigianale umbro, tra chi è riuscito ad entrare nella classifica nazionale di Dissapore e chi merita una sosta, lungo tutta la regione.

Le 3 migliori gelaterie artigianali dell’Umbria del 2026
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In Italia, la patria del gelato, ci si aspetterebbe di trovare almeno una gelateria artigianale di qualità in ogni singolo paesino, fosse pure il più arroccato. Purtroppo, confermando l’impressione avuta lo scorso anno, l’Umbria si conferma una mesta eccezione. In Umbria il gelato artigianale fatica a decollare: le gelaterie registrate presso la Camera di Commercio regionale sono meno di duecento (a titolo di paragone, ricordiamo che solo a Roma le gelaterie censite sono millequattrocento e le nostre preferite sono 23).

Tra questi duecento esercizi, le gelaterie artigianali sono una minoranza, e ci duole dire che, nelle nostre peregrinazioni umbre, quest’anno solo tre gelaterie si sono distinte per comprovati meriti organolettici, con una soltanto a rappresentare la Regione nella top 100 delle gelaterie italiane del 2026., sponsorizzata da Sepal Group. Per il resto, ciò che abbiamo notato è, anzitutto, l’inveterata usanza umbra di dosare generosamente lo zucchero, molto più di quanto oggi richieda una gelateria contemporanea; inoltre, resiste in maniera gagliarda l’uso delle basi pronte, da cui risulta un’uniformità di gusto rintracciabile da Gubbio a Terni e che noi – francamente – deploriamo; infine, le scarse offerte al bancone e la timida caratterizzazione dei gusti ci hanno causato malanimo: la rotazione delle proposte è quasi assente, ci si trincera dietro la sicurezza commerciale di una stracciatella, di una generica variegatura al cioccolato o di un mediocre sorbetto alla fragola.

Manca la personalità del maestro gelatiere, la sua firma, il suo lampo creativo; questo per noi non vuol dire offrire al pubblico un gelato al gusto di palomba alla ghiotta, ma significa creare gusti innovativi, realmente contemporanei, magari con lo sguardo rivolto in primis verso il territorio e ciò che offre. D’altronde, l’Umbria è una terra incredibilmente generosa: sedano nero di Trevi, cipolla di Cannara, zafferano di Cascia, Sagrantino di Montefalco, le basi per fantasticare e sperimentare ci sono. Ci permettiamo di essere così tranchant perché sappiamo che di maestri gelatieri bravi in Umbria ce ne sono: è arrivato il momento che questi tirino fuori un bel quadernone e comincino a giocare con i loro splendidi ingredienti locali, a calibrare le dosi e a divertirsi. Questo è il solo modo che conosciamo per dare una sferzata al settore e per metterci in grande difficoltà con i nostri giudizi il prossimo anno [n.d.r: non preoccupatevi, a noi piace così].

Restando nel presente, vediamo quali sono le tre migliori gelaterie umbre per il 2026.

1. Gelateria Crispini

Spoleto (PG) e Foligno (PG) – La cura nella realizzazione dei gusti e la selezione delle materie prime fanno sì che la gelateria Crispini possa fregiarsi del titolo di migliore gelateria dell’Umbria per il 2026. La creatura di Alessandro e Massimo Crispini, impegnati nell’arte gelatiera dal 1996 e presenti sul territorio umbro con due sedi, ci ha pienamente convinto per la generosità delle caratterizzazioni, le textures magistrali e l’eccellenza degli ingredienti (latte fieno italiano, mandorla della Val di Noto, pistacchi siciliani e una gran selezione di cioccolati, con predilezione per quelli peruviani).

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Nel giudicare la qualità di una gelateria è buona norma provare i suoi gusti base; ebbene, noi vi diciamo che sarà molto difficile trovare un fior di latte che possa competere con quello dei fratelli Crispini: ottenuto dal peculiare latte fieno, questo fior di latte soffice come ovatta restituisce nella coppetta tutte le caratteristiche della bevanda originaria senza eccedere in dolcezza. Ulteriori prove della maestria dei Crispini sono l’elegantissima crema alla vaniglia, il sorbetto alla fragola Senga Sengana di eccezionale intensità e freschezza, o anche il profondo e sfaccettato cioccolato peruviano San Martin base acqua, una goduria per il palato. Altrimenti c’è sempre il loro gusto signature: il “pistacchio campione del mondo”, una crema ottenuta da due varietà di pistacchio Bronte e una di Agrigento, tostate e successivamente lavorate con aggiunta di vaniglia del Madagascar e di sale di Cervia.

2. Lick

Perugia – Lick si conferma anche per il 2026 il posto per chi vuol godere di un ottimo gelato a Perugia. Dal 2015 Michela Volpi e Luca Taborchi offrono al pubblico gelati dalle textures impeccabili e dai gusti inconsueti. Provare per credere il caleidoscopico gorgonzola, miele e noci oppure il fresco e aromatico sorbetto al limone e basilico. Chi invece volesse gusti più classici trarrà godimento dall’intensa crema di Giulio, con l’apporto del limone tanto potente quanto equilibrato, o da un didattico fior di latte.

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Va detto che le proposte di Lick, per quanto peculiari, sono stabilmente in carta da almeno un decennio; e noi, sebbene estremamente soddisfatti da quanto abbiamo provato, ci troviamo a fantasticare su cosa Volpi e Taborchi potrebbero estrarre di inusuale dalle loro carapine se si mettessero a giocare con gli ingredienti.

3. Demetra Gelateria Naturale

Santa Maria degli Angeli (PG) – Noi non conosciamo il giorno in cui un umbro, laureato in scienze agrarie e ambientali, è stato folgorato dal gelato tanto da farne una professione. Sappiamo però che è dal 2021 che l’umbro in questione, Luca Castellucci, realizza gelati di stupefacente bontà. L’attenzione principale di Castellucci è posta alla naturalità delle materie prime, concetto espresso anche attraverso il nome stesso della gelateria; ma ciò non basterebbe se le creme e i sorbetti non avessero una consistenza soffice come il cotone.

Tra le decine di gusti a disposizione, distribuiti su coni e coppette con copiosa generosità, siamo rimasti impressionati da una strepitosa nocciola, talmente intensa e ricca da meritare un sincero applauso, da un ottimo fiordilatte e dal potente sorbetto alla fragola, gelato troppo spesso svilito e trattato come gusto per bambini, al quale invece il lavoro di Castellucci restituisce una finezza gratificante.

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