Contro l’esecuzione sommaria di Massimo Bottura

Max Laudadio di Striscia la NotiziaIeri sera il giornalismo col bazooka di Striscia la Notizia non ci è piaciuto. La prima puntata dell’inchiesta di Max Laudadio sulla cucina molecolare—la seconda stasera—ha detto cose cotte e mangiate (gli additivi forse dannosi per la salute usati da Ferran Adria e Heston Blumenthal, il progetto Inicom, I no quiero volver al ristorante: il libro di Jorg Zipprick) con un approccio ormonale fuori luogo. Specie durante la maldestra video-incursione nel ristorante Osteria Francescana di Modena, frettolosamente maltrattato nello stesso momento in cui una giuria di esperti (?) lo giudicava il migliore ristorante italiano.

Video-incursione anche noi.
Sorpresa! Negli stessi giorni di Striscia, anche Dissapore è entrato alla “Francescana” con una telecamera. E ha mangiato gli stessi piatti, provando a raccontarli con il testosterone sotto controllo. Prima guardate l’incursione del critico gastronomico Aldo Fiordelli (voce narrante) ripresa da Andrea Gori, e montata da Giulia Graglia. Poi quella di Striscia. Chissà che non vi venga voglia di provare personalmente la (costosa) cucina di Massimo Bottura. Che credeteci, Striscia o no, è la cosa migliore da fare.

Massimo Bernardi Massimo Bernardi

21 aprile 2009

commenti (65)

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  1. Dan ha detto:

    Grande reportage il vostro, e magnifico tempismo nella presentazione del servizio. Siete “sul pezzo” ragazzi, questo è giornalismo. A questo punto una lista dei vini in abbinamento e una foto del conto completerebbe il post in maniera assai degna.
    Complimenti.

    1. andrea mattioli ha detto:

      Un servizio ben fatto! e’ ora che qualcuno parli di questi pasticci pseudo-artistico gastronomici che vengono venduti a peso d’oro!
      W le trattorie da camionisti, anche se non sono fashion o trendy, sicuramente mangi meglio, cose sane e naturali e paghi poco…
      gente, svegliatevi!
      Ci sarà la crisi, ma come mai la francescana è sempre stra-prenotata?

    2. stefano paraluppi ha detto:

      Già all’inizio la Francescana di Bottura ha sempre avuto prezzi proibitivi e stra-gonfiati, ora dopo i vari servizi sarà inavvicinabile!
      Ho speso 190 euro in 2, bevendo solo acqua perchè sono astemio, e mi ha fatto un prezzo “da amico” poichè lo conosco fin dall’adolescenza.
      La nouvelle cuisine mi piace ma ho trovato tutto insipido a parte il conto!!!
      Capisco il lavoro e la ricerca, però con le scuse dei nomi artistici dei piatti, la racconta a tutti!
      Portatevi la gold card, se l’avete!

    3. massimo fratelli ha detto:

      Azzeccatissimo il parere espresso dal grande Bigazzi su RAI 1: “la cucina molecolare è fatta da furbetti per coglioni ricchi”.

    4. fabio ha detto:

      Se l’ha detto bigazzi mi fido. Lui consiglia di mangiare i gatti…

  2. Leonardo Ciomei ha detto:

    Ottimo veramente ! ieri sera mi sono vergognato di guardare (a volte) quel programma…

  3. Premetto di aver mangiato memorabilmente alla Francescana un paio di anni fa, per di più in compagnia di mamma, nonna e zia: immaginare la loro faccia di “tradizionaliste” di fronte al parmigiano in 5 consistenze vale il conto, fino all’ultimo centesimo.
    Detto questo, come già si accennava nei commenti dei precedenti post sullo stesso tema, mi sembra emerga che ci sono più spunti di riflessione intrecciati tra loro:
    – se gli additivi facciano male o meno credo sia come cercare di stabilire univocamente se l’acqua del rubinetto sia migliore/peggiore di quella in bottiglia. Oltre la scienza, forse conta la fede. I “limiti di legge” sono umani per definizione, e in quanto tale modificabili a piacimento.
    – La critica, se critica ci deve essere, può riguardare l’opportunità di certi utilizzi. Nella grande ristorazione si esibiscono, spesso e a ragione, i nomi dei fornitori. Ora troveremo anche il nome delle industrie che forniscono gli additivi? Un tempo erano relegati ai prodotti industriali, vederli utilizzati nell’alta gastronomia può sorprendere, ammettiamolo. Non scandalizzare, assolutamente, ma sorprendere si.
    – Riguardo la questione finanziamenti, se è come detto da Striscia, sarei più sereno se un ristorante (elBulli o chi per lui) vivesse dei soldi guadagnati e non usufruendo di sponsor che il consumatore non conosce.
    – Sulla qualità dell’informazione, impegniamoci ad uscire da una logica ormai pervasiva in Italia. Striscia, nel bene o nel male, in maniera completa o parziale, ha sollevato una questione che ci interessa e che suscita molti commenti. Avrebbe potuto lavorare diversamente, forse, ma lasciamo la scelta di mezzi e fini a chi se ne prende la responsabilità, fino in fondo. Sappiamo bene che addentrarsi troppo nel “come”, a volte, può essere delicato. Evito esempi ovvi che ci toccano fino ai massimi livelli istituzionali.
    Striscia parla e, se Dio vuole, Dissapore risponde col bel video. Certo, l’audience non può essere la stessa.. però diciamo che il pubblico appassionato, quello che da Bottura ci va davvero, forse segue più qui che lì.
    Anche perché, va detto, su Mediaset i servizi migliori vengono (generalmente) da Le Iene e Striscia.

    In conclusione, speriamo si faccia un pò di chiarezza. Dobbiamo proprio essere, a tutti i costi, un paese alla “Velenitaly”?

  4. Vabbe’, striscia o bruno vespa? bruno vespa o striscia? Ormai e’ questa la qualita’ dell’informazione in Italia.

    L’unico SERIO appunto che devo fare a Bottura e’ il fatto che non sono riuscito a trovare il menu nel sito, per il resto complimenti per il report 🙂

  5. Quelo che a me infastidisce un po’ è che le gastromenate degli appassionati siano riposrtate con quel tono di strisciante perculismo. “Embè, il grana di cinquantadue mesi di Romualdo Badodi, vuoi mettere…”.
    Mentre le audiomenate di un appassionato di musica classica invece sono cultura: Beh, sai, il Guarnieri del Gesù suona come un contralto, mentre lo Stradivario è più un controtenore.
    Io che sono ovinamente ignorante di liuti mica mi sogno di sfottere Uto Ughi perchè lui coglie le differenze. Magari invece lo invidio perchè lui si e io no.
    Mi limito a riconoscere una Telecaster da una Les Paul, o un Precision da un Rickenbaker…

    😉

    1. io credo che per il pubblico di Striscia sia le gastromenate che la musica classica siano ‘cagate pazzesche’, tanto per citare Fantozzi; guardando lo share di Striscia si capiscono molte cose sull’Italia di oggi (e di domani)

  6. Amo striscia, ma un servizio fatto così non serve ad informare.

    Serve solo a sprofondare ulteriormente l’uomo della strada nella sua diffidenza verso l’alta gastronomia.

    Cosa delle quale non c’è proprio bisogno.

    Casomai, SE, e ripeto SE, questi prodotti utilizzati in cucina dovessero essere dannosi, Bottura & co. sono parte lesa.

    Ricapitolando. Metanopoli, Cisternopoli, Velenitaly, Velinitaly, Spumettopoli?

  7. La cosa che preoccupa è che questa sembrerebbe essere “solo” la prima puntata…quindi di cattiva tv ne avremo ancora…
    E pensare che basterebbe andare qui: http://www.albertyferranadria.com/index.html e leggere, anche in inglese e francese,
    cosa sono questi “elementi” misteriosi…
    Poi, qualora non bastasse, con l’aiuto di dati scientifici, farsi spiegare cosa sono, da dove vengono, cosa “fanno”…
    Sentire “tecnici” che in tv dicono “se, ma e forse” equivale a nulla…
    Certo che se la buona tv la fanno Le Iene e Striscia…meglio continuare a leggere libri…

    1. gli ‘elementi misteriosi’ sono le cose che non si conosco, ieri gli immigrati, oggi quello che usa adria’.

  8. fabrizio scarpato ha detto:

    Ricci vuol moralizzare: ritiene sia necessario sputtanare cuochi, locali, guide, gastronomi, giornalisti che spendono o elogiano pranzi ritenuti in assoluto incomprensibilmente carissimi.
    Per farlo entra a gamba tesa: più è tesa più fa male e più se ne parla. Non gli interessa la correttezza dell’informazione, che sa bene cos’è, perché sa anche che, nel settore enogastronomico, alla gente della correttezza non importa nulla, anzi, come per la sanità, è un settore in cui vige il ricatto morale: sono beni essenziali, già devo pagare e tu ci vuoi anche guadagnare?
    L’alta ristorazione è ritenuta scorretta in sé.
    Aspetto solo la fatidica frase “ma vuoi mettere un bel piatto di spaghetti aio e oio?” per portare il discorso sul vero tema, quello della piacevolezza e del cosa ci si aspetta dalla tavola.
    Il resto sono pretesti.
    Quanto alla chimica (che poi la gente manco sa cosa sia “la chimica”) creme caramel, panna cotta, aspic e budini per tutti, Striscia compresa.

    1. Bacco ha detto:

      turtlein e vino mi paiono ben poco dannosi 😉

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