di Leonardo Ciomei 12 Giugno 2010

Maccome, con il caldo che fa parliamo di Milano? Non è colpa nostra se fuori tempo massimo il capoluogo lombardo è diventato un coacervo di rassegne gurmé. La prima edizione della Food Week che si conclude domani, o Milano SaporBio, powered nientemeno che da Marco Columbro, do you remember Five di Canale5? Dunque, per chi arriva e per chi rimane in città, oltre quelli già segnalati dall’editor Stefano Caffarri (uno, due e tre), ecco 5 alternative che un tempo, quando Columbro era ancora in tivù, opps, si definivano “nazional-popolari”. Non è sempre vero che  a Milano si mangia male e si spende molto. Le vostre aggiunte sono gradite, magari non i soliti Cavallaro-Alice-Sempione42.

Al Garghet
Via Selvanesco, 36 – Milano. Tel. 02 534698. Chiuso lunedì. Sito

Fuori mano rispetto al centro, siamo quasi a Rozzangeles, qui il menù è in dialetto e, udite udite, ancora scritto a mano (ringrazio TheBigFood per avermelo segnalato). Gigantesca la Cutuleta del Garghet, classica “orecchia di elefante”, colesterolico ma irrestibile il Bumbulun (gnocco fritto piacentino caldo ripieno di prosciutto crudo). Non proprio economico, tutto no, eh! Si spendono dai 45 ai 60 euro.

Osaka
Corso Garibaldi, 68 – Milano. Tel. 02 29060678. Chiuso domenica a pranzo

Tralasciando Nobu, evorreivedere!, un ottimo Jap dal rapporto qualità/prezzo resta Osaka, vicino a parco Sempione. Credibile ambientazione giapponese con cucina che va oltre il fatale sushi/sashimi.  Consiglio lo Shabu shabu, una fonduta con fettine di maiale e vitello che completano la cottura al tavolo. Vedete voi se scegliere il tavolo o un tatami, divertente ma scomodo. Spesa intorno ai 60 euro.

Osteria dei 5 sensi
Via Cicco Simonetta, 17 – Milano. Tel. 02 58102650. Chiuso lunedì. Sito

Cucina milanese in zona Porta Genova, dominata dai piatti di pesce. Buoni il Risotto con scampi, provola e pistilli di zafferano o l‘Involtino di pesce spada con scamorza in salsa mediterranea. Nel menù anche piatti vegetariani e per celiaci. Si beve alla carta, ben fornita, o al calice, opzione sempre un po’ snobbata in Italia. Tavoli piccoli e mise en place sulla quale non soffermarsi. Menù degustazione a 32/34 euro.

Osteria dell’Acquabella
Via San Rocco, 11 – Milano. Tel. 02 58309653, chiuso domenica e lunedì. Sito

Altro locale tipicamente milanées con ambientazione anni “60 confermata dalla presenza di una vistosa Berkel rossa sul banco. Sedie e tavoli di legno, foto d’antan alle pareti. Cucina improntata sulla carne, consigliata l’Insalata di nervetti, l‘Ossobuco alla milanese con risotto e, se ce la fate, la Bistecca del Magutt (polenta e gorgonzola). Rumoroso, con carta dei vini prevalentemente italiani e conto sui 45/50 euro.

Da Teresa
Via Pavia, 3 – Milano. Tel. 02 58111126. Chiuso domenica.

Low-cost milanese: praticamente un ossimoro. A pochi metri da Porta Ticinese, un tempo zona malfamata della città, il locale è gestito da ristoratori pugliesi che le Orecchiette alle cime di rapa e i lampascioni li sanno indubbiamente fare. Delicato anche il Pesce azzurro cucinato alla pugliese.  Atmosfera cordiale e prezzi da fast-food a pranzo, poco di più la sera.