di Dissapore Dissapore 29 Agosto 2018

Era arrivato con il viso pallido e smagrito, raccontano in questi giorni le gazzette sportive, ma due mesi e 4 chili dopo si può dire che l’intesa tra Carlo Ancelotti e Napoli sia stata immediata.

L’effetto positivo che il Napoli e la città hanno avuto sull’allenatore gourmet è evidente, complice la mai nascosta passione per la buona cucina e l’appartamento del centro storico con vista mozzafiato sul Golfo che fu di Gonzalo Higuain.

Dove sabato scorso si è consumata una cena privata con ospite, ha raccontato Alessandra Dal Monte sul Corriere della Sera, ovvero lo chef Gennaro Esposito, due stelle Michelin per il ristorante Torre del Saracino di Vico Equense.

Ancelotti ha comprato il pesce crudo, raccontano le cronache, mentre lo chef si è portato dietro una treccia di fior di latte e i pomodorini del suo orto.

[Gennaro Esposito: 5 piatti che hanno fatto la mia carriera]

Ne è uscito un aperitivo in terrazza a base di tartare, carpacci e champagne e una cena per 8 (amici e compagne comprese) a base di polpo alla Luciana, ricetta tipica locale con pomodori, olive e capperi).

Esposito è rimasto colpito dall’elevato tasso di gastrofanatismo dell’allenatore, che oltre a essere un esperto di cucina conoscerebbe moltissimi ristoranti, dalle trattorie ai 3 stelle.

Pizzerie comprese, andrebbe aggiunto, visto lo scatto pubblicato qualche giorno fa su Facebook da Ciro Oliva, pizzaiolo e proprietario della pizzeria Concettina ai 3 Santi, nel popolare quartiere della Sanità, che conferma come Ancelotti sia una buona forchetta, attirato dalla pizza, ma pure dagli antipasti misti, soprattutto le zucchine alla scapece, che più napoletane non potrebbero essere.

[La pizza è patrimonio Unesco: venite a mangiarla in queste 10 pizzerie di Napoli]

Il terzo capitolo agostano dell’iniziazione di Carlo Ancelotti ai riti mangerecci locali, è il brunch di lunedì scorso insieme al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis al lido di Torre Saracena, baluardo dell’accoglienza sull’isola di Capri, con tanto di molo d’attracco per le barche, terrazze costruite sulle palafitte e rinomato ristorante.

Arrivati via mare i due si sarebbero concessi un lungo pranzo a base di pesce fresco, cucinato dal proprietario Domenico Guarracino. E per cena, ennesima sosta gourmet al ristorante Monzù dell’hotel Punta Tragara.

[L’eleganza del Riccio di Capri]

Scelte che, lasciatecelo dire, fanno di Ancelotti la prima opzione quando cercate una guida credibile per mangiare bene a Napoli.

[Crediti | Corriere della Sera]