di Massimo Bernardi 3 Agosto 2010

Nel consigliare indirizzi romani risolutivi siamo a turno tutti santi o peccatori. Voglio dire, a chi non è capitato di coglionare involontariamente il prossimo con un parere farlocco. Qualche giorno fa per esempio, abbiamo a lungo sopraccigliato sui 10 modi per mangiare bene a Roma dalla colazione al dopocena del quotidiano britannico Guardian. Oggi tocca al Financial Times, che si mette al riparo da eventuali figure di palta coinvolgendo un cicerone blasonato: Heinz Beck, chef de La Pergola, ristorante tre stelle Michelin dell’hotel Cavalieri di Roma.

Il posto migliore per mangiare all’aperto: “Molto”.

Ristorante con terrazzo privato nell’elegante quartiere Parioli. Cucina contemporanea basata sulla tradizione italiana, con un servizio ultra curato. E’ accogliente e diversamente da molti locali romani tiene aperto la domenica. Molto, Viale dei Parioli, 122.

Un ristorante per il pranzo: Da Felice.

Mi piace andare Da Felice, un trattoria autentica con uno stile di cucina molto romano. Ero lì due settimane fa con un critico dell’Espresso. Servono una grande cacio e pepe, giusto un po’ pesante così me ne faccio bastare mezza porzione. Da Felice, Via Mastro Giorgio 29.

Il mercato migliore: Campo de’ Fiori.

Ma ci si deve andare presto – dopo le 11 non si trova più niente, e a mezzogiorno chiude. Intorno ci sono dei piccoli bar per il cappuccino. E’ affascinante, uno dei mercati più antichi metà per i fiori metà per il cibo, completamente all’aperto.

Il ristorante per un pigro fine-settimana: Osteria San Cesario.

Nei dintorni di Roma, è il ristorante di Anna Dente specialista nel far sentire coccolati i suoi clienti con una stuzzicante cucina casalinga a base di ingredienti locali. Osteria San Cesario Via F. Corridoni, 60 San Cesareo.

La pasticceria migliore: Mondi.

A Roma esistono pasticcerie meravigliose, da Mondi hanno un assortimento impressionante, e molto originale. Faccio un po’ di scorta il mattino presto che mangio più tardi con i vari caffè della giornata. Mondi, 468 Via Flaminia Vecchia

Piaceri segreti: Il Gelato di San Crispino

Da non mancare quando si visita Roma, è vicinissimo alla fontana di Trevi. Capita spesso che sia affollato ma è un gelato di altissima qualità.  Il gelato di San Crispino, Via della Pannetteria, 42.

Come vi sembrano i consigli di Heinz Beck? Telepatia, questo sì che è savoir vivre! Oppure non siete per niente d’accordo e volete condividere con i fratelli di Dissapore le vostre alternative?

Invece, per la serie disgusti, cioè consigli sui posti da cui tenersi alla larga, sorprendono le randellate assestate dalla food-writer americana Katie Parla (New York Times, National Geographic…) al ristorante L’Arcangelo di Via Giocchino Belli, vicino a Castel Sant’Angelo: uno dei nostri buen retiri romani.

L’Arcangelo, una catastrofe gastronomica“, ha scritto nel suo blog. “Il pranzo è stato un disastro. Definirlo amatoriale significa essere gentili, mi sembra più appropriato apocalittico”. E così conclude: “Il conto è stato di 79 €. Soldi spesi male. Non metterò mai più piede a L’Arcangelo”. E sul ristorante di Arcangelo Dandini si leggono pareri poco edificanti anche nel forum di Chow, una delle bibbie per i gastrofanatici americani. “L’Arcangelo è terribile. Quasi tutti a Roma pensano che sia ottimo, ma non è più quello di un tempo. Ci sono stata a Dicembre e mi è parso terribile ma nessuno era d’accordo con me”.

In precedenza, in un post sui ristoranti romani più sopravvalutati, la stessa Katie Parla aveva pesantemente criticato Bir & Fud di Via Benedetta in zona Trastevere (“Pizza cattiva e servizio, se è possibile, peggiore”), e Open Baladin di Piazza V Luglio in zona Campo de’ Fiori (Cosa vuol’essere questo posto? Un pub, un ristorante? Allora è un fallimento in entrambe i casi”).

A questo punto si rende necessario un giro di pareri aggiornati per ristabilire l’ordine delle cose. Preoccupati, rimaniamo come si dice, in fervente attesa.

[Fonti: Guardian, Financial Times, Parla Food, Chow, immagini: internet]